Eugenio Tibaldi – restart 2026 il (S) OGGETTO ritrovato
Mostra“Il (S)OGGETTO ritrovato” al Complesso San Michele di Salerno per la terza edizione di “restart 2026”.
Comunicato stampa
Sarà Eugenio Tibaldi il protagonista della terza edizione di “restart 2026”, il progetto promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio Salernitana, con il contributo della Regione Campania nell’ambito del Piano per la promozione culturale 2026, il sostegno di Banca Patrimoni Sella & C. e Fondazione Banco di Napoli, il patrocinio del Comune di Salerno e della Consulta delle Fondazioni di origine bancaria del Sud e Isole, in collaborazione con Associazione Collaterart e Galleria Umberto Di Marino di Napoli, in partenariato con Università degli Studi di Salerno, Bimed e Legambiente Campania APS e con Unisound, web radio dell’Ateneo di Salerno, come media partner.
“Il (S)OGGETTO ritrovato” aprirà al pubblico il 3 ottobre 2026 alle ore 18.30 al Complesso San Michele di Salerno. Interverranno, il Presidente di Fondazione Carisal, Domenico Credendino, il Presidente di Fondazione Banco di Napoli, Orazio Abbamonte, l’artista Eugenio Tibaldi, il curatore della Mostra, Fabio Avella e il docente dell’Università degli Studi di Salerno, Alfonso Amendola, curatore del Public Program, in dialogo con Nicolas Ballario, giornalista, curatore ed esperto di arte contemporanea, conduttore di programmi dedicati all’arte contemporanea Rai Radio 1 e Sky Arte.
Sarà un momento informale di conversazione pubblica, pensato per aprire la mostra a un pubblico non necessariamente specialista, senza rinunciare alla profondità del discorso che la sostiene.
La mostra propone una ricognizione sul lavoro di Eugenio Tibaldi (www.eugeniotibaldi.com/it/biografia), artista tra le voci più significative dell’arte contemporanea italiana, che da oltre vent’anni indaga il margine — sociale, urbano, esistenziale — come chiave per rileggere il nostro rapporto con gli oggetti e con le persone che li hanno abitati prima di noi. L’esposizione, visitabile fino al 3 novembre 2026, rappresenta la terza tappa di restart, il progetto che da alcuni anni affronta il tema del riuso e dello scarto non soltanto come questione ecologica, ma come prospettiva esistenziale. Recuperare un oggetto, sottrarlo al ciclo dell’usa e getta, significa infatti restituirgli una dignità che il consumo gli aveva negato.
“Con “restart” e con questa nuova edizione ospitata al Complesso San Michele, la Fondazione Carisal vuole offrire alla città un’occasione di confronto e di partecipazione, capace di avvicinare all’arte contemporanea non soltanto il pubblico degli addetti ai lavori, ma soprattutto i giovani, gli studenti e l’intera comunità. È questa la direzione che intendiamo perseguire: sostenere la cultura come uno spazio aperto di conoscenza, dialogo e consapevolezza, capace di generare nuove domande, creare relazioni e rafforzare il legame con il territorio” - ha dichiarato il Presidente Domenico Credendino.
Il titolo della terza edizione, “Il (S)OGGETTO ritrovato”, nasce da un gioco di parole tra oggetto — vero fulcro del progetto — e soggetto, l’essere umano. Un’espressione che prende le mosse da una domanda semplice: cosa resta, negli oggetti che scartiamo, di chi li ha posseduti, usati, abitati? Il percorso concettuale si ispira al pensiero del filosofo Emmanuel Lévinas, secondo cui ogni cosa reca in sé una traccia irriducibile dell’altro, un residuo di storia che nessun riuso può cancellare del tutto.
“Il (S)OGGETTO ritrovato” invita così a rivolgere lo sguardo verso ciò che normalmente non guardiamo e a riconoscere, dentro le cose che abbiamo deciso di abbandonare, la presenza di qualcosa che non è mai completamente perduto: una storia, un’esperienza, una persona. Il percorso espositivo non segue un ordine cronologico, ma si articola come una sequenza di stazioni dello sguardo. È questa l’immagine che lo stesso Tibaldi ha condiviso con la curatela, pensando alla mostra come a un cervello - lobi autonomi collegati da una sinapsi di senso, ciascuno capace di generare un proprio significato e, al tempo stesso, di entrare in relazione con gli altri. Le opere occupano gli spazi del Complesso San Michele componendo una mappa di sguardi differenti, posati nel tempo su margini, periferie e materiali che il mondo tende a non vedere.
La mostra si inserisce nel più ampio programma culturale di “restart 2026”, che mette in dialogo arte contemporanea, letteratura, sostenibilità e partecipazione giovanile.
Accanto all’esposizione sono previsti talk, visite guidate, attività rivolte alle scuole e alle università, incontri dedicati all’economia circolare e alla rigenerazione urbana, oltre al laboratorio creativo “Giardino Abusivo”, ideato e condotto da Eugenio Tibaldi, e al Premio “Canne al vento”, dedicato ad artisti emergenti e alla creazione di opere attraverso materiali di recupero. Il calendario completo della mostra e delle attività collaterali — incontri, workshop e Premio “Canne al vento” — sarà presentato in occasione della Conferenza stampa e Vernissage, in programma il 3 ottobre 2026 alle ore 18.30 al Complesso San Michele di Salerno.
La mostra sarà visitabile, gratuitamente, fino al 3 novembre 2026, dal lunedì al sabato, dalle ore 16.30 alle 20.00. In orario antimeridiano sarà possibile effettuare visite su prenotazione e visite dedicate alle scuole. Ingressi: via San Michele, 10 | via Bastioni, 14/16 – Salerno. Maggiori informazioni sulla Mostra su: restart 2026 – Fondazione Carisal