Epifanie 03

Benevento - 16/11/2021 : 30/01/2022

Il LAB per un laboratorio irregolare a cura di Antonio Biasiucci torna negli spazi del Museo Arcos di Benevento.

Informazioni

Comunicato stampa

EPIFANIE/03
LAB PER UN LABORATORIO IRREGOLARE
a cura di Antonio Biasiucci
La terza edizione in mostra al Museo Arcos di Benevento.
Otto progetti per otto fotografi, un laboratorio e un maestro.
Fotografie di Paolo Covino, Alessandro Gattuso, Valeria Laureano, Laura Nemes-Jeles, Claire Power, Ilaria Sagaria, Giuseppe Vitale e Tommaso Vitiello
12 novembre 2021 > 30 gennaio 2022
Opening 12 novembre ore 16:30

Venerdì 12 novembre 2021 il LAB per un laboratorio irregolare a cura di Antonio Biasiucci torna negli spazi del Museo Arcos di Benevento

Il sodalizio tra l’artista casertano Biasiucci e Ferdinando Creta, direttore artistico del Museo Arcos di Benevento, continua. Dopo la mostra EPIFANIE/02 del 2017, Biasiucci, che continua a vivere questa straordinaria esperienza laboratoriale per lo sviluppo dell’arte e della fotografia, fa approdare negli spazi del museo beneventano la mostra EPIFANIE/03. Il progetto LAB/per un laboratorio irregolare, nato nel 2012 risponde all’esigenza di creare un percorso per giovani artisti a cui trasmettere un metodo costante di approfondimento e critica del proprio lavoro.
Dopo il successo delle prime edizioni, il progetto prosegue, con sempre maggiore entusiasmo, intorno al tavolo dello studio dell’artista, in un confronto continuo tra Biasiucci e gli allievi della terza edizione del suo laboratorio Paolo Covino, Alessandro Gattuso, Valeria Laureano, Laura Nemes-Jeles, Claire Power, Ilaria Sagaria, Giuseppe Vitale e Tommaso Vitiello.
In seguito alla mostra installazione EPIFANIE/03, inaugurata il 12 giugno 2021 presso il Convento di San Domenico Maggiore a Napoli e promossa dal Campania Teatro Festival, la mostra arriva il 12 novembre al Museo Arcos di Benevento. Il progetto, che ha ricevuto il Matronato della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee e il patrocinio della SISF – Società Italiana per lo studio della Fotografia, propone in questa occasione circa 80 opere fotografiche degli otto fotografi.
“Oggi restituisco quello che mi è stato dato, perché non ha senso che sia io solo a salvarmi. – spiega Antonio Biasiucci – Metto a disposizione le mie conoscenze, affinché sia dato spazio, tempo e possibilità ad altri di fare fotografia attraverso un Laboratorio ispirato ad Antonio Neiwiller, regista napoletano scomparso venticinque anni fa, che io considero mio maestro. Il Laboratorio produce immagini essenziali, nelle quali l’autore può trovare una parte di sé; sono immagini che si aprono all’altro. Dura circa due anni ed è composto ogni volta da un gruppo eterogeneo di 8 giovani autori dove il confronto, lo scambio, l’empatia verso l’altro sono una premessa fondamentale affinchè ognuno possa trovare un proprio linguaggio. Hanno condiviso, mostrando fotografie di volta in volta, le loro esperienze di vita. Ognuno è stato reso partecipe, assistendo al processo artistico dell’altro.”
Anche nel difficile anno della pandemia, Biasiucci ha seguito gli allievi in un costante confronto, guidando ognuno di loro nella produzione di un progetto di ricerca personale per assimilare un processo, un criterio, per arrivare a conquistare un proprio sentire, una propria autentica visione delle cose della vita.
Gli autori della terza edizione del LAB hanno raccontato la propria “epifania” (dal greco επιφάνεια, manifestazione, apparizione), realizzando portfolio fortemente diversi tra loro sia per forme che per contenuti. Otto narrazioni, sguardi autonomi, progetti eterogenei guidati da un unico metodo. Il lavoro di Paolo Covino dal titolo Altari nasce dall’esigenza di riallacciarsi alle proprie origini, di ritrovare un territorio, il Sannio e l’Irpinia, e le persone che lo abitano, custodi di una memoria in disfacimento. In Cosmi, Alessandro Gattuso indaga il tema del genere e dell’identità, in un confronto intimo e diretto con i soggetti ritratti. Per Amalìa, Valeria Laureano si ispira a una storia vera che vede protagonista Leonarda Cianciulli, la saponificatrice di Correggio, donna serial killer degli inizi del ‘900: un’esplorazione dell’universo femminile complesso e misterioso, che nella sua indecifrabilità, attrae e respinge. Laura Nemes-Jeles in Grazia affronta il tema della famiglia, attraverso l’esperienza vissuta della sorella autistica, diventata per tutti misura esistenziale.
Nel lavoro La Montagna, Claire Power evoca la fragilità dell’onnipotenza umana di fronte allo “sterminator Vesevo”, come cantava Leopardi, e richiama la potenziale catastrofe che soggiace alla vita tellurica dei suoi abitanti, sempre sull’orlo della dissolvenza.
Piena di grazia di Ilaria Sagaria è il racconto di una storia dimenticata o mai raccontata, storia di carne, espiazione, paure, sussurri e tormento in cui corpi femminei, nudi e crudi, si muovono nell’ombra dentro spazi indefiniti che sembrano suggerire un’altra realtà.
Dal dolore per la perdita del padre, nasce Apnea, il lavoro di Giuseppe Vitale che riconduce nel grembo materno, in una dimensione ancestrale e ultraterrena fino a guardarsi dentro riscoprendo la propria natura. Nella serie Archèo Tommaso Vitiello indaga il valore delle cose, attraverso storie interrotte di mondi ormai fermi di cui restano solo i reperti, le tracce di un vissuto domestico passato, avvolto nel silenzio.
“Fare il Laboratorio significa intraprendere un percorso introspettivo, aiuta a distinguere il fondamentale dall’effimero, ad acquisire una forma mentis e una metodologia che è funzionale alla realizzazione di un portfolio di immagini nate dal confronto con il soggetto scelto. Nel Laboratorio non si privilegia un genere ma, al contrario, si punta alla cancellazione del genere. È privilegiato solo il proprio dire che eventualmente può prevedere più generi per comunicarlo. Aiuta a capire che lo scambio, il confronto, il relazionarsi sono fondamentali per crescere, insegna ad avere il coraggio di presentarsi nudi, con la consapevolezza che è questo l’unico modo possibile”, così Biasiucci racconta il suo Laboratorio Irregolare.
Un appuntamento degno di nota per gli amanti della fotografia d’autore e per chi vuole aprile lo sguardo.

EPIFANIE/03
LAB per un laboratorio irregolare
a cura di Antonio Biasiucci
Museo Arcos - Corso Garibaldi - 83100 Benevento
Direttore Artistico Ferdinando Creta
Fotografie di Paolo Covino, Alessandro Gattuso, Valeria Laureano, Laura Nemes-Jeles, Claire Power, Ilaria Sagaria, Giuseppe Vitale e Tommaso Vitiello
Benevento, 12 novembre 2021 > 30 gennaio 2022
Opening 12 novembre ore 16:30 > 19:30
Orari visita museo: dal martedì alla domenica dalle 10:00 alle 18:30