Enzo Rosato – Una lastra è già panneggio

Roma - 12/03/2018 : 30/03/2018

Questa mostra è la prosecuzione ideale del libro “Attraverso la materia” che l’autore edita nella collana Grau.2, in un filone di ricerca che parte dall’idea di una collana di libri d’autore.

Informazioni

  • Luogo: AOCF58 GALLERIA BRUNO LISI
  • Indirizzo: Via Flaminia 58 - Roma - Lazio
  • Quando: dal 12/03/2018 - al 30/03/2018
  • Vernissage: 12/03/2018 ore 18
  • Autori: Enzo Rosato
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: dal lunedì al venerdì ore 16.30 - 19.00 (chiuso sabato e festivi)

Comunicato stampa

Questa mostra è la prosecuzione ideale del libro “Attraverso la materia” che l’autore edita nella collana Grau.2, in un filone di ricerca che parte dall’idea di una collana di libri d’autore. In particolare viene scelto uno dei capitoli del libro, quello relativo ai Panneggi, anche loro segnati dal processo di contaminazione che è la chiave di lettura dell’intero corpo delle opere

All’interno di questo tema in mostra, va segnalata la presenza di un vasto gruppo di acquarelli (inediti) che testimoniano lo studio fatto sugli Angeli del Bernini: corpi vuoti definiti da una lastra plasmata e modellata che, avvolgendosi su e stessa, cerca altre nature, altri significati.

Tornando alla cornice di lettura definita dal libro, ci domandiamo: cosa si intende per libro d’autore? Si intende un procedere libero delle opere, dentro un cammino che non vuole fissare bandierine nello scandire della storia dell’arte, piuttosto favorire il loro contaminarsi nei ricordi sfumati dell’artista, negli incroci con i segni e il fare di discipline affini, in particolare la fotografia e l’architettura.

Il passe par tout di questa vera e propria trasfigurazione della materia d’autore è da individuarsi nello studio-museo di Enzo Rosato dove, in una sorta di tempo senza tempo dell’artista, le sue opere stanno senza imbarazzo, quasi provocatorie, le une vicine alle altre, siano esse degli anni sessanta o di mezzo secolo dopo. Questa scena perenne, sostenuta dalla filosofia degli studi aperti dell’AOC, richiama l’attenzione dei visitatori, li induce a sostare, chiedere, fare paragoni, commentare… poi magari a fotografare, come accade spesso con Patrizia Nicolosi, per altro sua complice d’arte dentro l’associazione stessa.

Ebbene lo scultore, l’autore del libro, dice a se stesso: allora facciamo una panoramica trasversale su tutto il mio lavoro e facciamola immergendo gli oggetti (non tutti ma certo gli attori principali) proprio in quella nebbia fotografica che ha innescato la curiosità e il perché di una rivisitazione. Prendendosi dei rischi, ma cercando curioso un altro senso fra i tanti che lui continua a elaborare nella frequenza quotidiana di quello spazio sacro. Mescolando visioni attuali con materiali d’epoca, anche dentro il flusso autobiografico di uno scritto del tutto informale.