Enzo Forgione – Fuuran

Bologna - 11/05/2013 : 23/05/2013

Il respiro delle cose è fiato percorso nell'immobilità del tempo, la suggestione di un movimento accennato e inafferrabile. La pittura luminosa diviene analisi e sintesi dell'elemento naturale, interpretato seguendo differenti e molteplici tracce di un medesimo insieme cosmico.

Informazioni

  • Luogo: GALLERIA WIKIARTE
  • Indirizzo: Via San Felice 18 - Bologna - Emilia-Romagna
  • Quando: dal 11/05/2013 - al 23/05/2013
  • Vernissage: 11/05/2013 ore 18
  • Autori: Enzo Forgione
  • Curatori: Deborah Petroni, Rubens Fogacci
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: da martedì a sabato dalle 11.00 alle 19.00 con orario continuato

Comunicato stampa

Il respiro delle cose è fiato percorso nell'immobilità del tempo, la suggestione di un movimento accennato e inafferrabile. La pittura luminosa diviene analisi e sintesi dell'elemento naturale, interpretato seguendo differenti e molteplici tracce di un medesimo insieme cosmico. Sensibilmente conciliando lentezza e rapidità di veduta, Enzo Forgione indugia sulle specificità, sui dettagli di un colore che invita alla partecipazione affettiva dell'osservatore: la figura non resta cosa altra, separata, ma penetra e pervade la sfera individuale modificando e perfezionando dinamiche e volumi, riverberando di sé molto più della propria immagine

Non si tratta di rappresentare la natura di ciò che ci circonda, ma di rendere viva la luce che la verifica all'interno di un immaginario sospeso, ben oltre e al di là delle comuni categorie di spazio o tempo. L'artista pare volere ampliare l'orizzonte visivo immaginabile, tentando di oltrepassare le quinte di uno scenario che è la vita stessa delle cose: il magnetismo di una immaginazione che eleva il quotidiano attraverso il sublime, trascendendo unità, forma e verità. Ciò che si riconosce, nei lavori dell'artista, non è - naturalmente - la realtà, ma l'immagine di essa sublimata e reificata sulla tela, avvicinandosi più all'"idea" che non alla "rappresentazione" di essa: la complicazione di luce e forma trasformano la visione in visionarietà, nell'ipotesi di possibili e molteplici soluzioni ottiche.
Critica:
Presentazione a cura del Critico Alberto Gross