Enrica Salvadori – Ombre d’oro

Informazioni Evento

Luogo
ELENA SALAMON ARTE MODERNA
Via Torquato Tasso 11 torino, Torino, Italia
(Clicca qui per la mappa)
Date
Dal al
Vernissage
24/09/2026

ore 17,30

Generi
arte contemporanea, personale

“Ombre d’oro”, mostra personale di Enrica Salvadori, artista torinese che vive e lavora tra Torino e Buenos Aires. La sua ricerca, incentrata sul rapporto tra scultura, ombra e luce.

Comunicato stampa

La nuova stagione autunnale inaugura in galleria con un’incursione nel contemporaneo: “Ombre d’Oro” di Enrica Salvadori parte da una riflessione sull’architettura come spazio vitale, come racconto dei limiti e della bellezza che portiamo dentro e fuori di noi: i palazzi diventano, nel suo immaginario, un collage di parti di noi stessi, contenitori affettivi e protettivi e, allo stesso tempo, fonte di instabilità. Al centro di tutto c’è l’ombra: non come effetto ottico, ma come proiezione dell’essenza di un oggetto che nell’ombra trova una nuova identità, una nuova possibilità di esistere.
In mostra, questa idea prende due forme che si rispondono. Da una parte le sculture, piccole architetture in terracotta bianca, gesso resinato o marmo, da cui si stacca una sagoma in ottone lucidato: un’ombra tangibile, dorata perché preziosa, specchiante perché riflette chi la guarda e lo spazio intorno. Dall’altra i collage su carta, dove la stessa proiezione si fa leggera, impalpabile, disegnata con la foglia d’oro: l’oro, per Salvadori, è luce e ombra insieme, cambia volto a seconda da dove lo si guarda. Il titolo dell’esposizione allude proprio a questo doppio movimento: la materia che si fa leggera sulla carta, la luce che si fa peso e forma nell’ottone. Bianco e oro, e nient’altro.

«Ho sempre avuto un’attrazione smodata per la scultura e le installazioni, e i fogli di carta mi sono sempre serviti per costruire modellini e prototipi. Poi, durante la residenza artistica per Germinale Monferrato nel settembre del 2024, dopo aver terminato la scultura dedicata al rudere della torre di Tonco, mi sono trovata, nella piccola chiesetta che ospitava il mio studio, con una bellissima luce dorata che rifletteva l’ottone della scultura su un foglio di carta. Sul tavolo c’erano residui di foglia d’oro che avevo usato su delle fotocopie, e automaticamente la scultura si è trasformata in una pozza dorata sulla carta. Mi è sempre piaciuto, fin dai tempi dell’accademia, disegnare la scultura dopo averla realizzata: da natura viva, durante il modellato, a natura morta sul foglio da disegno. Così è per queste foglie d’oro su carta: nature morte di ombre e, allo stesso tempo, nature vive di luce».
Enrica Salvadori