Enrica Capone -…di mare e di terra

Roma - 24/05/2013 : 07/06/2013

Che sia scultura, o pittura o collage: non importa. E' importante solamente che sia materia. Una materia forte, carnosa, come è carnosa la terra, o la pelle arsa dal sole.

Informazioni

  • Luogo: MASSENZIO ARTE
  • Indirizzo: Via Del Commercio 12 - Roma - Lazio
  • Quando: dal 24/05/2013 - al 07/06/2013
  • Vernissage: 24/05/2013 ore 18
  • Autori: Enrica Capone
  • Generi: arte contemporanea, personale

Comunicato stampa

Che sia scultura, o pittura o collage: non importa. E' importante solamente che sia materia. Una materia forte, carnosa, come è carnosa la terra, o la pelle arsa dal sole.

Ma quella pelle può anche essere illuminata dalla luna, tramutarsi alchemicamente in acqua argentea, o in mercurio comune, e talvolta ha bisogno di partire dalla materia vile del piombo per poter operare la trasmutazione

E l'opera si organizza in strati geologicamente sovrapposti, per lasciar luogo a formazioni scistiche, che la mano d'artista, sostituendosi al tempo, disegna come lui, tempo, disegna le età della terra, siglando il suo inesorabile passaggio; e lascia spazio soltanto ad una coerenza che tutto lega, ad una appagante struttura che tutto collega, apparendo casuale solo a chi non conosce quanto la creazione sia frutto di costanti tentativi e quanto tempo debba impiegare il caso a provocare la bellezza. Anche nella scultura tutti i colori si confondono nella luce del bianco, e la parola, il logos, si unifica nella composizione; diviene una ripetitiva allegoria all'essere, attraverso il nome ripetuto dell'artista, che non si confonde soltanto nell'onda, ma che si rivolge verso se stesso come un uroboro alla ricerca della unione dei contrari, della fine del tempo, della parola di passo che conduca alla sovrapposizione di segno, suono e significato. Onda di vibrazione che unifichi i campi, che generi la vita come nel DNA delle origini.

Il nome di Enrica Capone ripetuto ciclicamente attraverso quell'onda che si perde nel mare e con esso si confonde, è un grido alla individualità insieme alla socialità dell'uomo. E' un invito a riunire, e non a separare. Un richiamo che segna il percorso a chi è schiavo della bellezza, e sa che è inutile invocare il superamento del proprio” ego”, quando si è servi della bellezza; piuttosto è giusto farne partecipi tutti dopo aver operato su se stessi nel laboratorio alchemico della propria anima. Per fluidificare le nostre passioni. Una mostra da non perdere.

Alessandro D'Ercole



Enrica Capone, nata a Salerno, vive e lavora a Roma. Architetto, inizia l’attività negli anni ’70 .La sua ricerca si evolve verso la sperimentazione delle possibilità espressive della materia.Un mondo plastico-pittorico che rivisita il mito e antiche tecniche. Ha al suo attivo varie mostre personali in Italia e all’estero. Presente alla 54° Biennale di Venezia – Palazzo Venezia – Roma.