En plein air – Bruno Lucchi

Trento - 27/05/2014 : 01/09/2014

Le installazioni e le sculture di Bruno Lucchi inaugurano il nuovo spazio espositivo all’aperto realizzato nel parco e nell’eco-quartiere “Le Albere”, firmato da Renzo Piano. Curatela scientifica di Carmela Perrucchetti.

Informazioni

Comunicato stampa

Da alcuni giorni i visitatori del Muse possono apprezzare le installazioni e le sculture di Bruno Lucchi, collocate nel parco del nuovo eco-quartiere Le Albere firmato da Renzo Piano, immergendosi nello sguardo di un artista capace di conquistare pubblico e critica in Italia, ma anche in Canada, Belgio, Olanda, Germania e Francia.
L’installazione è la prima tappa di un percorso che vedrà fino a novembre una serie di artisti contemporanei esporre le loro opere all’esterno del museo e nel parco del quartiere Le Albere

L’idea è collocare una serie di installazioni e sculture temporanee nel parco, nella grande piazza, nel canale che attraversa il quartiere e nel prato delle Albere; nulla sarà installato permanentemente e non verranno realizzate infrastrutture aggiuntive. Il parco, pertanto, avrà la funzione di spazio espositivo temporaneo "en plein air".

Le opere di Bruno Lucchi trasformano il polo espositivo in luogo di riflessione sul senso della storia, dell’ambiente, della vita nel suo complesso. Le sue sculture, disseminate tra gli ampi giardini e le zone d’acqua, catalizzano lo sguardo e si collocano nello spazio dando e ricevendo il valore di una presenza umana oltre il tempo. Per meglio interagire con lo spazio aperto, Lucchi utilizza materiali derivati della natura, come la terra, nella veste aggiornata del semirefrattario o semire e nel suo connubio con l’acciaio corten, una lega di metalli con ossidazione molto scenografica che può variare nel tempo in base all’esposizione agli agenti atmosferici.

Tra i pezzi proposti, nello specchio d’acqua svetta un gruppo di figure androgine, la Foresta degli oracoli, proiettate verso il cielo su alti supporti in corten ruvidi e rugginosi, che vanno a creare un contrasto cromatico e di materiali affidato all’azione della natura.
Alla verticalità stilizzata degli androgini, Lucchi oppone, adagiata ai bordi delle vie d’acqua, una delle sue Perle, veneri contemporanee che rivisitano i primordi della civiltà per recuperare il senso perduto della gioia di vivere, nel libero contatto con la natura.
In grandi dischi in semire con luminosi inserti a mosaico si dispiega un assetto compositivo non figurativo: Madre Terra e Demetra determinano il paesaggio in modo armonico, ripercorrendo concettualmente gli archetipi della formazione del mondo.
Alcune istallazioni con figure in bronzo, infine, vanno ad abitare alcuni scorci tra il MUSE e Le Albere, fino a conquistare lo sfondo dell’omonimo palazzo fortezza del XVI secolo. Inserite in strutture in corten di impatto evocativo, le sculture installate spaziano dal Dondolo al Custode del tempio, dalla Finestra alla recentissima ed inedita Naiadi, le ninfe dei laghi.





MUSE EN PLEIN AIR : Bruno Lucchi, sculture

Con l’inaugurazione del MUSE e l'apertura alla frequentazione del quartiere Le Albere e del suo parco, la città ha acquisito un nuovo spazio urbano di grande qualità architettonica e di uso. Lo dimostrano i giovani, le famiglie che hanno iniziato a frequentare il parco e anche i visitatori del MUSE che, in arrivo o dopo la visita, si intrattengono per fotografare le suggestive combinazioni architettoniche del quartiere. Questo bell'insieme di qualità architettoniche, spazi verdi e luoghi culturali, ha creato le condizioni per l'avvio di un'iniziativa - già accolta ai tempi dello studio di fattibilità del MUSE - che prevede la realizzazione di progetti espositivi in esterno.

Il progetto "MUSE en plein air" promosso e curato dal MUSE, vede l'adesione della Provincia autonoma di Trento e del Comune di Trento. La Società Castello sgr si è affiancata all'iniziativa, sostenendo il progetto, quale occasione di valorizzazione del quartiere Le Albere, sempre più uno spazio di ritrovo, di condivisione e di vita quotidiana per tutti i trentini e non solo.
Il Servizio Conservazione della natura e valorizzazione ambientale della provincia ha fornito il supporto tecnico. La curatela scientifica della mostra è di Carmela Perrucchetti, il coordinamento generale di DettoFatto - Paola Vicini Conci. Le opere saranno assicurate da Itas assicurazioni.