Emilio Ambron / Giacomo Balla

Bologna - 16/12/2011 : 18/03/2012

Gli anni Venti tra Roma e Cotorniano. L'esposizione si apre con il Ritratto di Giacomo Balla realizzato da Emilio Ambron. Prosegue con la sezione dedicata al grande futurista, che comprende un nucleo di lettere e cartoline, quest'ultime realizzate per lo piu' ad acquarelli, tempere, chine e pastelli su carta e cartoncino. La mostra continua con un gruppo di opere di Emilio Ambron, uno tra i piu' interessanti artisti eredi dell'Orientalismo nel XX secolo.

Informazioni

  • Luogo: RACCOLTA LERCARO
  • Indirizzo: Via Riva Di Reno 57 - Bologna - Emilia-Romagna
  • Quando: dal 16/12/2011 - al 18/03/2012
  • Vernissage: 16/12/2011 ore 17.30
  • Autori: Giacomo Balla, Emilio Ambron
  • Generi: arte contemporanea, doppia personale
  • Orari: Da martedì a domenica, ore 11 - 18.30 Chiuso il lunedì, eccetto il 26 dicembre 2011 (S. Stefano) Nel periodo natalizio il museo resterà chiuso

Comunicato stampa

La mostra Balla / Ambron. Gli anni Venti tra Roma e Cotorniano, a cura di Andrea Dall’Asta S.I., Filippo Bacci di Capaci ed Elena Gigli, racconta la storia di un’amicizia tra la famiglia di Giacomo Balla (1871-1958) e quella di Emilio Ambron (1905-1996). Balla, protagonista della prima stagione futurista, conosce Amelia Almagià Ambron (1877-post 1937), madre di Emilio, negli anni successivi alla Prima guerra mondiale

A partire da quel momento ha inizio un rapporto che condurrà l'artista a soggiornare più volte nella tenuta degli Ambron a Cotorniano, nella campagna senese e, dal 1926 al 1929, a trovare ospitalità insieme alla propria famiglia a Villa Ambron ai Parioli (Roma). Le numerose cartoline e lettere inviate dall’artista, dalla moglie Elisa e dalle figlie Luce ed Elica - datate tra il 1919 e la metà degli anni Cinquanta e studiate ora da Elena Gigli - documentano l’intenso legame intercorso tra le due famiglie. Durante gli anni Venti, infatti, la residenza di Cotorniano diventa un fervente cenacolo culturale. Amelia, allieva di Antonio Mancini (1852-1930), pittore romano di ambito verista, è il punto di riferimento di una viva fucina di idee a cui partecipano i tre figli - Emilio, Nora e Gilda - e numerosi artisti tra i quali, oltre a Mancini e a Balla, anche Giovanni Colacicchi (1900-1992) e Mario Tozzi (1895-1979).

L'esposizione si apre con il Ritratto di Giacomo Balla realizzato da Emilio Ambron. Prosegue con la sezione dedicata al grande artista, che comprende uno straordinario nucleo di lettere e cartoline, quest'ultime realizzate per lo più ad acquarelli, tempere, chine e pastelli su carta e cartoncino: splendido esempio - diremmo oggi – di mail art, giunte alla Raccolta Lercaro grazie alla donazione già disposta in vita da parte di Emilio e perfezionata nel 1997, dopo la sua morte, dalla moglie Carla. Si tratta di vere e proprie opere di piccole dimensioni che accolgono veloci e divertenti messaggi scritti con grafia futurista, «parolibere» oscillanti tra poesia spontanea e brevi comunicazioni. Accanto a questi materiali sono presentate altre opere del grande pittore, sempre appartenenti alla Raccolta Lercaro: un ritratto a tecnica mista di Gilda, due scorci a olio della campagna toscana e quattro disegni raffiguranti paesaggi, a testimonianza di quel ritorno alla figurazione che, dalla fine degli anni Venti, lo porta alla creazione di immagini legate ad affetti. La mostra continua con un nucleo di opere di Emilio Ambron, uno tra i più interessanti artisti eredi dell'Orientalismo nel XX secolo, studiate da Filippo Bacci di Capaci. Viaggiatore inquieto tra Europa, Africa e Asia, nel Secondo dopoguerra si fa portavoce del ritorno alla classicità e alla figura, soprattutto femminile. Documentano la sua attività artistica una serie di dipinti, carboncini e sculture, che si collocano tra gli anni Venti e Trenta del Novecento. Accanto alle opere di Emilio sono presenti anche lavori di Amelia, interessanti per comprendere il clima culturale dell’epoca tra le due guerre. Tra gli artisti amici della famiglia sono documentati Mario Tozzi, che figura con due oli degli anni Quaranta, e Giovanni Colacicchi, del quale ricordiamo il Ritratto di Carla Ambron. Nell'esposizione è infine presente il Ritratto di Umberto Boccioni, realizzato nel 1910 da Aroldo Bonzagni (1887-1918), giovane artista che segue i primi passi del movimento futurista. Pur non rientrando nella Donazione Ambron, ben si colloca, infatti, nel clima culturale che vede la nascita di questa avanguardia.

Nell'ambito della mostra sono organizzate le visite guidate:
Sabato 14 gennaio 2012 - Ore 16.00 Visita guidata condotta da Francesca Passerini
Venerdì 27 gennaio 2012 - Ore 18.00 Visita guidata condotta da Milena Broccoli
Sabato 18 febbraio 2012 - Ore 16.00 Visita guidata condotta da Elisa Orlandi
Sabato 25 febbraio 2012 - Ore 16.00 Visita guidata condotta da Maria Rapagnetta con il metodo “Incontrarsi nell'Arte”
Mercoledì 7 marzo 2012 - Ore 20.45 Visita guidata condotta da Claudio Calari
Sabato 17 marzo 2012 - Ore 16.00 Visita guidata condotta da Elisa Orlandi