Emiliano Manari – Texture

Pesaro - 27/09/2013 : 11/10/2013

Come l'arte pop voleva richiamare l'attenzione ad un nuovo linguaggio visivo, così Manari dedica il suo impegno ad un'immagine che abbraccia il mondo del contemporaneo senza distogliere lo sguardo dal passato. I broccati e i damascati selezionati e cuciti dalle sapienti mani della madre dell'artista, Franca De Paulis, raccontano un’arte che attrae per la sua eleganza intrinseca.

Informazioni

Comunicato stampa

Negli spazi della sala degli Specchi dell’Alexander Museum Palace Hotel di viale Trieste, 20 a Pesaro, il giorno 27 settembre 2013 alle ore 19:00, sarà inaugurata e rimarrà aperta al pubblico fino all’11 ottobre 2013, la mostra Texture di Emiliano Manari a cura di Sarah Palermo.
Come l'arte pop voleva richiamare l'attenzione ad un nuovo linguaggio visivo, così Manari dedica il suo impegno ad un'immagine che abbraccia il mondo del contemporaneo senza distogliere lo sguardo dal passato

I broccati e i damascati selezionati e cuciti dalle sapienti mani della madre dell'artista, Franca De Paulis, raccontano un’arte che attrae per la sua eleganza intrinseca. I ritagli sono l'immagine di una donna, ma anche di una storia che rappresenta il nostro mondo o affascina per il loro impatto visivo e la fattezza del complesso lavoro artigianale. Ciò che rappresenta oggi solo la bellezza nel passato denunciava la fugacità del tempo. L'incanto che passa e corre via veloce è fermo nelle opere di Manari come cristallizzato nella propria dimensione. Arte e artigianato si avvicinano e si fondono in un unicum, il compromesso non sempre risulta di facile comprensione. È importante il manufatto, ma ciò che conta maggiormente è lanciare un messaggio che inviti a riflettere e a considerare quanto il presente sia influenzato dal passato come in un'allegoria da interpretare. Rappresenta un'umanità che non indaga e non si rigenera, si diletta a mere abitudini della verità che la circonda. Siamo tutti educati da immagini antiche e tradizionali, l'arte di Manari riunisce le due realtà artigianalmente. La figura contemporanea compare in un contesto del passato, avvolto in un'immagine quasi fotografica che si ricorda facilmente perché circoscrive una precisa porzione di tempo e di spazio. Ogni opera ha una molteplicità di significati, ciò equivale ad un inesauribile invito alla ricerca del potenziale oggetto di fascino. Tuttavia la realtà artistica tende sempre a nascondere più di quanto riveli, il limite della conoscenza di ogni opera sprona la coscienza ad un'indagine etica ed estetica. Gli ultimi decenni sono inoltre riusciti ad imporre una revisione delle definizioni del bello e del brutto, caratteri sempre più distinti che guidano la vita media. Si rende pertanto arbitrario considerare certe cose belle o brutte. Secondo Walt Whitman “ogni soggetto o combinazione o processo esprime una sua bellezza”.