Emanuele Cavalli fotografo: gli anni di Anticoli Corrado

Anticoli Corrado - 12/03/2022 : 26/06/2022

La mostra intende indagare alcuni aspetti della ricerca fotografica di Emanuele Cavalli con particolare riferimento al periodo in cui visse nel borgo di Anticoli Corrado, vale a dire tra il 1935 e il 1946.

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Comunicato stampa

Ideata in continuità con le esposizioni in corso presso la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e il Museo Laboratorio di Arte Contemporanea, la mostra intende indagare alcuni aspetti della ricerca fotografica di Emanuele Cavalli con particolare riferimento al periodo in cui visse nel borgo di Anticoli Corrado, vale a dire tra il 1935 e il 1946

Sono questi gli anni in cui l’artista comincia a cimentarsi con la fotografia, anche insieme al fratello gemello Giuseppe, fotografo: da un lato perfeziona le tecniche di sviluppo e stampa per riprodurre i suoi quadri e per riprendere i modelli in posa (come nel caso degli studi per l’affresco per il Museo delle Arti e delle Tradizioni Popolari), dall’altro sperimenta punti di vista inediti e mette in scena nature morte dal carattere simbolico, preludio di una produzione surrealista che svilupperà più compiutamente nel dopoguerra.

Con una selezione di ben 60 scatti, il percorso della mostra si articola attraverso i temi più frequentati da Cavalli durante la permanenza ad Anticoli Corrado: le nature morte, le scene di vita quotidiana nel paese, i ritratti di figure di artisti e intellettuali che frequentavano il borgo. Lì, infatti, il pittore era a stretto contatto con alcune influenti personalità della cultura del tempo, quali, tra gli altri, Giuseppe Capogrossi, Luigi e Fausto Pirandello e Elsa Morante, di ognuno dei quali eseguì un intenso ritratto fotografico. L’esposizione è poi arricchita da un gruppo di opere che documentano la memoria storica del paese: gli scorci del borgo e le fotografie delle feste più caratteristiche, dalle gare di spaghetti all’albero della cuccagna, passando per le immagini di processioni e ai ritratti di personaggi anticolani. Completano il percorso le nature morte di tono surreale, quasi dei teatrini che Cavalli compone e allestisce a partire da materiali di risulta, vicini ad esempi futuristi, sui quali probabilmente influì l’amicizia con Vinicio Paladini, anche lui presente ad Anticoli nella seconda metà degli anni Trenta. Chiude il percorso una serie di fotografie scattate presso la finestra dello studio della “Gliva murata”, da cui, come emerso recentemente in occasioni di studi condotti per la mostra al Museo Laboratorio di Arte contemporanea, lo stesso Giuseppe Cavalli ha realizzato alcune vedute, testimonianza di un vero e proprio laboratorio creativo condiviso tra i due fratelli.

La mostra, per la quale verrà pubblicato un catalogo edito da De Luca Editori d’Arte, ha il patrocinio della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e del Museo Laboratorio di Arte Contemporanea dell’Università “Sapienza” di Roma. Durante il corso dell’esposizione sono previsti incontri, seminari e approfondimenti sulla fotografia, di cui verrà data successiva comunicazione attraverso i canali di comunicazione del Museo di Anticoli Corrado.