Elisa Abela – Photo-Romance: Bettina la rivale

Roma - 09/02/2015 : 28/02/2015

All'interno del progetto Photo-Romance teso ad analizzare come il fotoromanzo si sia affacciato, in diversificate spoglie rispetto alle sue origini, nel panorama artistico contemporaneo la mostra di Elisa Abela se ne serve come medium per portare a galla un gioco di ambiguità visive che mandano in cortocircuito lo status quo narrativo di quello che era il “genere fotoromanzo”.

Informazioni

  • Luogo: AOCF58 GALLERIA BRUNO LISI
  • Indirizzo: Via Flaminia 58 - Roma - Lazio
  • Quando: dal 09/02/2015 - al 28/02/2015
  • Vernissage: 09/02/2015 ore 18
  • Autori: Elisa Abela
  • Curatori: Francesca Orsi
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: dal lunedì al venerdì ore 17.00 –19.30 (chiuso sabato e festivi)

Comunicato stampa

All'interno del progetto PHOTO-ROMANCE teso ad analizzare come il fotoromanzo si sia affacciato, in diversificate spoglie rispetto alle sue origini, nel panorama artistico contemporaneo la mostra di Elisa Abela se ne serve come medium per portare a galla un gioco di ambiguità visive che mandano in cortocircuito lo status quo narrativo di quello che era il “genere fotoromanzo”.
Quello che sta succedendo ai giorni nostri nel mondo artistico/visivo per quanto riguarda il fotoromanzo non è tanto una riqualificazione di esso, una mera riproposizione del genere

Oggi non si può parlare più di “genere fotoromanzo”, ma che l'arte contemporanea ne abbia adottato la sua modalità semplice e diretta a livello comunicativo è indubbio. “Bettina, la rivale. Percorso per amatori evoluti” di Elisa Abela ne è un chiaro esempio.
Il fare artistico dell'artista catanese si è sempre contraddistinto per una copiosa ricerca iconografica, un gioco di fiction soprattutto tramite la tecnica del collage che l'ha portata ad avere un proprio stile vibrante: un labile confine che porta la sua produzione artistica a un “dico e non dico” e “ vedo e non vedo”. Elisa tocca tematiche di fervente attualità rimodellando il carattere simbolico dell'immagine, una decontestualizzazione del significato originario che la inserisce in un linguaggio di critica alla società, senza la pretesa di farlo. Una critica velata e un po' sorniona, che lascia alla fruizione la libertà di prendere la propria strada senza nessun giudizio.
L'artista gioca con l'ambiguità dell'immagine, con la sua valenza altra quando la si inserisce in un contesto che non è quello originario, con il cortocircuito che si viene a creare, in questo modo, tra significato e significante.
I 20 light box di cui si compone la mostra sono 20 lenti di ingrandimento su un percorso a due vie, parallele ma alla fine convergenti. I baci e la violenza per amore sono sempre stati elementi di prim'ordine nel fotoromanzo, in generale le passioni dell'animo umano sono state il condimento preferito del genere proprio per la facilità di immedesimazione dell'individuo quando si parla di sentimento amoroso, ed Elisa ha tratto da questa ricchezza di immagini lo spunto per un gioco iconografico spiazzante ed acuto. Un lavoro che vede l'intersecarsi di un apparato visivo con quello testuale per generare ironia e un sorriso sarcastico.