Elena Mazzi – Colors at the end of the world

Treviso - 18/12/2011 : 29/12/2011

Elena Mazzi dedica alla città di Treviso un intervento che si declina in due momenti: un’ immagine e la proiezione di un documentario. Non crea una personale sostanza, ma pone e disloca degli elementi che si relazionano al contesto e rispetto al quale acquisiscono il loro senso.

Informazioni

Comunicato stampa

Colors at the end of the World

di Elena Mazzi

a cura di Osvaldo Galletti e Anna Romanzin


Come mai voi bianchi avete tutto questo cargo e lo portate qui in Nuova Guinea, mentre noi neri ne abbiamo così poco?

Yali

Una conseguenza dei rapporti di forza e dominazione tra i popoli è anche la scomparsa progressiva di molte lingue: tra le circa seimila rimaste al giorno d’oggi pochissime sembrano destinate a sopravvivere: l’inglese, il cinese, il russo e così via

Tutti questi problemi del mondo moderno sono il risultato delle diverse traiettorie storiche implicite nella domanda che Yali mi pose venticinque anni fa.

Jared Diamond



Elena Mazzi dedica alla città di Treviso un intervento che si declina in due momenti: un’ immagine e la proiezione di un documentario. Non crea una personale sostanza, ma pone e disloca degli elementi che si relazionano al contesto e rispetto al quale acquisiscono il loro senso.


L’immagine di Elena è nata da una riflessione su un recente ordinamento comunale proposto dalla Lega Nord che prescriverebbe una versione italiana per insegne e affissioni pubbliche in lingua straniera che non presentano caratteri latini.

L’immagine di Elena è infatti costituita da una medesima frase ripetuta in differenti lingue in ordine decrescente secondo il numero di immigrati della stessa provenienza o ceppo linguistico presenti a Treviso. L’ordine spaziale del testo reiterato è determinato dai dati ufficiali dell’indagine statistica ISTAT e CISL Veneto e segue dunque una logica scientifica, quasi un grafico.

Questa attitudine allo sfruttamento di dati scientifici è un aspetto che Elena condivide con artiste di varie generazioni come ad esempio Anna Scalfi e le Guerrilla Girls, che va nella direzione di un radicamento nel reale dei segni. Il font ricalca i colori e i caratteri usati dall’azienda di moda Benetton nelle sue campagne pubblicitarie, ma in questa grafia viene riportato il titolo del documentario del regista Ale Corte. Un documentario della AC productions presentato all’Ecovision festival di Palermo nel 2009 e al Barbican centre di Londra.


La proiezione presentata da Elena a Treviso potrebbe far pensare a una tattica strategica. Una tattica difficile da concretizzare materialmente. Questo gioco rimanda ad un attitudine per cui è più importante quando e dove qualcosa accade rispetto al che cosa sia quel particolare qualcosa. Ecco perché Elena è in grado di presentare un documentario fatto da altri come il proprio lavoro e questo presenta proprio a Treviso.


La proiezione del documentario e l'immagine devono essere considerati come un tutto, un unico evento che accade contemporaneamente in forma più o meno espansa sia nello spazio della Casa dei Beni Comuni che nell’ affissione urbana Neohesperia. Sono entrambi degli spazi pubblici. Uno un laboratorio di socialità appena nato che raccoglie varie associazioni e uno un esiguo spazio pubblicitario riconvertito all’arte.

Si tratta infine di un'opera nata per Treviso ma alla fine per ogni dove.


Nella serata l’associazione Yabasta nata come un ponte di condivisione con la lotta zapatista e come strumento di iniziativa politica nei nostri territori presenterà la -Bici carovana in Patagonia con il popolo Mapuche -che partirà nel gennaio 2012 e avvierà un dibattito aperto.

Una felice coincidenza, un percorso parallelo e affine al lavoro di Elena.


Elena Mazzi:Elena Mazzi nelle sue opera adotta linguaggi e strumenti diversi, dall'installazione ambientale, produzione audio, libri. Ricordiamo la mostra personale: Collective memory and social space, Tumba Centrum ,Stockholm, 2011/ e Letter from the sky Experimental Film Festival on climate Change, Johannesburg, Sud Africa,2011.



Neohesperia:Neohesperia is a site-specific project for both artists and curators. It has given an innovative destination to an old cinema’s posters board, taking place at the threshold between the historical center of Treviso and the outside. Neohesperia comes to life through its connection with the city: we want all of you to take part in this project.


Associazione Yabasta: l’Associazione Ya Basta nasce nel 1994, all'indomani del Primo Incontro Intercontinentale nella Selva Lacandona, come ponte di condivisione con la lotta zapatista ma anche come strumento di iniziativa politica nei territori locali. Fin da subito si impegna nella costruzione di campagne politiche e nella organizzazione di carovane e progetti così da stare insieme a molti altri all’interno dei movimenti globali e locali. Il suo agire si è mosso dal Chiapas alle lotte contro i CPT e le frontiere, dalla interposizione nei luoghi dell’occupazione militare come la Palestina alla creazione di relazioni e rapporti con molte situazioni dell’America Latina. E' continuamente spinta dalla ricerca e dalla condivisione di nuove pratiche dei conflitti esplorando le molteplici esperienze globali che oggi progettano e costruiscono le proprie forme di vita. In questa strada ha incrociato i tanti e le tante convinti che le scelte e la politica internazionale non fossero un fatto da delegare o praticare solo nei termini del vecchio “internazionalismo proletario” ma invece terreno di affermazione di una cittadinanza dei diritti universale, ancora di più oggi, nell’epoca della guerra globale... Fin dall’inizio ha scelto una strutturazione a rete, una gestione assembleare nel prendere le decisioni, un’ autonomia locale che allo stesso tempo mantenga la strada della condivisione dei suoi percorsi.


/// Casa dei beni comuni /// Uno spazio libero e aperto, dove costruire insieme un'alternativa possibile.

Uno spazio fisico, che vuole diventare riferimento per tutte quelle realtà già attive nel territorio.

Uno spazio comune, che consenta ad ognuno di realizzare i propri progetti.Uno spazio collettivo, costruito da tutti e gestito da tutti in cui provare a realizzare quella democrazia partecipata di cui molti parlano.

Uno spazio culturale, in cui ogni singolo o associazione possa proporre una cultura diversa da quella mercificata o veicolata da altri.Uno spazio sociale per tutti, in cui le differenze sono considerate un valore.

Una casa per la costruzione dei nostri sogni e delle nostre alternative. La costellazione di Casa dei beni Comuni è ora: Fuoriclasse, ass. Razzismo Stop, ass. Ya Basta, il Coord.provinciale e cittadino Acqua Bene Comune, L' A.D.L Associazione Diritti Lavoratori, Coord. Studenti Treviso, Comitato Scuolandia.