Elena El Asmar – Immagine immaginaria immaginata

Informazioni Evento

Luogo
ASSAB ONE
Via Assab 1, Milano, Italia
(Clicca qui per la mappa)
Date
Dal al

dal giovedì al sabato
dalle 15:00 alle 19:00

Vernissage
05/10/2026

ore 18,30

Artisti
Elena El Asmar
Generi
arte contemporanea, personale

La nuova stagione di Assab One si apre con Immagine immaginaria immaginata, mostra personale di Elena El Asmar, in cui luce, materia e memoria interagiscono dando forma a immagini in continuo divenire.

Comunicato stampa

La nuova stagione di Assab One si apre con Immagine immaginaria immaginata, mostra personale di Elena El Asmar, in cui luce, materia e memoria interagiscono dando forma a immagini in continuo divenire.
Ci sono il Libano e Milano, l’Oriente e l’Occidente, oggetti, spezie e ricordi che nello studio di Elena si mescolano fino a comporre una geografia personale, reale e insieme immaginata. Poi c’è la luce, elemento essenziale che attraversa la materia e ne altera la percezione. Vetro, tessuto e carta incontrano la luce in modi diversi: la lasciano passare, la trattengono, la frammentano. Le opere affiorano per tracce, trasparenze e sovrapposizioni, in uno spazio incerto tra ciò che appare e ciò che resta.
Adelina von Fürstenberg ritrova nei paesaggi della memoria di Elena un’eco del pensiero del mistico persiano Sohrawardî e del suo “Oriente interiore”, un luogo verso cui memoria e immaginazione possono indicare il cammino.
Le tre opere in mostra, L’esercizio del lontano, Arioso operoso e i Siparietti, abitano questa distanza tra materia e sguardo, presenza e ricordo, vicino e lontano. L’immagine appare, si trasforma e si sottrae, lasciando a chi guarda lo spazio per continuare a immaginarla.

Elena El Asmar (Firenze, 1978) è tra i fondatori di Madeinfilandia e spazio C.O.S.M.O.
Attualmente insegna Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Verona.
Di padre libanese e madre italiana Elena El Asmar, nella sua ricerca, indaga la relazione tra ricordo, spazio e immaginazione, traducendo l’esperienza della memoria in strutture visive e narrative. Tramite una pratica che attraversa disegno, pittura, installazione e parola, il lavoro si configura come un processo di stratificazione e trasformazione continua, nutrito da una tensione tra geografie e appartenenze, in cui materia e luce diventano strumenti di osservazione e attraversamento del tempo.
Tra le pubblicazioni più recenti Dove la notte ancor s’arrende edito da Gli Ori e C’era una volta ed era celeste edito da La Vita Felice.
Tra le mostre collettive e personali più recenti, in spazi pubblici e privati: Palazzo Te (Mantova), MAH-Maison Tavel (Ginevra-Svizzera), Building Terzo Piano e Building Box - Building Gallery (Milano), The Open Box (Milano), Galleria Antonio Verolino (Modena), Subplace (Milano), Fondazione Dino Zoli (Forlì), Complesso Museale di Santa Maria della Scala (Siena), CENTRALE for contemporary art (Bruxelles-Belgio), Orlando Museum of Art (Orlando-USA), Art Gallery of Alberta (Edmonton-Canada), Aga Khan Museum (Toronto-Canada), Museo d’Arte Contemporanea di Villa Croce (Genova), Palazzo Ducale (Gubbio), La Galleria delle Prigioni (Treviso), Fondazione Berengo (Venezia), La Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea (Roma), Fondazione Palazzo Magnani (Reggio Emilia), Galleria Anna Marra Arte Contemporanea (Roma), Baert Gallery a Los Angeles (USA).

Adelina von Fürstenberg, Leone d’oro alla 56ma Biennale di Venezia per il padiglione dell’Armenia (2015) nel 1996 ha dato vita ad ART for The World, organizzazione non governativa affiliata alle Nazioni Unite, attiva nel campo dell’arte contemporanea e nella promozione del dialogo tra culture.
Tra i primi curatori ad aver mostrato un interesse per artisti non occidentali, ha aperto la strada a un approccio multiculturale dell’arte contemporanea.
Nel corso della sua lunga carriera Adelina ha fondato e diretto importanti istituzioni dedicate all’arte contemporanea, tra cui il Centre d’Art Contemporain di Ginevra e il Magasin – Centre National d’Art Contemporain di Grenoble, dove ha inoltre aperto la sua Scuola di Curatori e ha collaborato con molti dei più grandi artisti del nostro tempo, da Chen Zen ad Alighiero Boetti, da Elya Kabakov a Marina Abramovich, da Sol Lewit a Philip Glass, solo per citarne alcuni.
Tra i suoi progetti sono memorabili le mostre Dialogue of Peace in occasione del 50 anniversario delle Nazioni Unite, The Overexcited Body sul rapporto tra arte e sport, the Mediterranean Approach mostra itinerante presentata in anteprima alla 54ma Biennale di Venezia, Urban Manners, l’unica grande rassegna di artisti indiani contemporanei in Italia, la prima triennale di arte contemporanea in Armenia tra Yerevan e Gyumri.
Di recente l’attività di Art for the World si è estesa alla produzione di film. Nel 2008 Stories on human rights una collezione di corti realizzati da 22 video artisti e film makers provenienti da tutto il mondo, nel 2010 Then and Now Beyond Borders and Differences, 7 cortometraggi con la partecipazione tra gli altri di Fanny Ardant, Jafar Panahi, Robert Wilson; nel 2019 Interdependence un’antologia di 11 cortometraggi, nel 2022 Interactions 12 cortometraggi sulla precaria sopravvivenza della natura come la conosciamo.
Ad Assab One ha curato la mostra di Augustin Rebetez Shake the Auroras (2019).

sabato 17 ottobre dalle 18:30
una conversazione tra l'artista e Adelina von Fürstenberg