Eldi Veizaj – Una visione olistica dell’arte

Bologna - 29/09/2018 : 24/10/2018

Prima personale di Eldi Veizaj (Fier, Albania 1984) attivo a Bologna, a cura di Eleonora Frattarolo nell’ambito delle proposte di L’ARIETE LAB. L’artista, impegnato anche come street artist, utilizza per la sua ricerca tecniche diverse da acquerelli su grandi tele e carte a video.

Informazioni

Comunicato stampa

Prima personale di Eldi Veizaj (Fier, Albania 1984) attivo a Bologna, a cura di Eleonora Frattarolo nell’ambito delle proposte di L’ARIETE LAB.

L’artista, impegnato anche come street artist, utilizza per la sua ricerca tecniche diverse da acquerelli su grandi tele e carte a video.



ELDI VEIZAJ, una visione olistica dell’arte.



L’Arietelab è protagonista oggi di un altro significativo raggiungimento, questa mostra dedicata al lavoro di Eldi Veizaj, entrato recentemente a far parte dello spin-off di L’Ariete artecontemporanea

Nato in Albania, a Fier, Eldi iniziò un’indagine sul visibile con alcuni ritratti di vecchi, eseguiti nella casa di riposo della stessa città. Su quelle carte ogni volto affiorava come in un impasto di anni e di fatti, un disegno di cose vissute, incarnate in solchi incisi nella pelle, terra arata dal lavoro della vita. Erano linee potenti e afferravano la fisiognomica delle facce e la durata del loro tempo, in una pratica da buon disegnatore che faceva intuire sia la stratigrafia materica e psichica sottostante le particelle di grafite, sia che tra le altre cose si cessa di soffrire, ma non di avere sofferto. Una coerenza di sguardo ancora una volta sottotraccia lega quei fogli ai grandi quadri presenti in questa mostra. Come gli anfratti delle rughe si plasmano nei minuti mesi anni e contengono gli andamenti della vita, tutta, di chi le ha, così ogni immagine su queste tele e carte acquerellate ne contiene altre, e altre ancora, in un liquido amniotico di unità e commistioni, fluidi che si configurano e diluiscono, coagulano e scorrono, si accoppiano e separano, sovrappongono e svaniscono. Sono maree di gestazioni, di spermatozoi ed ectoplasmi biologici, di procreazioni, di fertilità e disparizioni. E a nascere sono Regni di molteplici Mondi, che ne contengono altri, e altri ancora, in una visionaria germinazione cellulare che si stempera in lievissima danza di colorati veli acquorei. Sono sistemi di nessi ecologici, idee immaginali naturalmente olistiche, per cui il tutto è la somma delle parti e ogni parte contiene la memoria del tutto, sistema di relazioni senza cui la vita non può essere. Una visione del mondo che suggerisce un dover essere del nostro rapporto col mondo, così l’arte è compagna di strada della ricerca filosofica e scientifica che oggi da Roberto Marchesini a Stefano Mancuso a Carlo Ventura apre nuovi scenari di analisi della realtà e del pianeta Terra. Eleonora Frattarolo


Hotel Supramonte 190x190cm acquerello su tela__JPG - Copia




ELDI VEIZAJ, a holistic vision of art.

L’Arietelab is today the protagonist of another significant achievement, this exhibition dedicated to the work of Eldi Veizaj, recently entered into the spin-off of L’Ariete artecontemporanea. Born in Albania, in Fier, Eldi began a survey on the visible with some portraits of old men, performed in the retirement home of the same city. On those cards each face emerged as if in a mixture of years and facts, a drawing of things lived, embodied in furrows etched into the skin, earth plowed by the work of life. They were powerful lines and grasped the physiognomy of the faces and the duration of their time, in a practice as a good draftsman that made intuit both the material and psychic stratigraphy underneath the graphite particles and that among other things it ceased to suffer, but not to have suffered. A coherence of look, once again underground, binds those sheets to the large paintings present in this exhibition. As the crannies of wrinkles are shaped in the minutes months years and contain the trends of life, all, of those who have them, so each image on these canvases and watercolor papers contains others, and others again, in an amniotic liquid of unity and commingling, fluids that are configured and dilute, coagulate and flow, mate and separate, overlap and fade away. They are tides of gestations, of sperm and biological ectoplasms, of procreation, of fertility and disparity. And to be born are Kingdoms of multiple Worlds, which contain others, and others again, in a visionary cellular germination that dissolves into a slight dance of colored water veils. They are systems of ecological links, imaginative ideas naturally holistic, so the whole is the sum of the parts and each part contains the memory of the whole, a system of relationships without which life cannot be. A vision of the world that suggests a need to be of our relationship with the world, so art is the travelling companion of the philosophical and scientific research that today from Roberto Marchesini to Stefano Mancuso to Carlo Ventura opens new scenarios of analysis of reality and of the planet Earth. Eleonora Frattarolo