EGO–sistemART

Bologna - 27/01/2012 : 29/01/2012

EGO–sistemART vuole affermare l’importanza dell’elemento specchio in quanto veicolo che ci porta alla scoperta o ritrovamento del nostro IO. Non è forse vero che, guardandosi mentre si eseguono esercizi fisici, lo specchio ci rimanda la nostra immagine come la vogliamo e la ri-costruisce a nostro piacimento?

Informazioni

  • Luogo: PRIME
  • Indirizzo: Via Albiroli 5 - Bologna - Emilia-Romagna
  • Quando: dal 27/01/2012 - al 29/01/2012
  • Vernissage: 27/01/2012 ore 18.30
  • Curatori: Simona Gavioli
  • Generi: arte contemporanea, collettiva
  • Orari: Art White Night Sabato 28 gennaio 2012 apertura straordinaria fino alle h 24.00 28>29 gennaio 2012 h 10.00>19.00
  • Email: spazioblue@gmail.com

Comunicato stampa

Venerdì 27 Gennaio 2012 ore 18,30 si inaugura la mostra EGO-sistemART |Raimondo Galeano, Giorgio Lupattelli, Nicola RotiRoti, Franco Svignano a cura di Simona Gavioli presso PRIME Fitness&Beauty, via Albiroli 5, Bologna.

“Mi è stato chiesto che rapporto avevo con lo specchio, se lo amavo o lo odiavo, e la mia risposta è stata automatica: io vivo fra gli specchi! E' il mio lavoro! Poi mi sono soffermata a pensare, cos'era veramente lo specchio..


Lo specchio riflette, deforma, assorbe e inverte, sì, perchè nello specchio ciò che è destro diventa sinistro e ciò che è sinistro diventa destro e mostra, quando ci giriamo di spalle l'altra parte di noi, quella che altrimenti non riusciremmo mai a vedere”. Vanessa Tiburi

Lo specchio assorbe la nostra immagine e la nostra ombra e ne rimanda un'immagine che non corrispondente totalmente alla realtà, ci dà una visione possibile di ciò che siamo mostrandoci quello che in realtà vogliamo vedere o meglio ciò che ci interessa vedere. Mentre siamo lì davanti il nostro spirito narcisistico esce svelandoci il nostro stato d’animo e le emozioni che inevitabilmente influiscono sulla figura riflessa designando non solo la nostra corporeità effimera, ma anche il lato debole, le insicurezze, le paure e le aspettative. Non si dimentichi a tal proposito lo specchio di Narciso e Oscar Wilde che nel descriverlo scrisse: “Noi non ci meravigliamo che tu pianga tanto Narciso, perché egli era davvero bellissimo. Ma era bello Narciso? - disse lo stagno. Chi potrebbe saperlo meglio di te? - risposero le Oreadi. Ci passava sempre davanti, ma cercava te e si stendeva sulle tue rive e guardava dentro di te e nello specchio delle tue acque specchiava la propria bellezza. - Allora lo stagno rispose: -Ma io amavo Narciso perché, mentre egli se ne stava disteso sulle mie rive e mi guardava, nello specchio dei suoi occhi io vedevo sempre specchiata la mia bellezza-”. Alzi la mano chi non è mai andato, ottimista, davanti ad una superficie riflessa sperando di trovarvi un’altro sé, un IO corporeo senza difetti, un adone bellissimo con muscoli scolpiti. Proprio come la sembianza fisica riflessa al contrario, lo specchio ci mostra la parte oscura di noi stessi, il nostro contrario. Siamo veramente noi davanti a quello specchio? Tanti sono i rimandi alla vita, se pensiamo allo specchio, c’è quello che avidamente teniamo in bagno e utilizziamo per controllarci prima di uscire, c’è lo specchio metafora dell’imitazione tipico in pittura, quello usato da artisti-fotografi a fini erotici per svelare maliziosamente parti del corpo che differentemente sarebbe difficile scorgere. C’è lo specchio della Vanità e quello onnipresente e complice nell’esecuzione di un autoritratto e poi c’è Leonardo che disse: “la tua pittura parrà ancor essa una cosa naturale vista in un grande specchio”. C’è lo specchio nella rappresentazione “oltre” il referente ne Las Meninas di Velásquez o quello dello sprofondamento dell’occhio nelle ninfee di Monet, in queste opere si enuncia il tentativo di liberare lo spazio dai vincoli che lo legano alla superficie del quadro, facendolo diventare un frammento della realtà che insieme al “campo” immaginato procede in tutte le direzioni oltre alla rappresentazione. Una nuova apertura oltre i confini dove ideiamo che lo spazio illuso e ingannato si estenda anche al di qua del dipinto. Quello specchio, oggetto che risolve e ci rende fruibile un lato dell’opera che diversamente non saremmo stati in grado di conoscere è la chiave che chiameremo “Quarta parete”. Lacan, ne La relazione d'objet, afferma che "lo stadio dello specchio è ben lungi dall'essere un fenomeno che si verifica solo nello sviluppo del bambino. Esso illustra la natura conflittuale del rapporto duale". Questo si riferisce non solo al rapporto tra Ego e Body ma anche al rapporto tra l'immaginario e il reale. In questo trattato la fase dello specchio descrive la formazione dell'Io attraverso il processo di identificazione. EGO–sistemART vuole affermare l’importanza dell’elemento specchio in quanto veicolo che ci porta alla scoperta o ritrovamento del nostro IO. Non è forse vero che, guardandosi mentre si eseguono esercizi fisici, lo specchio ci rimanda la nostra immagine come la vogliamo e la ri-costruisce a nostro piacimento? In un mondo di bellezza possiamo fare a meno dell’immagine riflessa? L’arte, anche in questa occasione, mette a confronto artisti che lavorando con opere site-specific. Gli artisti si cimenteranno nell’ardua impresa di tirar “fuori da sé” la grazia e la potenza di un corpo riflesso. Se per Lacan lo specchio è il luogo dell’identificazione, nel romanzo di Lewis Carroll “OLTRE LO SPECCHIO” invece è la dimora del NON SENSO e addirittura della LOGICA del non senso. E’ il luogo in cui il corpo danzante ritrova nella sua immagine speculare, l’immaginifico. Raimondo Galeano, Giorgio Lupattelli, Nicola RotiRoti, Franco Savignano, oltre lo specchio che potrebbe anche diventare quello di Grimilde (la strega cattiva di Biancaneve), svelano una cruda verità: la perdita della bellezza.