Educational Art

Milano - 17/04/2018 : 02/05/2018

All’interno della mostra che conclude il progetto, sarà presente un’installazione appositamente pensata, comprendente sia gli esiti dei workshop, sia le opere di Stéphanie Nava, Elena Mazzi, Emilio Fantin, Mazzi, e Radical Intention.

Informazioni

Comunicato stampa

Educational Art
Liceo Artistico Caravaggio, Milano

Mostra a cura di Gabi Scardi

Stéphanie Nava
Elena Mazzi
Emilio Fantin
Radical Intention


Inaugurazione
17 aprile 2018
ore 18.00
Aula Mostre


All’interno della mostra che conclude il progetto, sarà presente un’installazione appositamente pensata, comprendente sia gli esiti dei workshop, sia le opere di Stéphanie Nava, Elena Mazzi, Emilio Fantin, Mazzi, e Radical Intention. Gli artisti hanno voluto dare importanza alla relazione e ai processi di esperienza che nell’esposizione prendono forme visive diverse, restituendo un tracciato fatto di cesure, accostamenti, sovrapposizioni mai univoche

Nel percorso in mostra ci saranno disegni, testi, video, oggetti e foto realizzate dagli studenti durante i workshop. Inoltre, la mostra si articola in diversi spazi della scuola, proprio a sottolineare la valenza di un pensiero che si distribuisce attraverso la vicendevole contaminazione dei luoghi.



Educational Art è un progetto triennale del Liceo Artistico Caravaggio di Milano, in particolare di Pasquale Campanella, Federica Ferzoco, Patrizio Raso, Monica Sgrò, incentrato sull’idea di scuola come luogo aperto, nel quale sperimentare la contemporaneità e la partecipazione attiva.
Per l’anno 2017/2018 è a cura di Gabi Scardi.

Attraverso un lavoro distribuito nell’arco dell’anno e articolato in incontri e in workshop rivolti a diverse componenti della scuola - studenti, docenti, genitori - il progetto intende contribuire al dibattito attuale con una ricerca in cui convergono pratiche artistiche, sperimentazioni pedagogiche, educazione e arte contemporanea. A partire da un’impostazione interdisciplinare che tiene conto del pensiero sull’educazione di filosofi, educatori, pedagogisti contemporanei, e di un’ampia serie di sperimentazioni artistiche recenti, si desidera così generare un’occasione di sviluppo di nuove metodologie didattiche e di modelli alternativi di apprendimento.
Nell’anno 2017/2018, tra settembre e aprile, Educational Art ha visto coinvolti nei laboratori gli artisti Stéphanie Nava, Elena Mazzi, Emilio Fantin e Radical Intention.
Stéphanie Nava, con Moi, je ne sais rien, mais je peux vous le montrer, ha posto agli studenti una serie di domande per cercare di condividere il senso del processo creativo: cosa significa fare arte? Che cosa significa imparare? E se si può imparare facendo arte? Ha quindi proposto una pratica ibrida che utilizza il disegno, l’installazione e la fotografia. L’esito del percorso consiste in una serie di grandi lavori a parete, disegni e oggetti che hanno trasformato lo spazio in un campo di possibilità.
Elena Mazzi ha concepito un workshop per i docenti, adottando come punto di partenza l’atlante visivo Mnemosyne di Aby Warburg e facendo riferimento all’opera di una grande artista del presente, Joan Jonas.
Volendo verificare l’applicabilità del metodo Warburg nella prassi quotidiana dell’insegnamento e desiderando individuare potenziali punti d’incontro e di intersezione tra teoria, pratica e ricerca, Mazzi ha invitato i docenti a realizzare collettivamente una serie di nuove tavole. L’esito del processo consiste in una serie di grandi pannelli riportanti fotografie e disegni.
Emilio Fantin, con Comune a tutti è sognare, ha coinvolto attivamente studenti, docenti e genitori intorno al tema del sogno e ha insistito sul rapporto tra immagine retinica e immagine interiore. Mettendo in rapporto l’arte con diversi campi del sapere, Fantin ha creato spazi di partecipazione in cui valenza artistica, esperienza sensibile e aspetto formativo si sono coniugati, generando un senso di trasformazione e di condivisione. In mostra ci saranno una serie di opere sviluppate insieme all’artista e un’azione in diretta video nello spazio urbano della città.
Radical Intention, gruppo composto dalla curatrice Aria Spinelli e dall’artista Maria Pecchioli, presenta Dazibao, un progetto basato del concetto di auto-narrazione ispirato al Muro della democrazia che costituiva, in Cina, una pratica di protesta e un simbolo di libertà individuale. Il liceo Caravaggio diventa sede di un proprio Dazibao: un grande manifesto murale composto di post-it colorati, scritti a mano o illustrati da lettering o da pensieri, slogan e font. Si trasformerà dunque in un laboratorio di scambio e riflessione, a cui parteciperanno, insieme agli studenti, il pubblico e alcune associazioni di via Padova. Gli esiti di questo progetto saranno esposti a Manifesta 12, Biennale Europea di arte contemporanea a Palermo.
Sempre nell’ambito di Educational Art, presso il liceo, si terrà una conferenza di Gabi Scardi sul tema dell’arte come spinta al cambiamento.