Double Face

Milano - 08/10/2013 : 10/01/2014

La nuova stagione espositiva di Ponti x l’Arte inizia con la mostra di due giovani talenti al femminile, Gabriela Butti e Annalisa Fulvi, vincitrici del Premio Ghiggini Arte Giovani di Varese ed entrambe laureate all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano.

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Comunicato stampa

La nuova stagione espositiva di Ponti x l’Arte inizia con la mostra di due giovani talenti al femminile, Gabriela Butti e Annalisa Fulvi, vincitrici del Premio Ghiggini Arte Giovani di Varese ed entrambe laureate all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano.

Gabriela Butti (Como,1985), partecipa nel 2008 alla collettiva “Prefigurazioni metaprogettuali” organizzata dall’ateneo di Brera. Nel 2009 interviene al Premio Arte Contemporanea “Maggio Fiorito” a Rocca di Cento (Ferrara) e alla collettiva “L’Universo Dentro” nata dalla collaborazione tra l’Accademia di Brera e l’Osservatorio Astronomico di Milano. Nel 2012 si aggiudica il Premio Ghiggini

Incide meticolosamente immagini, retroilluminandole con leds.

Annalisa Fulvi (Milano, 1986) si è laureata in pittura all’Accademia di Belle Arti di Brera. Nel 2011 vince la decima edizione del premio Ghiggini e nel 2012 è finalista al Premio Lissone. Nel suo curriculum, mostre collettive e personali anche in importanti sedi istituzionali come Palazzo Lombardia (Milano) e Palazzo Verbania (Luino). Utilizza principalmente colori acrilici su tela.

Questione di pelle. Questione di superfici. Pelle e superfici, accomunano le azioni artistiche di Gabriela Butti e Annalisa Fulvi. Azioni che partono, per entrambe, da scatti fotografici. Gabriela, infatti, cattura immagini di volti e di corpi. Coglie con minuziosità da fotogrammi cinematografici, conversazioni via Skype e incontri su Facebook l’attimo fuggente, l’essenza vitale. Poi, innescando un fitto dialogo tra reale e virtuale, incide nella carta un’infinità di piccoli fori riproducendo quegli stessi volti e quegli stessi corpi. Ne fa pelle traforata, rugosa e tattile, che alimentandosi di raggi luminosi contrapposti al buio ha possibilità di vivere, respirare, rendersi visibile. Retroilluminate con leds, queste intime spettacolarizzazioni dell’anima sgranano figure che si specchiano, o si rifrangono sul vetro d’una finestra, in attesa di una presa di coscienza. Osservando in dettaglio queste presenze quasi ectoplasmatiche, capaci di stagliarsi nell’oscurità come costellazioni, si ha la certezza di poterne scandagliare ogni risvolto psicologico, i dubbi irrisolti, le certezze acquisite, il conscio e l’inconscio. Annalisa, invece, fotografa cantieri. Si impossessa, cioè, dei “lavori in corso” per svelarci la pelle urbana che rapidamente si muove e si trasforma demolendo il passato per poi ricostruirsi; occupando nuovi spazi, per potersi rigenerare. Ogni scatto fotografico è l’”incipit” di una libera pittura architettonica dove edifici, impalcature, nuclei abitativi si allineano, affiancano, sovrappongono declinando superfici, forme geometriche, metamorfosi, equilibri, squilibri, vulnerabilità. Ogni quadro (sia della serie dipinta a Torba, il villaggio di pescatori turco che sta vivendo un massiccio “restyling” turistico-edilizio; sia di Puzzle City, che ritrae le possenti verticalità di Milano), è una messinscena che ingloba con impeccabile senso estetico inusuali prospettive, sperimentazioni astratte, pennellate gestuali, fluorescenti colori mutuati dalla Pop Art, motivi grafici dall’impatto Optical. Stefano Bianchi
Ponti x l’Arte è ideato e realizzato con la consulenza di Eleonora Tarantino (giornalista e consulente d’arte contemporanea) e Stefano Bianchi (giornalista e critico d’arte). Si tratta di una serie di appuntamenti culturali riservati a chi desidera conoscere e collezionare l’arte emergente e non: in una location inconsueta, nei momenti più imprevisti. Le mostre seguiranno lo scorrere delle stagioni, la percezione muterà coi ritmi della natura e l’occhio critico potrà catturare l’essenza delle opere proposte

Il progetto (no-profit) nasce dall’intuizione del Dr. Guido delli Ponti e Chiara Minoli, che hanno voluto mettere a disposizione degli artisti la sala d’attesa dello studio medico ubicato in un prestigioso palazzo degli Anni ‘30. Recarsi dal dentista, d’ora in poi, sarà per i pazienti meno fastidioso: oltre a dare uno sguardo ai protagonisti dell’arte contemporanea, potranno approfondire i più moderni orientamenti terapeutici nelle varie branche dell’odontoiatria: non ultima, la possibilità d’intercettare le apnee e il russamento durante il sonno.