Doppio schermo

Roma - 19/09/2017 : 09/11/2017

Film e video d’artista in Italia dagli anni ’60 a oggi. 100 opere e 80 autori raccontano l’evoluzione del cinema d’artista in Italia.

Informazioni

Comunicato stampa

Roma, 6 settembre 2017. Da Mario Schifano a Yuri Ancarani, da Pino Pascali ai Masbedo, da Gianfranco Baruchello a Zapruder, da Fabio Mauri a Francesco Vezzoli. Circa 100 opere di 80 autori per raccontare l’evoluzione della video arte e del cinema d’artista in Italia, dalle prime sperimentazioni degli anni Sessanta alle ricerche più avanzate e l’utilizzo delle più sofisticate tecnologie di oggi.

E’ DOPPIO SCHERMO

Film e video d’artista in Italia dagli anni ’60 a oggi, a cura di Bruno Di Marino, al MAXXI dal 19 settembre fino al 9 novembre 2017, nuova tappa del progetto Artapes a cura di Giulia Ferracci, programma di proiezioni dedicato ai video d’artista tra i più interessanti nella produzione storica e recente che si alterneranno fino a dicembre nella nuova videogallery del museo, realizzata in partnership con In Between Art Film.

Dopo il grande successo della prima grande retrospettiva in Italia dedicata a Chantal Akerman, dal 19 settembre fino al 9 novembre i protagonisti saranno quegli artisti italiani che, a partire dagli anni ’60, hanno sperimentato le potenzialità delle immagini in movimento e il loro rapporto con le arti visive.
I film saranno proiettati in loop tutti i giorni tranne il lunedì, giornata di chiusura del museo, dalle 11 al mattino e dalle 15 il pomeriggio, con proiezioni extra alle 19 il giovedì (nel mese di settembre) e il sabato (a ottobre e novembre).
La rassegna è divisa in 4 sezioni, in ordine cronologico: Gli anni Sessanta (19 settembre – 1 ottobre 2017) Gli anni Settanta (3 – 15 ottobre 2017); Gli anni Ottanta e Novanta (17 – 29 ottobre 2017); Dal 2000 a oggi (31 ottobre – 9 novembre 2017).
Parte integrante del progetto, a sottolinearne l’intento didattico, le 4 lezioni Le Storie del Cinema d’Artista, che si svolgeranno all’interno della videogallery (ingresso 5 Euro) da ottobre a dicembre: 11 ottobre (Bruno DI Marino), 20 ottobre (Cristiana Perrella), 3 novembre (Marco Bertozzi), 14 dicembre Sandra Lischi)

Gli anni Sessanta (19 settembre – 1 ottobre)
E’ il periodo più significativo e fertile nella storia del film d’artista e vede soprattutto Roma come centro propulsare, grazie all’esperienza della Cooperativa del Cinema Indipendente, cui aderiscono tra glia altri Luca Patella e Gianfranco Baruchello, di cui saranno proiettati rispettivamente i film Terra animata (1967) e Verifica incerta (1964.65). Proiettati inoltre film di ricerca di Bruno Munari e Marcello Piccardo, il lungometraggio di Mario Schifano Umano non umano (1969) oltre ai lavori di Ugo Nespolo, Giosetta Fioroni, Pino Pascali, Alighiero Boetti, Luigi Ontani e molti altri.

Gli anni Settanta (3-15 ottobre)
Gli anni ’70 segnano in Italia il passaggio dalla pellicola al videotape. Diversi artisti cominciano a utilizzare il medium elettronico affiancandolo, e in alcuni casi sostituendolo, alla macchina da presa. Tra i film di questa sezione: Blud’acqua (1972) e Il tempo consuma (1978) di Michele Sambin e News from Europe/Vegetables (1978) di Fabio Mauri , non visibile dal 1994; Secondo il mio occhio di vetro (1071) di Paolo Gioli. E poi film di Vincenzo Agnetti, Giulio Paolini e anche di architetti come Supertsudio e Ugo La Pietra.

Gli anni Ottanta e Novanta (17 – 29 ottobre)
In questo decennio si trasforma totalmente il rapporto tra gli artisti e le immagini in movimento: il cinema sperimentale entra in una fase di declino – anche se continuano le sperimentazioni in pellicola di autori come Ugo Nespolo, Paolo Gioli, Valentina Berardinone, e perfino di maestri dell’avanguardia come Luigi Veronesi – per lasciare il posto al video (Theo Eshetu, Studio Azzurro, Fabrizio Plessi e altri), alla post-produzione con il computer che costituisce una sorta di “pittura elettronica” (Franco Angeli, Giulio Turcato, Alighiero Boetti). Non mancano le incursioni in campo televisivo, mediante sigle (Pablo Echaurren, Mario Sasso, Gianluigi Toccafondo). Fa parte di questa sezione anche il contributo allo scrittore, poeta, artista Gianni Toti, con l’opera “poetronica” SqueeZangeZàum?.

Dal 2000 a oggi (31 ottobre – 9 novembre)
L’avvento del digitale rende di colpo obsoleta qualunque distinzione tra “cinema” e “video”. A parte rari casi, come quello di Paolo Gioli – che continua tutt’oggi a girare in 16mm –, la maggior parte degli artisti si confronta con il supporto elettronico, in una produzione all’insegna della contaminazione linguistica. La rassegna prevede film di collettivi quali ZimmerFrei, Zapruder, Flatform, Alterazioni Video e MASBEDO alle ricerche di artisti come Yuri Ancarani, Marzia Migliora, Elisabetta Benassi, Rosa Barba, Francesco Vezzoli. In programma anche l’unico lungometraggio realizzato da Mimmo Paladino dedicato alla figura letteraria del Chisciotte di Cervantes.

La rassegna è accompagnata da un catalogo edito da Manfredi Edizioni.

DOPPIO SCHERMO
Film e video d’artista in Italia dagli anni ’60 a oggi

a cura di Bruno Di Marino
MAXXI - Roma
19 settembre - 9 novembre 2017

Che cosa è stata e cos’è ancora oggi la sperimentazione con le immagini in movimento portata avanti dagli artisti nel nostro paese dagli anni ’60 ai giorni nostri? A questa domanda non si può che rispondere attraverso una rassegna, una retrospettiva articolata in quasi un centinaio di opere realizzate da un’ottantina di autori, suddivise in 4 programmi di 4 ore ciascuno, riproposti in loop quotidianamente all’interno della videogallery.

Gli approcci a un territorio del genere possono essere sostanzialmente due. Il primo di ordine sincronico, porta a tematizzare la materia, creando parallelismi tra film e video realizzati in un ampio arco temporale e diversi per tecnologia, sottolineando quali e quante siano le costanti stilistiche e concettuali che si ripetono nel corso del tempo. Il secondo, di carattere diacronico, sceglie invece di storicizzare l’oggetto dell’analisi, attraverso una partizione per decenni che mostri linearmente l’evoluzione del cinema e del video d’artista, senza tuttavia rinunciare a operare confronti tra i titoli selezionati. Abbiamo optato per questa seconda prospettiva, anche per offrire allo spettatore una visione chiara e perfino provocatoriamente “didattica” – parola oggi quasi impronunciabile – della sperimentazione audiovisiva d’artista in Italia; andando forse controcorrente, in tempi in cui la complessità delle esperienze e delle pratiche artistiche è tale da richiedere approcci metodologici sempre meno tradizionali.

La modalità con cui queste 16 ore di immagini vengono fruite, resta comunque determinante per la loro lettura: vedere concentrate in poche ore la produzione (per quanto non esaustiva) di uno o più decenni, restituisce allo spettatore un’idea più compatta di esperienze che restano eterogenee tra loro, lasciando emergere più nettamente similitudini e differenze. Lo stesso meccanismo del loop per oltre dieci giorni consecutivi, consente di rivedere alcune opere che lo hanno maggiormente interessato.

Perché “Doppio schermo”? Perché i linguaggi in gioco sono due: le immagini in movimento da un lato, le arti visive dall’altro; due forme espressive che si incontrano nell’immaginario di uno stesso artista, creando interferenze stimolanti. Lo schermo, inteso come superficie di proiezione ma anche filtro, che vela e al tempo stesso rivela, diventa il dispositivo di un’interfaccia inesauribile. Ma il titolo si riferisce anche a un’altra duplicità, relativa ai due dispositivi che si sono succeduti, affiancati e a volte sovrapposti: il cinema e il video, due termini che oggi, con l’unificazione del digitale, hanno perso di senso ma che in un’ottica storica, sono utili a comprendere alcuni passaggi decisivi in termini sia estetici sia tecnologici.

L’intento dichiaratamente didattico della rassegna appare ancor più evidente se colleghiamo i quattro programmi alle quattro lezioni che compongono il ciclo “Le storie del film e del video d’artista”, che si terranno nei medesimi spazi della videogallery e che – pur impostate nei termini di un approfondimento tematico – costituiscono un indispensabile corollario alla retrospettiva.

Bruno Di Marino

19 settembre – 3 ottobre
Programma 1 – GLI ANNI SESSANTA

E’ il periodo più significativo e fertile nella storia del film d’artista e vede soprattutto Roma come centro propulsore, grazie all’esperienza della Cooperativa del Cinema Indipendente, cui aderiscono diversi filmmaker e artisti, come Patella e Baruchello. La selezione si apre con due film che raccontano la giornata di due artisti (Franco Angeli in Inquietudine e Pistoletto in Buongiorno Michelangelo), concludendosi con un “classico”, Verifica incerta, che ancora oggi rimane uno dei film sperimentali italiani più conosciuti all’estero. Ma il programma si compone di lavori d’animazione (Pascali, Foschi, Cintoli, Carpi, Gianini-Luzzati), brevi super 8 performativi (Ontani e Boetti), lavori di found-footage (Gruppo 70, Pettena, i fratelli Loffredo), film di ricerca (Munari-Piccardo), esperimenti semi-narrativi, comportamentali (Frascà), o anticipatori della nascente Land-Art (Patella), restituendo un panorama vivo e frastagliato di quegli anni. Come “extra” il lungometraggio di Mario Schifano, Umano non umano, secondo capitolo di una trilogia che ha fatto epoca e che rappresenta una profonda e poetica riflessione sull’arte, l’esistenza, la politica.



Inquietudine di Mario Carbone, 1960, 35mm, colore, 12’20”
Buongiorno Michelangelo di Ugo Nespolo, 1968-1969, 16mm, b/n, 10’35”
Volerà nel 70 di Gruppo 70, 1965, 16mm, colore e b/n, 7’10”
Primavera nascosta di Claudio Cintoli, 1969, 35mm, colore, 10’20”
I colori della luce di Bruno Munari e Marcello Piccardo, 1963, 16mm, colore, 5’30”
Terra animata di Luca Patella, 1967, 16mm, b/n e intonazioni di colore, muto, 5’47”
The Pig (Carosello italiano) di Gianni Pettena, 1967-1968, 16mm, b/n, 8’28”
One Day an Airplane/Un jour un avion di Cioni Carpi, 1963, 35mm, colore, 5’07”
Le Court Bouillon di Silvio e Vittorio Loffredo, 1964, 16mm, b/n, muto, 16’35”
New York (estratto) di Franco Angeli, 1969, 16mm, colore, 17’18”
La gazza ladra di Giulio Gianini e Emanuele Luzzati, 1964, 35mm, colore, 10’20”
Goffredo di Giosetta Fioroni, 1966-1967, 8mm, b/n, 3’40”
Amour du cinéma di Rosa Foschi, 1969, 35mm, colore, 11’15”
Nei sotterranei di Franco Vaccari, 1966-67, 16 mm, b/n, 7’
Informazione Leit Motiv di Nato Frascà, 1969, 35mm, b/n e colore, 22’20”
Tempo nel tempo di Bruno Munari e Marcello Piccardo, 1964, 16mm, colore, 3’25”
Souvenir di Mario Schifano, 1967, 16mm, b/n, 10’50”
Caroselli e sigle televisive di Pino Pascali, 1962-68, 35mm, b/n e colore, 10’
Untitled (Stella performance) di Alighiero Boetti, 1969, super 8, colore, muto, 4’50”
Untitled (16.6 rpm Turntable) di Alighiero Boetti, 1969, super 8, colore, muto, 2’28”
Spirito di patate di Luigi Ontani, 1969, super 8, colore, 3’20”
Saccombrello di Luigi Ontani, 1969, super 8, colore, 3’
Verifica incerta di Gianfranco Baruchello e Alberto Grifi, 1964-65, 35mm, colore, 30’43”

Extra
giovedì 21 e giovedì 28 settembre
Umano non umano di Mario Schifano, 1969, 35mm, colore, 95’







3 – 17 ottobre
Programma 2 – GLI ANNI SETTANTA

Gli anni ’70 segnano in Italia il passaggio dalla pellicola al videotape. Diversi artisti (Chiari, Paolini, Agnetti e Patella) cominciano a utilizzare il medium elettronico affiancandolo (o sostituendolo) alla macchina da presa. In alcuni casi gli esperimenti sono prodotti dalla RAI (Carmi), in altri da pionieristici atelier quali Art/Tapes/22 di Firenze o la Galleria del Cavallino di Venezia, come nel caso di Michele Sambin, presente con il film Blud’acqua, ma anche con il tape Il tempo consuma, basato su un dispositivo di sua invenzione (“videoloop”). In programma un paio di rarità: Was ist Trigon? di Baruchello, ritrovato di recente dopo 45 anni di oblio e News from Europe/Vegetables, una delle poche opere monocanale di Fabio Mauri (autore invece di numerose cine e videoinstallazioni) invisibile dal 1994, anno della retrospettiva alla GNAM di Roma. Tra gli altri nomi presenti quelli di Nespolo e Granchi (esponenti, rispettivamente, dell’ambiente torinese e fiorentino), di Paolo Gioli (una delle figure più rilevanti del cinema d’artista italiano), nonché di Superstudio e La Pietra, che testimoniano l’apporto degli architetti nel campo del cinema. Il lungometraggio scelto come “extra” è Vacanze nel deserto: unica e significativa prova da regista di Valerio Adami, coadiuvato da suo fratello.



C’era una volta un re di Eugenio Carmi, 1973, video, colore, 26’25”
Teoria dell’incertezza di Andrea Granchi, 1978, super 8, colore, muto, 6’40”
Secondo il mio occhio di vetro di Paolo Gioli, 1971, 16mm, b/n, 10’06”
Il potere del drago di Magdalo Mussio, 1971, 35mm, colore, 10’57”
La grande occasione di Ugo La Pietra, 1973, 35mm, b/n, 12’57”
Gli atti fondamentali. Cerimonia di Superstudio, 1973, 16mm, colore 16’55”
Con-certo rituale di Ugo Nespolo, 1972-1973, 16mm, colore, 18’25”
Caro Trigon di Gianfranco Baruchello, 1973, video, b/n, 13’53”
Grammatica dissolvente - Gazzùff! Avventure & cultura di Luca Patella, 1974-1975, video, b/n, 16’50”
Il tempo consuma di Michele Sambin, 1978, video, b/n, 5’20”
News from Europe/Vegetables di Fabio Mauri, 1978, video, colore, 23’50”
I cani lenti di Franco Vaccari, 1971, 8mm, colore, 8’40”
Cosa succede in periferia di Andrea Granchi, 1971, super 8, colore, 16’
Documentario n.2 di Vincenzo Agnetti, 1973, video, b/n, 7’50”
Unisono di Giulio Paolini, 1974, video, b/n, 1’13”
Blud’acqua di Michele Sambin, 1972, 16mm, colore, 25’

Extra
giovedì 5 e giovedì 12 ottobre
Il suono di Giuseppe Chiari, 1974, video, b/n, 14’
Vacanze nel deserto di Giancarlo Romani Adami e Valerio Adami, 1971, 16mm, colore, 88’






17 – 31 ottobre
Programma 3 – GLI ANNI OTTANTA E NOVANTA


In questo decennio si trasforma totalmente il rapporto tra gli artisti e le immagini in movimento: il cinema sperimentale entra in una fase di declino – anche se continuano le sperimentazioni in pellicola di autori come Nespolo, Gioli, Berardinone, e perfino di maestri dell’avanguardia come Luigi Veronesi – per lasciare il posto al video (Eshetu, Studio Azzurro, Plessi e altri), alla post-produzione con il computer che costituisce una sorta di “pittura elettronica” (Angeli, Turcato e Boetti). Non mancano le incursioni in campo televisivo, mediante sigle (Echaurren, Toccafondo) e “countdown” d’artista, realizzati per il primo canale satellitare della RAI. Da segnalare infine una serie di nuovi nomi che si affacciano sulla scena: da Bianco-Valente a Landi, da Marisaldi a Canevari, fino al collettivo catanese CaneCapovolto, concentrato su operazioni di stampo situazionista. Conclude il programma (nella sezione “extra”) un doveroso tributo allo scrittore, poeta, artista e videasta Gianni Toti – con l’opera poetronica SqueeZangeZàum.

13 concerti di sessanta secondi di Davide Mosconi, 1987, video, colore, 16’50”
Aurélia di Arcangelo Mazzoleni, 1980, Italia, super 8, colore, 8’
Le porte girevoli di Ugo Nespolo, 1982, 16mm, colore, 5’13”
Superficiale di Valentina Berardinone, Italia, 1985, super 8, b/n e colore, 10’
Filmarilyn di Paolo Gioli, 1992, 16mm, b/n, sonorizzato, 8’20”
Countdown per Raisat a cura di Mario Sasso, 1991-1992, video, colore, 3’55”
di Alighiero Boetti, Mario Canali, Enzo Cucchi, Lele Luzzati, Ugo Nespolo,
Nam June Paik, Luca M. Patella, Fabrizio Plessi, Mario Sasso,
Studio Azzurro, Giacomo Verde
Questa è vita di Theo Eshetu, 1986, video, colore, 12’
Film n. 13 di Luigi Veronesi, 1981-1985, 16mm, colorato a mano, 7’58”
Il corvo di Eva Marisaldi, 1998, video, colore, 3’30”
Souvenir di Franco Angeli, 1984, video, colore, 3’
Luglio ’84 di Alighiero Boetti, 1984, video, colore, 1’35”
Color Computer ’84 di Giulio Turcato, 1984, video, colore, 13’
One Way Walk di Cioni Carpi, 1980, 16mm, b/n, 17’40”
Back Water di Fabrizio Plessi, 1984, video, colore, 17’17”
Cortometraggi, spot e sigle di Gianluigi Toccafondo, 1991-2000, formati vari, colore, 17’
La pista, 1991, 35mm, colore, 2’ (cm)
Tunnel, 1994, 35mm, colore, 1’55” (sigla)
More Cinema More Europa, 1992, 35mm, colore, 1’ (sigla)
Scott Free, 1996, 35mm, colore, 015” (logo animato)
Sambuca Molinari, 1996, video, colore, 030” (spot)
Pinocchio, 1999, 35mm, colore, 6’ (cm)
La Biennale di Venezia, 1999, 35mm, colore, 050” (sigla)
Essere morti o essere vivi è la stessa cosa, 2000, 35mm, colore, 3’40” (cm)
Evil Pop (Plagium 10) di Cane Capovolto, 1997, video, colore, 16’
Origine e deposizione di Studio Azzurro, 1997, video, colore, 9’13”
Je t’aime, je t’aime di Donatella Landi, 1999, video, colore, 4’58”
Footprint di Mario Sasso, 1990, video, colore, 3’07”
Disegno animato di Paolo Canevari e Alberto D’Amico, 1993, 16mm, colore, 2’
Deep in my Mind di Bianco-Valente, 1997, video, colore, 2’20”
Sigle per la televisione di Pablo Echaurren, 1987, video, colore, 9’
Gli effeminati intellettuali di Alfredo Pirri, 1988, video, colore, 15’


Extra
giovedì 19 e giovedì 26 ottobre
Lato D di Studio Azzurro, 1983, 16mm, colore, 30’20”
SqueeZangeZàum di Gianni Toti, 1988, video, colore, 100’






31 ottobre – 9 novembre
Programma 4 – DAL 2000 A OGGI


L’avvento del digitale rende di colpo obsoleta qualunque distinzione tra “cinema” e “video”. A parte rari casi, come quello di Paolo Gioli – che continua tutt’oggi a girare in 16mm –, la maggior parte degli artisti si confronta con il supporto elettronico. Il quarto e ultimo programma si apre e si chiude con il racconto documentaristico-narrativo di due spazi: un grande magazzino (di Martino) e uno stadio (Ancarani). In mezzo, una varietà di opere, autori, stilemi e tendenze, solo indicativo di una produzione all’insegna della contaminazione linguistica, che continua ad essere in gran parte autarchica e indipendente: dai film di collettivi quali ZimmerFrei, Zapruder, Flatform, Alterazioni Video e MASBEDO alle ricerche di artisti come Migliora, Benassi, Bellantoni, Barba, Vezzoli e Puppi (quest’ultimo per la prima volta si cimenta nel video monocanale). In questo panorama domina sicuramente la narrazione, elemento trasversale che accomuna lavori diversi. Non manca, inoltre, il video musicale (Villoresi, Coniglioviola), una forma sempre più diffusa anche nel mondo delle arti visive. Nella sezione “extra” l’unico lungometraggio realizzato da Mimmo Paladino e dedicato alla figura letteraria del Chisciotte di Cervantes.


The Show MAS Go On di Rä di Martino, 2014, digitale, colore, 30’40”
Gasoline di Daniele Puppi, 2017, digitale, colore, 4’10”
Macchina madre di Paola Gandolfi, 2007, digitale, colore, 4’50”
Una serata con il Dottor Hoffmann di Thorsten Kirchhoff , 2001, 35mm, b/n, 5’40”
Movimenti di un tempo impossibile di Flatform, 2011, digitale, colore, 8’
La ruota di Duchamp Novecento di Mario Sasso, 2003-2004, digitale, colore, 8’40”
Vita activa di Marzia Migliora, 2016, digitale, colore, 5’39”
Speak in Tongues di Zapruder, 2014, digitale, colore, 21’35”
The Kiss (Let’s Play Dinasty!) di Francesco Vezzoli, 2000, digitale, colore, 6’
Mio fratello Yang di Gianluca e Massimiliano De Serio, 2004, digitale, colore, 15’20”
Walt Grace's Submarine Test January 1967 di Virgilio Villoresi, 2013, digitale, colore, 5’07”
Natura obscura di Paolo Gioli, 2003-2013, 16mm, colore, muto, 7’40”
Montage n.11 di César Meneghetti, 2002-2003, digitale, colore, 5’
Fragile di Masbedo, 2016, digitale, colore, 7’45”
Panorama Roma di ZimmerFrei, 2004, digitale, colore, 23’40”
Illimite di Bianco-Valente, 2014, video, colore, 2’50”
Switch me Off di Debora Vrizzi, 2009, digitale, colore, 4’10”

Timecode di Elisabetta Benassi, 2000, digitale, colore, 3’40”
The Beauty and the Best di Elena Bellantoni, 2017, digitale, colore, 5’20”
Intervallo di Alterazioni Video, 2009, digitale, colore, 3’37”
Liszt di Francesca Fini, 2012, digitale, colore, 6’30”
Medea di Leonardo Carrano e Alain Parroni, 2017, digitale, colore, 3’20”
80 Kg In mortem Johann Fatzer di Antonello Matarazzo, 2012, digitale, colore, 6’
Recuperate le vostre radici quadrate (estratto) di Coniglioviola, 2003-2015, digitale, colore, 17’
Above the Plate and Receiver di Rosa Barba, 2016, 16mm, b/n, 5’10”
San Siro di Yuri Ancarani, 2014, digitale, colore, 26’


Extra
giovedì 2 e giovedì 9 novembre
Quijote di Mimmo Paladino, 2006, digitale, colore, 70’