Domenico Piccolo – Pittura

Milano - 25/01/2014 : 22/03/2014

La mostra avrà come titolo “Pittura” e comprenderà attraverso la sua produzione recente il peculiare lavoro dell'artista che si cimenta con varie tecniche e vari supporti pittorici.

Informazioni

  • Luogo: FEDERICO BIANCHI GALLERY MILANO
  • Indirizzo: Via Carlo Imbonati 12 - Milano - Lombardia
  • Quando: dal 25/01/2014 - al 22/03/2014
  • Vernissage: 25/01/2014 ore 18
  • Autori: Domenico Piccolo
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: mar. - ven. 15.00 – 19.00 sab. su appuntamento

Comunicato stampa

Federico Bianchi Contemporary Art è lieta di presentare la quinta personale in galleria di Domenico Piccolo, che inaugurerà il giorno 25 gennaio 2014 alle ore 18.00 in Via Imbonati 12 a Milano.

La mostra avrà come titolo “Pittura” e comprenderà attraverso la sua produzione recente il peculiare lavoro dell'artista che si cimenta con varie tecniche e vari supporti pittorici

In particolare negli ultimi lavori la struttura coloristica si fa più intensa e la pennellata meno liquida e più grumosa e pastosa in funzione delle varie superfici utilizzate per le opere, da quelle su carta, a quelle su cartone, carta oleata, tela, carta fotografica e acetato.
Fanno eccezione una piccola serie di opere su carta che risultano quasi eteree e impalpabili sui modelli di alcuni progetti precedenti.

Il comune denominatore della mostra è in modo particolare l'iconografia delle opere che nell'arco dell'ultimo anno si è spostata verso una maggiore attenzione per il paesaggio e gli oggetti al posto della figura umana. Quest'ultima è comunque sempre avvertita nei lavori dell'artista, a volte come assenza desolante a volte come presenza immaginata o oggetto personificato e tutto ciò riconduce alle tematiche di guerra o border line, nelle quali la tensione tra soggetto dell'opera e struttura materiale che la circonda è sempre centrale. La “scenografia” viene risolta ogni volta dall'artista in modo diverso. A volte troviamo uno sfumato pittorico dove gli spazi hanno contorni poco chiari e quasi immaginati; altre volte la claustrofobia degli angoli delle stanze chiuse non permette possibilità di fuga agli occhi dello spettatore; in altri casi ancora gli spazi troppo aperti invitano a una fuga necessaria ma al contempo inutile; e infine le monocromie liquide o materiche, che non lasciano scampo e sembrano quasi oniriche, ci mostrano gli oggetti o i personaggio in un limbo a-temporale e a-spaziale, come se il tempo e gli accadimenti fossero ineluttabili.

In sostanza si tratta dell'ennesima prova delle enormi potenzialità del mezzo della “Pittura”, che non può essere solo narrativa ma è soprattutto espressionisticamente emozionante.