Dino Pedriali – Prometeo

Roma - 07/03/2014 : 05/04/2014

Pedriali è il Caravaggio della fotografia del Novecento. Come Caravaggio prendeva i suoi modelli dalla strada e li nobilitava nei suoi quadri, ostentando la loro bellezza lasciva in vesti mitologiche o bibliche, e strappando loro i vestiti dal corpo, così anche Pedriali spoglia i suoi modelli proletari mostrandone la forza, l'orgoglio, la muta coscienza di sé".

Informazioni

  • Luogo: GALLERIA L'OPERA
  • Indirizzo: Via di Monserrato, 40 00186 - Roma - Lazio
  • Quando: dal 07/03/2014 - al 05/04/2014
  • Vernissage: 07/03/2014 ore 18
  • Autori: Dino Pedriali
  • Curatori: Laura Cherubini
  • Generi: fotografia, personale
  • Orari: da martedì a sabato dalle 14 alle 19 e su appuntamento

Comunicato stampa

La Galleria L'Opera presenta una nuova mostra del fotografo Dino Pedriali dal titolo "Prometeo", a cura di Laura Cherubini.
Pedriali, nato a Roma nel 1950, frequenta il mondo culturale romano a partire dai primi anni '70, quando conosce la Galleria L'Obelisco di Gaspero del Corso


Incontra il fotografo e artista americano Man Ray, che lo inizia alla fotografia; e nel 1975 lo scrittore Pier Paolo Pasolini, per il quale realizza i più importanti ritratti fotografici e una serie di celebri scatti che rappresentano lo scrittore – anche nudo – tra Sabaudia e Chia (Viterbo), che sarebbero dovuti essere illustrazioni del romanzo "Petrolio", poi edito postumo.
Dopo la tragica morte di Pasolini inizia una ricerca sul corpo che lo porterà a diventare soprattutto fotografo di nudo maschile. Accanto a ritratti di letterati e artisti, prenderà il sopravvento l'interesse per il proletariato dei "ragazzi di vita".
Secondo il critico d'arte Peter Weiermair, "Se è vero che il temperamento di Dino Pedriali, il suo carattere collerico, lo accomunano a Caravaggio, un legame ancora più forte fra i due è dato dall'estetica della luce. Pedriali è il Caravaggio della fotografia del Novecento. Come Caravaggio prendeva i suoi modelli dalla strada e li nobilitava nei suoi quadri, ostentando la loro bellezza lasciva in vesti mitologiche o bibliche, e strappando loro i vestiti dal corpo, così anche Pedriali spoglia i suoi modelli proletari mostrandone la forza, l'orgoglio, la muta coscienza di sé".
In mostra una nuova opera, dal titolo "Prometeo" (2014), composta di 17 foto digitali, che riflette sulla transitorietà dell'abitare nella vita del fotografo; il quale s'identifica – come in un incantesimo – nei suoi modelli di un tempo, perennemente giovani e in fuga. Queste foto sembrano raffigurare ricordi già appannati, pur nella freschezza degli scatti a colori.
Accanto ad esse, saranno esposte alcune delle famose immagini che ritraggono Pier Paolo Pasolini a Chia; ed inoltre, una scelta di foto intense che Pedriali realizzò a Venezia, a un ragazzo nel momento di drogarsi ("La droga", 1977), lucida analisi di questo atto; da ultimo, alcune immagini tratte da un'opera dedicata alla vita ai suoi albori ("Soffio", 2004).

Dino Pedriali
Prometheus

Curated by Laura Cherubini

Vernissage: Friday 7 March - 6.00 p.m.
From 7 March to 5 April 2014

The Galleria L'Opera is pleased to announce its next exhibition: from March 7 to April 5, 2014, The Galleria L'Opera will feature a new art show from world renowned photographer Dino Pedriali titled Prometeo (Prometheus), curated by Laura Cherubini.

Pedriali was born in Rome in 1950 and has been part of the Roman art scene since the 1970s when he showed his photographs at the Galleria L'Obelisco, founded in Rome in 1946 by Irene Brin and her husband Gaspero del Corso.

At around the same time Pedriali met American photographer and modernist artist Man Ray who eventually introduced him to photography. Pedriali's encounter with Pier Paolo Pasolini in 1975 was instrumental since it gave him the opportunity of expressing his talents as a photographer to the fullest. From that moment on the celebrated Bolognese film director, poet, and writer had finally found someone who could represent him in print, including nude visual renderings of himself, particularly in Sabaudia (a coastal town in the province of Latina) and Chia (a village of Soriano nel Cimino in the province of Viterbo), Pasolini's favorite spots. These photographs were later used as illustrations in Pasolini's novel Petrolio (Petrol), published posthumously in 1992.

After Pasolini's tragic death in 1975 Pedriali began studying and mastering the art of representing the human body in print which eventually made him the leading photographer of male nudes. Though he enjoyed photographing scholars and artists, Pedriali showed a keen interest in photographing the working class, particularly the ragazzi di vita (male hustlers).

As German art critic Peter Weiermair has keenly observed: “Though Dino Pedriali's hot temper resembles that of Caravaggio, the artists share an even stronger tie in their light esthetic. Pedriali is the Caravaggio of 20th century photography. Just as Caravaggio would find his models off the streets, immortalize their lascivious beauty in mythological or biblical attire, and then rip their clothes off, so Pedriali undresses his working class models, thus revealing their strength, pride, and their self-awareness”.

Pedriali is back now with a new series called Prometeo (Prometheus, 2014), composed of seventeen digital photographs that reflect upon the transitory aspect of his life. Just like a spell, the photographer identifies himself with his former models, forever young and runaways. Yet, despite the freshness of the color prints, these photographs seem to represent bygone memories.

A few of the most famous photographs of Pier Paolo Pasolini in the village of Chia also accompany Pedriali's show, followed by a select number of powerful photographs that Pedriali took in Venice to a young man as he was doing drugs (La droga, 1977; The Drug). Finally, several prints taken from a collection dedicated to his early life (Soffio, 2004; Breath) are also included.