Different shoes

Bologna - 28/01/2017 : 05/02/2017

Evento Artistico che coinvolge sei artisti, cinque critici, che affrontano cinque tematiche presentate in cinque sedi in Bologna-Italy durante Artefiera 2017.

Informazioni

Comunicato stampa

ostra inserita nell'Evento Artistico “DIFFERENT” che coinvolge SEI artisti, CINQUE
critici, che affrontano CINQUE tematiche, presentate in CINQUE sedi espositive a Bologna
in occasione di Artefiera 2017, per favorire UN Progetto: “L'Arte per la Ricerca",
dell'Associazione CCSVI nella Sclerosi Multipla ONLUS, teso a sostenere il “diritto dei
cittadini di avere una ricerca: libera, incondizionata, indipendente”,
“Different è tutto questo,
è tutto quello che nella differenza si distingue, è diverso e rivoluzionario”
“DIFFERENT ABILITY” a cura di EDOARDO DI MAURO
Un tema di estrema attualità come quello inerente una mostra quale “Different Ability” vede uno
stretto intreccio tra la dimensione dell’arte e quella della società, nello spazio pubblico che
rappresenta l’ultima frontiera dove, in questi incerti tempi globalizzati, il linguaggio artistico riscopre
la sua dimensione etica, autonoma ed estranea ad ogni compromissione con il mercato. L’onda
lunga delle battaglie per i diritti civili degli anni Sessanta e Settanta ha generato in seguito alcune
significative prese d’atto. Tra queste l’acquisizione definitiva, anche se la soglia di attenzione va
sempre tenuta alta, dei diritti e della dignità delle persone portatrici di disabilità, sia da un punto di
vista intellettuale e lavorativo, che da quello del diritto ad una fruizione piena degli spazi urbani.
Per quanto mi riguarda, lavorando nella dimensione di quello che è un luogo di fruizione all’aperto
dell’arte contemporanea come il Museo d’arte Urbana di Torino, da anni opero con iniziative dirette
alla sensibilizzazione concreta nei confronti di questi argomenti. Nel 2012 con un mese intero di
eventi a sostegno dell’AISM, dal 2014 collaborando con l’Associazione Volonwrite alla mappatura
dei percorsi museali e territoriali idonei ai portatori di disabilità motoria permanente e temporanea e
lavorando con artisti diversamente abili quali Andrea Casillo ed Aurelio Albanese. L’ampio ed
articolato tema del corpo ha avuto ed ha rilevanza nel dibattito artistico, e la “differente abilità” sta
iniziando a diventare oggetto di riflessione, con l’intento di abbattere al più presto qualsiasi residuo
steccato, anche di natura mentale. Per tracciare alcuni temi guida, nella stagione post moderna
abbiamo avuto, negli anni ’70, il fenomeno estremo della “body art” in cui il corpo si liberava dai
vincoli dove era stato ingabbiato per lunghi secoli dal potere e dalla cui sudditanza non era stato
pienamente emancipato, riscoprendo sé stesso come elemento comunicante ed autonomamente
“artistico”, andando a fondersi empaticamente con l’esterno e l’altro da sé a partire dalla propria
condizione di consapevolezza interiore. Ai giorni nostri i termini della questione, gli elementi
dialettici, sono rinvenibili all’interno del diffuso tentativo di ricostruire una identità individuale,
sottraendola alla dispersione cui pare destinata dagli ambivalenti e leggermente ambigui effetti
dell’innovazione tecnologica e dell’informazione globalizzata. Quindi, all’identità dispersa e
frammentata, pura forma e significante incapace di intrattenere rapporti con il prossimo con cui si
limita a fugaci ed effimeri contatti, eteree toccate e repentine fughe, si cerca di sostituire il
contenuto capace di dare significato all’esistenza, di riaffermare la “presenza”. Negli ultimi tempi
abbiamo assistito all’interno dello scenario sociale, e in Italia ciò e avvenuto con una particolare
evidenza, ad una ulteriore deriva del concetto di corpo. Sopratutto per quanto concerne una sorta
di nuova politica della sopravvivenza dove l’attenzione maniacale verso il proprio aspetto fisico è
vissuto come dovere primario, e la consolazione consiste nella successiva mercificazione di sé, nel
raggiungimento di una competitività in cui gioca un ruolo primario il proprio aspetto fisico.
Modificare il corpo per via chirurgica, robotica o cibernetica è l’assunto post moderno per garantirsi
la sopravvivenza al di là del rischio premoderno della dipartita fisica come negazione dell’esistenza
individuale. Il riconoscimento pieno, giusto ed incontrovertibile della pari dignità del corpo delle
persone “diversamente abili” è passato attraverso gli ambiti professionali e quelli sportivi
approdando alla dimensione della creatività e dell’arte. Alcuni artisti hanno voluto fornire, in questa
mostra, il loro personale contributo ad una tema di così centrale attualità. Davide Ferro, Gianni
Pedullà e Leonardo Santoli, con la loro pittura ludica ed irriverente in bilico tra tradizione
dell’avanguardia e riflessione sul presente e le sue contraddizioni, Massimo Romani, con uno stile
in grado di mediare tra immagine pop e tradizione del grande realismo magico italiano, Irene
Zangheri con i suoi mixed media essenziali, dove prevalgono simbolgie archetipe e zoomorfe, e
l’originale ricerca fotografica di Luigi Dati.