Diego Dutto – Repertum

Lissone - 03/03/2018 : 15/04/2018

La mostra personale di Diego Dutto, dal titolo Repertum, presenta una serie di sculture che fanno parte di un nuovo ciclo di opere a cui l'artista sta lavorando e che costituiscono per lui una nuova sfida, oltre che un cambio profondo e radicale dalla sua precedente produzione scultorea, che appare quasi in antitesi rispetto all'attuale.

Informazioni

  • Luogo: MAC - MUSEO D'ARTE CONTEMPORANEA
  • Indirizzo: Viale Elisa Ancona, 6 20851 - Lissone - Lombardia
  • Quando: dal 03/03/2018 - al 15/04/2018
  • Vernissage: 03/03/2018 ore 18
  • Autori: Diego Dutto
  • Curatori: Alberto Zanchetta
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: Mercoledì e Venerdì h10-13 Giovedì h16-23 Sabato e Domenica h10-12 / 15-19

Comunicato stampa

La mostra personale di Diego Dutto, dal titolo Repertum, presenta una serie di sculture che fanno parte di un nuovo ciclo di opere a cui l'artista sta lavorando e che costituiscono per lui una nuova sfida, oltre che un cambio profondo e radicale dalla sua precedente produzione scultorea, che appare quasi in antitesi rispetto all'attuale.

Accantonata la ricerca quasi meccanica, tipica dell'industrial design, Dutto approda ora a elementi ossiformi la cui natura è indicativa di una grande versatilità, sia sotto il profilo tecnico, sia per i concetti sottesi



Questo nuovo ciclo di opere appartiene alla famiglia denominata Scheletrica, che comprende i Reperti, gli Ossimori, gli Scheletranti e altri gruppi scultorei, ciascuno dei quali è caratterizzato da configurazioni e nuances osteologiche. Si tratta di conformazioni impossibili, decisamente fantastiche, che finiscono per rimescolare il reale nell'artificiale, risignificando inoltre il nostro presente alla luce di un passato remoto. Talvolta i singoli ritrovamenti vengono presentati all'interno di teche in vetro, nell'intento di metterci in relazione e a stretto contatto con autentici reperti da museo; in altri casi il ritrovamento è costituito da diverse parti che fanno pensare a qualche animale ormai estinto, o a gigantesche creature che sembrano appartenere alla mitologia.

È come se una fenditura si fosse aperta nella nostra dimensione spaziotemporale per permetterci di osservare un mondo parallelo, un altro-dove e un altro-quando disseminato da un'infinità di cimeli, tanto misteriosi quanto affascinanti.

Il sostantivo repertum ["reperti"] ha una duplice accezione: " ritrovamento" e " trovata, invenzione". Il titolo della mostra assume quindi una lettura ambivalente, che la lingua latina già contemplava; da un lato un oggetto presumibilmente antico che, restituito alla nostra attenzione, è in attesa di essere sottoposto a più accurate indagini, dall'altro lato una vera e propria scoperta, ossia l'invenzione di qualcosa che è in grado di destabilizzare la nostra concezione della vita e di tutta la storia, soprattutto quella biologica.