Design Impossible

Milano - 17/04/2012 : 22/04/2012

La mostra virtuale Design Impossible sarà dislocata in cinque diverse location del centro storico di Milano e utilizzerà il potenziale di CircleMe – la nuova rete sociale, nata in Italia, che consente lo scambio culturale attraverso la semina in luoghi fisici di riferimenti virtuali agli interessi personali.

Informazioni

Comunicato stampa

CircleMe presenta la prima mostra virtuale di 5 progetti impossibili:
Vito Acconci - Alexander Brodsky - Alexander Ponomarev -
Denis Santachiara - Giorgio Vigna
a cura di Ludovica Lumer

Alla domanda "Qual è l'oggetto perfetto che nessuno ha ancora disegnato?" Philippe Starck risponde: "Forse l'utopia. Ce n'era tanta, prima: era basilare per costruire se stessi

Chi nasce ora, invece, non ha tracce per indirizzare sogni, ambizioni, desideri."

In questo momento storico, caratterizzato da incertezza e assenza di prospettive, più che nuovi prodotti di design, servono progettualità e visioni concettuali che possano contribuire a reinventare i nostri modelli di civiltà. Dal 17 al 22 aprile, durante la Design Week di Milano, la mostra Design Impossible presenta cinque artisti di fama mondiale (Vito Acconci, Alexander Brodsky, Alexander Ponomarev, Denis Santachiara e Giorgio Vigna) che propongono progetti programmaticamente irrealizzabili. La curatrice Ludovica Lumer, neuroscienziata pioniere negli studi di neuroestetica, ha scelto cinque lavori che prendono distanza dalla materialità per concentrarsi invece sull'azione creativa e il cambiamento culturale. Attraverso queste opere, che mirano a restituirci immaginazione, speranza e utopia, tornano alla luce le tracce che ci permettono di reindirizzare verso il futuro i nostri sogni, le ambizioni e i desideri.

La mostra virtuale Design Impossible sarà dislocata in cinque diverse location del centro storico di Milano e utilizzerà il potenziale di CircleMe – la nuova rete sociale, nata in Italia, che consente lo scambio culturale attraverso la semina in luoghi fisici di riferimenti virtuali agli interessi personali. Avvicinandosi alle diverse location, il visitatore potrà accedere con l’applicazione per iPhone di CircleMe ai contenuti mutimediali delle singole opere e partecipare alle conversazioni online stimolate da esse. L’accesso alla mostra promossa da CircleMe sarà inoltre possibile dal sito web www.designimpossible.org. Le location per le 5 opere sono: Piazza del Duomo, accanto al Museo del Novecento (Acconci e Brodsky); Fontana di Piazza San Babila (Ponomarev); Piazza della Scala (Santachiara); Via Manzoni, angolo Monte Napoleone (Vigna).

Dopo la Design Week milanese, Design Impossible si sposterà a Londra, New York, Parigi e Mosca.

In mostra per Design Impossible i lavori di:

Vito Acconci esordisce come poeta per poi dedicarsi alle arti visive e infine all’architettura, ma con un’unica perenne ossessione, lo studio del senso del sé e dello spazio in cui il sé si muove. Nel 1988 fonda l’Acconci Studio, un gruppo di giovani architetti e designer che si concentra sulla progettazione, reale e teorica, di spazi urbani e arredamenti. I suoi lavori, dalle performance ai progetti architettonici, sono conosciuti in tutto il mondo, le sue opere presenti nelle più importanti collezioni pubbliche tra cui: Museum of Modern Art, New York; Museum of Contemporary Art, Chicago; Solomon R. Guggenheim Museum, New York; Tate Modern, London; KunstHaus, Zurigo; Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, Torino; Museum Ludwig, Cologne; Centre Pompidou – Musée Natinal d’Art Moderne, Paris.
Il progetto inedito per Design Impossibile è realizzato con Acconci Studio.

Alexander Brodsky, l’architetto più amato e internazionalmente riconosciuto della Russia di oggi, negli anni ’80 è stato uno dei maggiori esponenti del movimento Architettura di carta, un gruppo di giovani architetti moscoviti che negli anni di stagnazione sovietica, agli albori della perestrojka, si liberò dai modelli di un’architettura standardizzata e autocelebrativa, scegliendo di lavorare piuttosto in una dimensione parallela di progetti puramente di carta. Le opere di Aleksander Brodsky sono presenti in numerose collezioni pubbliche e private, tra cui: Institute of Contemporary Art, Boston; Museum of Modern Art, New York; Museum of Contemporary Art, Chicago, Illinois; Pushkin State Museum of Fine Arts, Moscow; San Diego Museum of Contemporary Art, San Diego, California; Withney Museum of American Art, New York.

Alexander Ponomarev, vive e lavora a Mosca . Ex marinaio della flotta sovietica, poi ufficiale della marina mercantile, ingegnere di formazione, dai primi anni novanta comincia a dare vita a seducenti invenzioni che si collocano al limite tra arte e tecnologia. L’arte di Ponomarev – le sue azioni, installazioni, disegni, fotografie – spazia da installazioni tecnologiche, come Memorie d’acqua (Cité des sciences et de l’industrie de la Villette, Parigi 2002), Wave (52 Biennale di Venezia 2007), Verticale Parallele (Festival d’Automne, Parigi 2007), Au jardin de la meute des loups (Louvre, Jardin des Tuileries, Parigi 2006) ad azioni in mare aperto, che l’artista realizza anche con la complicità della flotta russa, come i progetti Maya, l’isola perduta (2000) nel Mare di Barents e Traccia settentrionale di Leonardo (presentato all’Atelier Calder, Francia 2003).
Il progetto per Design Impossible, “The Architecture of Mirages”, è stato realizzato in collaborazione con Alexei Kozyr e Ilya Babak.

Denis Santachiara realizza oggetti di design di alta tecnologia e densità artificiale, esposti in mostre personali e collettive anche presso la Biennale di Venezia nel 1980 e il Grand Palais di Parigi. Da sempre interessato alle nuove tecnologie e alle potenzialità espressive che queste comportano, deriva i suoi elementi originali dall’invenzione come idea-prodotto facendo della composizione plastica/architettonica un’interfaccia tra ideazione e estasi dell’uso. Compasso d’oro 1986, mentre nel 1999 è stato premiato con il Good Design Award dal Chicago Athenaeum Museum of Architecture and Design e nell’aprile 2000 con il Design World.

Giorgio Vigna da sempre muove la sua ricerca sul delicato confine tra il mondo reale e quello immaginario. Il primo terreno di esperienza è il teatro, l’opera e il cinema, come costumista e scenografo. In seguito sperimenta le tecniche dell’incisione e approfondisce le proprie ricerche sul vetro divenendo in seguito il direttore artistico del primo progetto Venini di gioielli in oro e vetro. Il suo lavoro fa parte di collezioni pubbliche e private quali: The Nancy Olnick and Giorgio Spanu Collection of Murano Glass, New York; Miaao, Museo Internazionale delle Arti Applicate Oggi, Torino; MAD Museum of Art and Design, New York, USA.
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Ludovica Lumer, neurobiologa e filosofa, dal 1997 lavora al Department of Anatomy and
Developmental Biology (University College London) con Semir Zeki, dove ha intrapreso le prime
ricerche nel campo della Neuroestetica, studiando la relazione tra percezione visiva e
rappresentazione artistica. Nel 2005 ha aperto una galleria d’arte a Milano. Ha pubblicato numerosi
articoli scientifici su importanti riviste internazionali e cataloghi d’arte e con Marta dell’Angelo C’è da
perderci la testa. Scoprire il cervello giocando con l’arte (Laterza, 2009) e con Semir Zeki La bella e la
bestia. Arte e neuroscienze (Laterza, 2011). Insegna presso la Facoltà di Psicologia dell’Università degli
Studi Milano-Bicocca.

CircleMe (www.circleme.com), la nuova rete sociale per web e mobile basata sugli interessi, è stata fondata da Erik Lumer, ricercatore franco-americano (Stanford University, Xerox Parc, Neurosciences Institute) diventato imprenditore (già co-fondatore e CEO di Babelgum). Giuseppe D’Antonio, CEO della società, ha un’esperienza decennale come manager di aziende tecnologiche (Google, Dada, Manhattan Associates). La società ha un team di dieci persone, con uffici a Milano e Londra. Lanciato il 15 Marzo 2012, CircleMe ha già catturato l’attenzione dei media e del pubblico a livello internazionale.