La pittrice Solveig Cogliani ed il fotografo Ruggero Passeri ritraggono e reinterpretano quattro “cancelli” della capitale.

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Comunicato stampa

Roma - Quand’è che un cancello termina di essere un oggetto e diventa simbolo, metafora, soggetto, espressione? Quando una pittrice ed un fotografo se ne impossessano, li reinterpretano, li svuotano del loro significato materiale originario e li trasformano in qualcos’altro. In arte.
Ecco quindi “Dentro-Fuori. Visioni a confronto”, la mostra (28 ottobre – 5 novembre) della pittrice Solveig Cogliani e del fotografo Ruggero Passeri alla Galleria Michelangelo (via G.Giraud 6, Roma) curata dal direttore artistico Fabio Cozzi

A commentare le opere dei due maestri, nell’inaugurazione di martedì 28 ottobre alle 18:30, sarà Francesco Gallo Mazzeo, critico d’arte di fama internazionale e docente di Storia dell’arte dell’Accademia delle Belle Arti di Roma. In mostra quattro dipinti di Solveig Cogliani, sulla scia della sua recente produzione artistica, tratti da quel “Ciclo dei Cancelli” che è stato esposto nella personale “Diarius” al Maschio Angioino di Napoli a settembre, e gli stessi “oggetti” catturati dalla macchina fotografica di Ruggero Passeri e trasfigurati attraverso la sua sensibilità.
“La scelta dei cancelli – racconta Solveig Cogliani - è venuta da sé, passeggiando per San Lorenzo, sbirciando al di là del varco che separa la strada dal Pastificio, i vecchi macchinari, gli studi, la galleria e ancora guardando gli atrii dei palazzi di via Tiburtina, sospesa come sempre tra il rumore e la puzza della città e l'immaginario”. “Devo confessare di essere rimasto alquanto perplesso quando Solveig Cogliani, tempo fa, mi propose di lavorare insieme ad una mostra sul tema dei cancelli”, spiega Ruggero Passeri. “Ho accettato in parte per la mia stima nei suoi confronti, in parte per affrontare una sfida con me stesso, poiché ritengo di essere un fotografo strettamente legato alla presenza umana e, come tale, poco propenso alla rappresentazione della natura o degli oggetti inanimati. Solveig ha proposto quattro sue visioni, e su quelle ho lavorato”.
I dipinti di Solveig Cogliani (contrassegnati, per scelta dell’autrice, solo da numeri: Cancello n. 2, n. 3, n. 4 e n. 9) rappresentano rispettivamente i cancelli del pastificio di via degli Ausoni, sia aperto che chiuso, quello della Sinagoga, e di villa Rossini, e avranno di fronte le quattro fotografie di Ruggero Passeri che ritraggono gli stessi luoghi. “Il cancello è quel confine che, tuttavia, permette all'occhio di guardare e alla mente di vagare e non una barriera insormontabile – spiega la pittrice - non un portone chiuso, ma una ‘trasparenza’. Le fotografie di Ruggero mi sono apparse come ‘cancelli' capaci di ritrarre l'esteriore e di svelare l'intimo”. “Solveig mi aveva spiegato come la sua percezione dei cancelli fosse positiva – risponde il fotografo - legata ad un senso di possibile apertura verso l’oltre, verso una possibilità. Io ho sempre considerato un cancello, invece, come un ostacolo, una barriera”. E il differente punto di vista si percepisce dal movimento e dal cromatismo dei quadri di Solveig Cogliani che si contrappone all’uso di un bianco e nero il più possibile essenziale che è la cifra stilistica di Ruggero Passeri.
Solveig Cogliani, pittrice, nata a Roma da genitori siciliani, trova nelle trame familiari la presenza di nomi inconsueti, da cui i nomi dei suoi due figli, Esper ed Hekla, ma anche la passione per il diritto. Dentro quattro punti cardinali – la famiglia, l’arte, la legge, i luoghi dell’anima – il suo percorso etico ed estetico la conduce a promuovere iniziative di responsabilità sociale con l’associazione culturale CentrarteMediterranea ma anche ad accogliere nelle sue tele, con la titubanza e l’umiltà necessarie, l’afflato religioso personale. Descritta come materica e aerea ad un unico gesto, la sua pittura promana da urgenza esistenziale. Una “fretta” intima che, nel tagliare nitide le forme, si risolve in colore-emozione, dando temperature mediterranee ai suoi paesaggi “di ogni dove”. Da Istanbul a Londra, da Buenos Aires a Roma, da Hangzhou a Favignana (mostra-evento “Artisti di Sicilia”), in collettive o personali, i quadri di Cogliani hanno girato il mondo; sono diventati copertine (“Risveglio a Roma” per “Cronache del teatro dal 1956” di Filippo Nasca, 2009, “Teatro di Tindari” per “L’ordinamento del mercato turistico”, ed. Giappichelli, 2011); sono stati esposti, tra l’altro, alla Biennale di Venezia (2011); sono stati selezionati per “Seguendo il cammino di Marco Polo” (Venezia e Hangzhou, 2011) e dalla Pontificia Insigne Accademia di belle arte e lettere dei Virtuosi al Pantheon (tra gli altri, “Resurrezione”, 2011); sono stati acquisiti dalla collezione della Fondazione Roma (“Popstar”, 2011, “La palma femmina”, 2012) e della predetta Insigne Accademia (dittico “Angeli sulla Città”, 2014), da Radio Vaticana (“La parola”, 2012). Sempre più numerosi gli approdi internazionali della sua pittura, la vedono partecipe a mostre e fiere a Londra e a Ginevra, per la KPK Arte Contemporanea. Nel 2014 riceve il Premio del Festival di Spoleto per la pittura. Da ultimo, “I cancelli” e “La città giusta”, esposti al Maschio Angioino nella personale “Diarius” (settembre 2014) con la collaborazione della Galleria Michelangelo di Roma e la Nea di Napoli, sono il "procedere di un viaggio nel tempo, a ritroso nella memoria oppure in una proiezione d’impossibile futuro, quasi un modo di esorcizzare la clessidra o l’orologio, facendo salti, proprio come vuole il desiderante e il narcisistico, che permette ad un bisogno radicale d’andare ‘oltre’, di avere ‘altro’" (Francesco Gallo Mazzeo)
Ruggero Passeri è nato e vive a Roma. Ha iniziato ad interessarsi di fotografia alla fine degli anni sessanta, come autodidatta. Ha esposto le sue prime opere nel 1983 alla Galleria Il Fotogramma di Roma, proseguendo nel corso degli anni con varie mostre personali. Nel 2008 ha presentato una sua serie di 40 ritratti di artisti e intellettuali italiani al Museo Comunale di Arte Moderna e dell’Informazione di Senigallia, che ha acquisito le immagini nella collezione del Museo, che vanta, tra l’altro, opere di Mario Giacomelli e dei fotografi senigalliesi del Gruppo Misa. Ha pubblicato foto e articoli su vari quotidiani, periodici e riviste specializzate. Dal 2009 collabora al progetto dell’Osservatorio della Fotografia della Provincia di Roma, di cui è responsabile del laboratorio di fotografia e stampa digitale. Viaggiatore appassionato, ha realizzato reportages fotografici in Arabia Saudita, in India e in Cina. Nel 2010 gli è stata conferita la Targa al Merito della Città di Senigallia per il suo lavoro sugli artisti italiani. Nel settembre 2011 ha presentato la sua raccolta “Kaputmundi” all’Istituto Italiano di Cultura a Vienna, e successivamente alla Società Dante Alighieri di Salisburgo. Nell’ottobre 2013 ha presentato alla Casa delle Letterature di Roma la raccolta “In cerca di Tommaso”, ispirata ai luoghi descritti da Pierpaolo Pasolini in “Una Vita Violenta”.

La Galleria Michelangelo di Fabio Cozzi ospita tredici artisti, dalla stessa Solveig Cogliani a Claudio Bissantini, da Antonio Tamburro a Luigi Doni, e ad oggi ha ospitato oltre trenta eventi legati al mondo dell’arte, curando nel contempo undici tra cataloghi e libri d’arte.