Davide Nido / Paul Renner – Quadrato Magico

Milano - 01/05/2015 : 31/05/2015

Il nostro interesse si rivolge all’introspezione, all’analisi di tali osservazioni e all’esperimento : è chiesto non il “cosa”, bensì il “come”, e il come deve poter agire in modo autonomo, illimitato e sovversivo.

Informazioni

  • Luogo: SPAZIO CUT
  • Indirizzo: Via Gaetano Sbodio 30/6, 20134 - Milano - Lombardia
  • Quando: dal 01/05/2015 - al 31/05/2015
  • Vernissage: 01/05/2015
  • Autori: Davide Nido, Paul Renner
  • Generi: arte contemporanea, inaugurazione, doppia personale

Comunicato stampa

Nell’estate del 1999 io e Davide Nido decidemmo di incontrarci
presso la Villa Maund, nel Bregenzerwald, Austria. Allora
lavoravo alla mostra contro corrente, per la Fondazione Morra di
Napoli. La mia idea ruotava intorno alla figura del principe di
San Severo Raimondo di Sangro, vissuto nel XVIII secolo a Napoli.
La sua figura intrigava sia me che Davide Nido a tal punto che
tra il 1999 e il 2000, eseguimmo dei lavori a quattro mani,
oltre ad alcuni schizzi e numerose idee, producemmo tre
opere di grande formato


Del 1999 è il quadro Fontana di Sansevero,
del 2000 il Quadrato Magico del Sator,
del 2002 la scultura Cristo Velato.
Nelle mostre contro corrente (2000) e The Hell Fire Touring Club
(2002), sempre presso la Fondazione Morra, insieme alle mie
opere esposi uno dei tre lavori fatti insieme a Davide Nido. In
contro corrente presentai La Fontana di San Severo; mentre in
The Hell Fire Touring Club, il Cristo Velato, una scultura
monumentale posta al centro di una stanza e circondata da
cibo destinato a essere mangiato dal pubblico, una vera e
propria performance culinaria.
I tre lavori non sono mai stati esposti insieme fino ad ora.
Nell’ottobre del 2014 Davide Nido è scomparso
prematuramente. Da allora sono entrato in contatto con la
sua cerchia di amici, tra cui Valentina Mutti, Dany Vescovi,
Federico Guida e altri. E’ stata proprio Valentina Mutti, con la
sua idea di creare lo spazio CUT, a permettermi di esporre
insieme le tre opere. Milano, oltre ad essere la città di Davide
Nido e il centro della sua attività artistica, è stata per me
sempre una città in cui ho pensato di poter soddisfare i miei
bisogni intellettuali e culinari in compagnia dei miei amici.
Per questa mostra nel mio archivio sono riuscito a trovare un
testo che descrive il nostro progetto avente il titolo “Quadrato
Magico”. Lo riporto qui di seguito.
Paul Renner 2015.
QUADRATO MAGICO
Siamo annoiati dalle attuali tendenze artistiche, dalle
avanguardie, dall‘accademismo, dai predicatori di realtà,
perché sappiamo, che nulla è reale. Il cittadino, il borghese e
il proletario, l’artista, il collezionista e il curatore d’arte, tutti
vanno sgretolandosi e sono diventati uno sfondo vuoto e
intercambiabile. Le loro intenzioni e le loro conoscenze sono
facilmente prevedibili. Da questa direzione noi non ci
aspettiamo più niente, poiché la percezione è talmente
corrotta, che un agire senza fine e illimitato apparentemente
non è più possibile. Il nostro interesse si rivolge all’introspezione,
all’analisi di tali osservazioni e all’esperimento : è chiesto non il “cosa”
,
bensì il “come”, e il come deve poter agire in modo autonomo, illimitato e
sovversivo.
Rendiamo omaggio ai metafisici, ribelli e solipsisti, agli oziosi
e ai dandy, ma soprattutto a una persona, il principe Don
Raimondo di Sansevero e alla città del suo operare, Napoli,
corrotta, violenta, sensuale, brutale e piena di patos.
Don Raimondo, inventore, alchimista, mistico, ribelle, un
pioniere di paradisi artificiali e di eccelse intelligenze, era un
dandy e un eccentrico di prima classe. È lo stesso se si tratta
di un mantello fatto di pelle di pesce, di una barca azionata
da cavalli, di apparecchi anatomici o sistemi di
comunicazione grafici - questa è la materia che ci interessa.
La Cappella di San Severo, da lui restaurata, è il luogo ideale dove
la percezione diventa esperimento tecnico. Nella
contemplazione della cappella ci viene in mente il salotto
progettato da Jean Floressas Des Esseintes in Controcorrente, e
decidiamo, in referenza a questi due luoghi, di creare una
camera di compressione.
La Cappella di Sansevero è una scultura totale, nella quale
tramite noi due lo spirito di Don Raimondo vive una
materializzazione permanente. Il nostro interesse si rifà alla
materia, alla morfologia e alla sequenza degli oggetti, oltre
che al risultato dell’azione sperimentale, si tratta di dotare
sul tavolo anatomico l’ombrello con pelle di pesce.
Cristo Velato, Fontana di Sansevero & Quadrato Magico (del Sator)
La corruzione dei sensi, la metafisica & la materializzazione
Queste tre opere dovrebbero essere disposte una dietro
l‘altra su di una linea.
Al centro della stanza è montato il Cristo Velato, su di un
tavolo ultradimensionale, come una scultura da mangiare.
Sulla parte anteriore della stanza, rivolto verso la testa del
Cristo velato, si trova il Quadrato Magico, e sul lato opposto
della stanza la Fontana di San Severo.
Il Cristo Velato costituisce il nucleo dell’installazione, la barca
che galleggia fatta di vesciche natatorie artificiali, colle, resti
di stoffa, polistirolo e cibi. La scultura ha un tale peso da
galleggiare sotto la superficie dell’acqua, ottenendo così
l’effetto di far credere, se si sale sulla barca, di camminare
sull’acqua, La scultura termina a forma di scala sul piano
della tavola. Il resto della tavola è completamente traboccante
di generi alimentari, come se vi fosse preparato un banchetto
per centinaia di persone. I cibi sono così strani, da non
riconoscere se siano commestibili o no. Focacce di acetosa
che sembrano sterco di vacca, teste d’animali dorate, cibi
decadenti di ogni genere. Qui si corrompono i sensi. Alla fine
del tavolo è montato il quadro della Fontana di San Severo. Lì
si versa la grappa.
L’Eau de vie scorre come acqua artificiale dal quadro, creata da
Davide, è distillata e trasformata in combustibile. In questo
luogo si stordiscono i sensi, e all‘altro lato della tavola, di
fronte alla testa del Cristo Velato, è posto il Quadrato Magico
Sator. È l’enigma, la distillazione inversa, dove da materia
astratta si rivela, come una ricetta di cucina, una guida
d‘azione, dove i sensi corrotti e storditi vivono la
materializzazione.
Davide Nido/Paul Renner 2002