Davide Monaldi / Lihi Turjeman – Da / a

Milano - 24/10/2019 : 24/11/2019

La Project Room di Ncontemporary raccoglie in questa occasione le opere di Lihi Turjeman e Davide Monaldi, artisti la cui provenienza, estetica, poetica e geografica appartiene a territori distanti tra loro, ma la cui cifra ruota sopra la facoltàdi transizione e trasposizione.

Informazioni

  • Luogo: NCONTEMPORARY
  • Indirizzo: Via Giovanni Lulli, 5, 20131 - Milano - Lombardia
  • Quando: dal 24/10/2019 - al 24/11/2019
  • Vernissage: 24/10/2019 ore 18.30
  • Autori: Davide Monaldi, Lihi Turjeman
  • Generi: arte contemporanea, doppia personale
  • Orari: su appuntamento

Comunicato stampa

a Project Room di Ncontemporary raccoglie in questa occasione le opere di Lihi Turjeman e Davide Monaldi, artisti la cui provenienza, estetica, poetica e geografica appartiene a territori distanti tra loro, ma la cui cifra ruota sopra la facoltàdi transizione e trasposizione.Lihi Turjeman, nell’elaborazione del suo lavoro, esegue operazioni fisiche su una tela distesa sul pavimento del suo studio torinese, ovvero addizioni di calce, gesso, tracce materiche, pieghe che imprimono tracce di sè e diventano immagine propria, proiezioneinteriore.Un’accumulazione lieve, quasi polverosa, che richiama luoghi altri, come i colori le facciate delle vecchie case della terra israeliana da cui proviene.E una volta agito il lavoro si leva, per prendere posto sul muro, invertendo la propria posizione, ma non il proprio senso, che lo spostamento anzi amplifica ed esemplifica.Davide Monaldi approccia la propria espressione artistica con una leggerezza che ha molto dello scherzo di certe corti della vecchia Europa, un divertissement raffinato che sottrae dall’uso quotidiano e solito un materiale/oggetto come la ceramica,per invertirne il senso, la struttura, collocandolo come non vorrebbe, dove il buon senso non vorrebbe, eseguendo un’operazione oggettivamente concettuale, idealmente scultorea. Rifinita con l’attribuzione di un’identità spiazzante per giocare il riguardante,che cercherà nelle terracotte dipinte a mano la traccia della carta da parati annunciata dal titolo, e viceversa.Ecco quindi spiegato cosa ha accorciato le distanze tra questi due artisti tanto da convogliarli nella stessa stanza: entrambi sono vettori, producono segni di addizione e sottrazione e ci trasportano Da/a; senza bisogno di altro.Federica Barletta