Index per Davide Dileo è il primo appuntamento di esordio di una nuova ricerca sperimentale che sarà in costante evoluzione nel tempo, con sede permanente in Via San Pio V 11, all’interno della Residenza Luoghi Comuni di San Salvario.

Informazioni

  • Luogo: DAVIDE DILEO
  • Indirizzo: Via San Pio V, 11h - Torino - Piemonte
  • Quando: dal 21/06/2021 - al 30/07/2021
  • Vernissage: 21/06/2021 solo su invito
  • Autori: Davide Dileo
  • Curatori: Francesca Canfora
  • Generi: arte contemporanea, performance – happening, inaugurazione, personale
  • Orari: Orari di apertura della galleria durante la mostra: giovedì e venerdì 15.00-19.00 o su appuntamento
  • Sito web: www.dechiricogalleriadarte.com
  • Telefono: +39 3464073376
  • Email: info@dechiricogalleriadarte.it

Comunicato stampa

Un concetto semplice: la musica è Arte.
Abbigliata di mille vestiti ma elemento insostituibile di esperienza.
Compagna di vita, scintilla di rivoluzioni,
strumento e colonna sonora per qualunque istante,
per tutto, perché tutto ha un suono.

Naturale esito di un percorso creativo trasversale ed eclettico, Davide Dileo compone ed elabora un articolato progetto inedito in cui la musica prende forma e corpo, travalicando gli ormai labili confini delle diverse discipline artistiche


Oltrepassando la soglia della dimensione eterea e immateriale a cui appartiene, la musica si sostanzia e si palesa in modo multiforme, ma sempre tangibile, come opera d’arte, unica e irripetibile.
Se l’infinita riproducibilità e la globale diffusione offerta dalla rete hanno avuto l’indubbio pregio di incrementarne la circolazione, per contro a risentirne è stata l’importanza attribuita alla composizione musicale in quanto creazione artistica, conseguenza di una fruizione sempre più superficiale, compulsiva e frenetica, che vive esclusivamente di like, swipe e download.
In direzione opposta e contraria a tale tendenza, ormai dogma della contemporaneità, l’intento è di operare un’inversione di marcia e un cambio di paradigma, mettendo in luce e riportando al centro «la complessità della musica come valore, in contrapposizione con la facilità dell’atto di ascoltare».
Le ricerche sperimentali di musica visiva, che interagiscono con linguaggio, gesto e immagine, hanno precedenti illustri risalenti al secolo scorso. I primi furono gli artisti delle avanguardie storiche a essere influenzati dalla componente musicale e sonora, introducendola nelle arti visive in varie modalità; in seguito fu il movimento Fluxus, e più nello specifico Giuseppe Chiari in Italia, a sdoganare e gettare in modo strutturato le basi di un’ibridazione tra i diversi ambiti artistici, portando il suono a diventare a tutti gli effetti un riconosciuto medium integrante dell’opera d’arte.
Proseguendo nell’ideale solco tracciato da queste sperimentazioni, l’intento è di mostrare e riaffermare come la scrittura di un brano o di un disco non sia un processo lineare ma un «percorso obliquo, ondi-vago e aggrovigliato» in cui convergono una pluralità e una sommatoria di molteplici «pensieri, immagini, odori, sogni e visioni».
Partiture originali e appositamente composte si legano così di volta in volta, in modo indissolubile, a fotografie, testi, video, congegni e sistemi tecnologici – desueti e dimenticati oppure di ultima generazione – per creare un caleidoscopico immaginario visivo e sonoro, sintesi perfetta di tutte le ispirazioni che concorrono all’atto creativo.
Davide Dileo intraprende un viaggio in cui prende per mano e accompagna il visitatore/ascoltatore attraverso la complessità del fare musica in modo altro: non solo da ascoltare, ma da vedere e da toccare, ogni sinfonia sublima in un’esperienza artistica unica e totale, da vivere in modalità sinestetica e multisensoriale.

La musica come arte e strumento, il suono come necessità e cura costituiscono il preludio del manifesto, che trova in Autoritratto, una piccola immagine in miniatura, la sintesi estrema di tutto il progetto.
Protagonista della foto è la cassa armonica dello strumento principe di Davide Dileo: un pianoforte a tre quarti, modificato con vari elementi - in gergo tecnico “preparato” - in modo da alterare timbri ed esiti sonori, e che include tra i vari oggetti inseriti tra le corde anche una polaroid, che ritrae la sua stessa mano.
La “preparazione” è una tecnica che nasce in tempi ormai lontani, circa settant’anni fa grazie a John Cage, e che sovverte le regole dell’armonia in nome di un metodo compositivo in grado di inglobare sonorità nuove e imprevedibili, lontane da quelle tradizionali.
La mano e il pianoforte così modificato, come la melodia irregolare che ne scaturisce, non sono solo mezzi utili a produrre arte o musica, ma i tratti essenziali e fondamentali in cui l’artista riconosce un perfetto e compiuto autoritratto.
Sempre in linea con la propensione alla sperimentazione e facendo convergere forme espressive differenti, proprio dall’utilizzo di questo strumento nascono le composizioni oggetto della serie Letters from Notes, in cui gli spartiti vengono “distillati” da due poesie di Ungaretti, Soldati e Allegria di Naufragi. «Le parole hanno un suono, quando le immaginiamo e le pronunciamo. Ma che suono hanno le pagine quando vengono suonate seguendo il filo di note che in ordine traccia la strada fino all’ultima parola della pagina?». Grazie al sistema di notazione inglese, che utilizza le prime 7 lettere dell’alfabeto, ogni testo scritto potenzialmente può racchiudere un tema e una melodia specifica, a cui solo un sapiente utilizzo di ritmo, pause e note riesce finalmente a dare voce.
La serie fotografica The Army nasce giocando ancora in modo sinestetico nel mescolare percezioni sensoriali differenti. L’insieme delle singole opere compone un’autobiografia eccentrica, concepita sotto forma di colonna sonora da guardare e generata da frammenti visivi tratti dalla sterminata collezione di vinili dell’artista, custode di una memoria personale e privata lunga una vita.
Ogni fotografia risulta essere una densa e composita stratigrafia non solo di linee e colori, ma di ricordi e ispirazioni, in cui è possibile ritrovare non solo alcuni indizi del background musicale di Davide Dileo ma il riverbero di una passione, più che di una professione, lunga più di un trentennio.

Index per Davide Dileo è il primo appuntamento di esordio di una nuova ricerca sperimentale che sarà in costante evoluzione nel tempo, con sede permanente in Via San Pio V 11, all’interno della Residenza Luoghi Comuni di San Salvario.
Lo spazio in cui prenderà vita progressivamente il progetto, a cura di Francesca Canfora, sarà per l’artista non solo galleria espositiva ma anche atelier, laboratorio aperto a collaborazioni e sperimentazioni e luogo di performance e workshop.
Periodicamente verranno proposte nuove opere, installazioni e allestimenti, all’insegna dell’ibridazione e della contaminazione tra le varie forme d’arte, mantenendo sempre come fulcro costante e perpetuo denominatore comune il suono e la musica.
Davide Dileo è rappresentato dalla galleria Raffaella De Chirico, con sede a Milano, in via Carlo Farini 2 e a Torino, in via Barbaroux 16.

BIO
Davide Dileo (Torino, 1974) è musicista e compositore, noto per far parte e aver fondato la band musicale dei Subsonica.
Oltre all’attività legata al mondo della musica e dello spettacolo, in qualità di produttore discografico, dj e presentatore televisivo e radiofonico, ha intrapreso nel tempo un percorso parallelo e allargato ai vari ambiti artistici. Tre sono i libri pubblicati: la raccolta di racconti brevi Dianablu, edita nel 2003 da Dalai, ha avuto come seguito nel 2005 il romanzo Un'ora e mezza (due edizioni e da cui verrà realizzato un film). Nel 2011 ha pubblicato per Einaudi Un buon posto per morire, scritto a quattro mani con Tullio Avoledo, che ha ricevuto il Premio Emilio Salgari come miglior romanzo d'avventura.
L’esordio come sceneggiatore e regista avviene con il documentario Surfin' Torino, in collaborazione con la regista Chiara Pacilli, prodotto da Rai Cinema, esperienza che si replica nel 2011, con l'uscita di Ho visto cose, nuovo documentario sulla Torino Magica di cui cura tutte le musiche originali, oltre a partecipare come interprete.
Nel 2019 ha tenuto la sua prima mostra personale alla Leica Galerie di Milano in cui ha presentato il progetto fotografico f/2.0.
A giugno 2021 ha collaborato con Danijel Žeželj, artista illustratore, animator e graphic designer, alla creazione di opere uniche NFT che uniscono arte e musica, in collaborazione con la piattaforma Genuino per il sito makersplace.

Raffaella De Chirico Arte Contemporanea
Torino: Via Barbaroux, 16 10122
Milano: Via Carlo Farini, 2 20154
www.dechiricogalleriadarte.com
[email protected]
+39 3928972581
IG: raffaelladechirico_arte
FB: Raffaella De Chirico Galleria D’Arte

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