Das Unheimliche

Corigliano Calabro - 01/12/2012 : 01/02/2013

La mostra si concentra sulle ricerche di tre giovani artisti che direttamente o meno si trovano ad interrogarsi sugli aspetti più reconditi dell’inconscio umano a partire dalle rivelazioni freudiane su quello che lui stesso definisce perturbante, ovvero una condizione in cui vengono meno le certezze mentre ciò che avvertiamo come familiare assume allo stesso tempo un aspetto poco rassicurante.

Informazioni

  • Luogo: LOFT GALLERY
  • Indirizzo: Via Margherita 47 - Corigliano Calabro - Calabria
  • Quando: dal 01/12/2012 - al 01/02/2013
  • Vernissage: 01/12/2012 ore 18
  • Curatori: Niccolò Bonechi
  • Generi: arte contemporanea, collettiva

Comunicato stampa

Das Unheimliche
Cristiano Carotti, Alessandro Pagani, Andreas Senoner
a cura di Niccolò Bonechi
1 Dicembre 2012 – 1 Febbraio 2013


Sabato 1 Dicembre alle ore 18 presso la Loft Gallery di Corigliano Calabro (CS) si inaugura la mostra “Das Unheimliche” a cura di Niccolò Bonechi con opere di Cristiano Carotti, Alessandro Pagani e Andreas Senoner


La mostra si concentra sulle ricerche di tre giovani artisti che direttamente o meno si trovano ad interrogarsi sugli aspetti più reconditi dell’inconscio umano a partire dalle rivelazioni freudiane su quello che lui stesso definisce perturbante, ovvero una condizione in cui vengono meno le certezze mentre ciò che avvertiamo come familiare assume allo stesso tempo un aspetto poco rassicurante. Si viene così a creare uno shock emotivo che si rafforza tramite le diverse metodologie di intervento di ogni singolo artista.
Il visionario Cristiano Carotti è solito “aggredire” il supporto sul quale intende operare con una varietà di tecniche ed una paradossale scelta di soggetti tanto da dar vita ad una innumerevole quantità di situazioni controverse e caotiche, intrappolate entro il perimetro di azione. Per questa mostra Carotti presenta una serie di nuovi lavori che sono stati suggeriti da una riflessione tanto ironica quanto drammaticamente inevitabile del concetto di straniamento: la romanica Venezia rivelata all’interno dell’opera “Waterloove (infinitely)” fa da sfondo a due anime perdute che lentamente si avviano verso l’oblio.
Alessandro Pagani utilizza il medium della pittura per analizzare diversi aspetti della società contemporanea a partire dal difficile confronto con il grande pittore fiammingo Van Dyck che ancora oggi viene celebrato per le qualità ritrattistiche. La tecnica del ritratto rimanda necessariamente alle implicazioni soggettive che la propria immagine riflessa o ri-prodotta può scaturire. E’ a questo punto che Pagani interviene sui volti rappresentati, quasi a voler celare ogni emozione nel tentativo baconiano di far trapelare la difficile condizione esistenziale dell’uomo. Da queste riflessioni l’artista invita ad interrogarsi prima sulle nostre radici primordiali, caratterizzate da un istinto animale innato, poi sul concetto di morte e della sua spettacolarizzazione.
Nelle opere di Andreas Senoner si percepisce fortemente la tradizione altoatesina della scultura lignea che negli ultimi anni ha trovato una connotazione contemporanea attraverso la ricerca di importanti artisti come, uno su tutti, Aron Demetz. Per questa mostra Senoner presenta una serie di nuovi lavori installati sia a terra sia a parete, che danno la dimensione della sua creatività, della qualità certosina del suo lavoro ed allo stesso tempo dell’intelligenza compositiva. Entra direttamente nel concept della mostra attraverso rappresentazioni di soggetti che si pongono in stretto contatto con lo sguardo dello spettatore che non può far altro che sentirsi smarrito di fronte ad un fanciullo ricoperto di piume nere o ad una ragazza in miniatura “pacificamente” costretta in una gabbia e dalla quale testa si erge un debole ramo.