Daria Baffetti / Valentina Cioni – Il vento delle foglie

Volterra - 01/04/2022 : 15/04/2022

doppia mostra personale, ed evento esperienziale, “Il vento delle foglie” di Daria Baffetti e Valentina Cioni.

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Comunicato stampa

“Era già su quella tavola, nel mio studio, ed era felice di dirmi tutto quello che non poté dire, quando si accorse che un attimo dopo non sarebbe stata più la stessa”.

Si spingono sul concetto di limite, fra l’essere e il non essere, sul passaggio fra soggetto e oggetto, umano e disumano, vuoto e poesia, fra espressionismo, arte visionaria, figurazione contemporanea, le artiste Daria Baffetti e Valentina Cioni, restituiscono la presenza gentile di protagoniste leggere come foglie, ma perturbanti come il vento, annullate dalle logiche violente di alienanti sistemi



Inaugura venerdì 1 aprile 2022 a Volterra (PI), ore 16.30, nello spazio di Ass. culturale “Volaria”, in via Lungo le Mura 5, la doppia mostra personale, ed evento esperienziale, “Il vento delle foglie”. Sulle note precipitanti di un brano che incalza nella solitudine, il primo contatto ravvicinato è con la Molly Bloom di Valentina Cioni, autrice della musica e dei quadri dall’inconfondibile stile dove l’espressionismo dai timbri underground si ricompone in morbide e acquoree volute organiche informali, fino “a partorire” la figura.

Sulla stessa scena, evocativi, atemporali, elegantissimi e minimali i dipinti di Daria Baffetti, dalle atmosfere visionarie proprie dei racconti dell’Est Europa, turneriana ritemperata nei vortici luminosi ambientali trasfigurati dall’infinitamente piccolo di figure drammaticamente solitarie.

Nella città d’arte e di millenaria storia, che ospitava anche il più grande villaggio-Ospedale Psichiatrico d’Italia, l’idea della mostra, e del suo messaggio di riflessione empatica nel “ritorno”, esordisce come una necessità irrefrenabile, dai racconti di “come venivano accolte le donne prima di essere internate”.



La femminilità negata si “manifesta” a Valentina Cioni, nell’immaginario immedesimativo di una fanciulla nuda e simbolicamente ferita al petto. ”E lei, mi si aggrappò al cuore e mi chiese di renderle il suo tempo”. L’artista la restituisce come una fata turchina con un punto sanguinante, che mostra anche con una mano diretta verso lo spettatore. Dai dolci occhi parlanti riemerge l’autentico e umano languore. È senza bocca, perché il racconto opposto del non-essere da cui esce per quell’attimo mistico-creativo, è rimandato al tormento congelato dello spazio costruito dai volumi di forme aliene, ma anche dalla retro-potenza di inferriate lineari e terribili.

Nella reciprocità fra l’artista e la creazione, il quadro si completa nel febbraio 2020, dopo “quindici giorni per quindici ore al giorno”.

Un impulso espressivo che esordisce in entrambe le autrici, seppur con esiti stilistici diversi, dalla connessione fra il segno ed il background più intimo dell’Io. Dal disegno reiterato in volute replicate su un attrattore solitario e portante in Daria Baffetti, alle direttrici altre della vita indagate da Valentina Cioni.

Un doppio tormento per un’arte incrociata che parla di giustizia esistenziale e di restituzioni necessarie. Misteriose le identità, sicuramente universali, che si delineano negli strappi sull’infinito, direttamente affacciati, travolti e ripiegati, sul mistero trasfigurante del tempo eterno di Daria, più apparentemente familiari le veneri negate di Valentina. La piccola “Amalia”, la classe di “Lucia”, che suona elegante sulla tastiera eterea di un cielo minore, e Molly Bloom (archetipo joyciano di attaccamento alla vita), che oggi evoca “il non ascolto”, il “non essere vista”.

Daria Baffetti, nata a Perm' in Russia il 24 gennaio 1999, vive attualmente a Siena, dove ha frequentato il Liceo Artistico Duccio di Buoninsegna di Siena, indirizzo di scultura, concludendo gli studi con la vittoria del Premio Duccio. Durante il quarto anno ha avuto modo di conoscere la tecnica base su cui realizza tutti i suoi progetti: dal disegno di ricerca allo sviluppo delle opere pittoriche

Valentina Cioni, nata a Oristano l’8 febbraio 1975, è residente a Volterra (PI). Diplomata alla Scuola d’arte di Volterra, nella sezione alabastro, è artista visiva, performativa e scenografa. Frequenta anche le Accademie di Perugia per la pittura, di Carrara per la scultura e di Urbino per la scenografia. Dal 1991 al 2014 partecipa agli allestimenti di importanti Festival della città e oltre confine.