Danilo Fiorucci – Extra Mundi

Firenze - 14/01/2012 : 04/02/2012

La mostra si osserva con occhi che perdono la percezione del tangibile per scrutare con sguardo depurato, la percezione sensibile che oggettiva il senso della visione stessa.” (S. Zampini)

Informazioni

Comunicato stampa

“Guardare dal di fuori ciò che ci appartiene attraverso il superamento del visibile, in una sorta di ricorsa in un altrove nel tempo e nello spazio, in cui la nostra percezione travalica i limiti dell’osservabile per descrivere uno stato di appartenenza la cui natura è invisibile. La pittura allora ne ritrae il moto dinamico, oltre l’idea stessa del ritratto e della riproduzione del reale.
Questo sguardo dal di fuori, riprendendo quanto affermava A

Boatto nell’omonimo saggio in riferimento alla possibilità di scrutare la terra dallo spazio, ci induce ora, con le opere di Danilo, ad indagare la forma impalpabile quasi eterea dello sguardo che interroga la sua natura, la composizione strutturata del pensiero attraverso la solennità di una pittura antica, come quella dell’olio e bitume che Danilo utilizza per le sue tele, in cui affiorano luci e tratti ad indicare percorsi.
La pittura è funzionale, dunque, non alla descrizione, secondo una consuetudine storica, ma alla narrazione di una condizione introspettiva, come sguardo lucido all’interno di sé stessi, secondo un procedere in cui la pittura stessa genera riflessioni.
La mostra si osserva con occhi che perdono la percezione del tangibile per scrutare con sguardo depurato, la percezione sensibile che oggettiva il senso della visione stessa.” (S. Zampini)