Danilo Bucchi / Patrizio Travagli

Roma - 26/05/2016 : 26/06/2016

Il Ponte Contemporanea è lieta di presentare le personali di Danilo Bucchi e Patrizio Travagli curate da Giuliano Matricardi.

Informazioni

Comunicato stampa

Il Ponte Contemporanea è lieta di presentare le personali di Danilo Bucchi e Patrizio Travagli curate da Giuliano Matricardi.

Lo spazio STRONGBOX ospiterà la personale di Danilo Bucchi dal titolo #danilobucchi #ilpontecontemporanea.

Danilo Bucchi nasce a Roma nel 1978. Nel 2007 la personale alla Contemporary Art Society introdurrà il suo lavoro a Pechino e lo collocherà in importanti collezioni internazionali

Nel 2011 fa il punto su oltre dieci anni di lavoro: la risposta in una personale presso Palazzo Collicola Arti Visive di Spoleto, a pochi mesi dalla precedente mostra presso il MLAC di Roma il quale gli dedicherà il libro “Danilo Bucchi-Signs. The black line” edito da Gangemi e parte della collana “Luxflux Proto-Type arte contemporanea.” Nello stesso anno presenterà la mostra “TEMA SACRO” a cura di Federica Fabbro e Roberto Martorelli presso il Museo del Risorgimento di Bologna. Nel 2015 esporrà le sue opere al MAA-Museo dell’altro e dell’altrove di Roma con la mostra “IL PAESE DEI BALOCCHI” a cura di Giorgio De Finis. Sempre nel 2015 realizza a Catania, all’interno di STREET ART SILOS un progetto di EMERGENZE FESTIVAL, una superficie monumentale di 30 metri su uno degli otto Silos siti nel porto della città.

“Per Bucchi la pittura è il campo delle apparizioni, il luogo in cui deflagrano forze ed energie necessariamente in collisione tra loro, tra astrazione e figurazione. Se nell'arte del passato il pittore usava la propria manualità al servizio di una visione unitaria del mondo nell'arte contemporanea, Bucchi opera per affermare la centralità del frammento. Una costellazione di dati interiori fa irruzione sul campo della visione, introducendo nell'immagine la forza emergente e discontinua del particolare. L'opera rappresenta una rotta di collisione tra libertà gestuale che domina la mano, al limite dell'automatismo e la descrizione di un paesaggio appena sospettato, a rappresentare l'incontro tra il caso e la disciplina pittorica.”
(Achille Bonito Oliva)

La Galleria 2 ospiterà un' installazione dell’artista Patrizio Travagli.

Patrizio Travagli nasce a Firenze nel 1972. Ha esposto in numerose gallerie, musei, fiere, spazi privati e pubblici internazionali tra cui: Chelsea Art Museum di New York, Austrian Museum of Applied Arts/Contemporary Arts MAK di Vienna, Center for Contemporary Art Ujazdowski Castle a Varsavia, e Museum of Architecture MUAR di Mosca. In Italia sono molti i musei che hanno ospitato le sue opere: la Sinagoga e il Museo ebraico, il Forte Belvedere, il Museo di Storia Naturale La Specola, la Stazione Leopolda e il MUDI – Istituto degli Innocenti a Firenze, il Palazzo Ducale di Urbino, il Palazzo degli Affari di Torino e il Castello Sforzesco di Milano. Ha partecipato a numerose biennali, tra cui la Biennale di Architettura a Venezia, la Biennale di Parigi, la Biennale del Cairo e due edizioni della Biennale di Venezia.

Nell’opera in mostra “Specchio, specchio delle mie Brane” l’artista riflette sul concetto di reciprocità dell’esser visto. Il riflesso diventa antinomia: l’Altro e lo Stesso, il Tutto e il Nulla, l’Identità e la Differenza. La superficie dello specchio è l’orizzonte degli eventi che permette che ciò accada; allo stesso tempo separa e unisce due mondi con il potere fascinatorio dell’illusione.
Nella ricerca Specchio, specchio delle mie Brane, l'effetto specchiante della superficie viene meno nell'atto di avvicinarsi alla superficie riflettente, cioè nell'atto di entrare come protagonista nella memoria temporanea dello specchio. Lo spazio della memoria si trasforma in un luogo “altro” dove cambiano le regole spaziali e dove non c'è posto per l'Io. Nell’esprimere l’illusorietà della conoscenza, lo specchio manifesta la conoscenza dell’illusione.
In “Display”, vengono recuperati mobili studiati per mettere in mostra oggetti. Amplificando le possibilità percettive con una integrazione luminosa, si aprono nuovi punti di vista sull'oggetto mostrato e sul suo dialogo con un mondo che segue regole diverse.
Nella contemporaneità di prospettive l'oggetto cambia stato rimettendo in discussione la propria forma, materia e contenuto.

Le Gallerie 1 e 3 per Il Ponte Chu Contemporanea ospitano opere di artisti cinesi:
Liu Dahai, Zhan Rui e Zhang Zhan.