Danilo Ambrosino / Kubach & Kropp – Sensazioni di luce

Bologna - 12/09/2015 : 16/10/2015

Una mostra personale di Danilo Ambrosino e della coppia Kubach & Kropp a cura di Valerio Dehò.

Informazioni

Comunicato stampa

Sabato 12 settembre alle ore 18.00, s’inaugura, presso la Galleria Stefano Forni di Bologna SENSAZIONI DI LUCE, una mostra personale di Danilo Ambrosino e della coppia Kubach & Kropp a cura di Valerio Dehò.

Una doppia personale di artisti che lavorano con linguaggi molto differenti dalla pittura alla scultura, ha come comune denominatore la luce, la sua progressiva apparizione, le sue infinite variazioni.
Danilo Ambrosino fa apparire dei corpi, delle forme organiche dalla densità dello smalto nero che si stende sulla superficie dell’alluminio come un magma

L’artista rivela una realtà ulteriore dietro la superficie attraverso la densità pittorica, riesce a comunicare il concetto di una superficie da rompere, rivela il percorso del corpo per diventare luce, spazio, movimento, vita. I suoi tentativi incessanti di sperimentare colori e materiali, l’hanno condotto a riconsiderare la figurazione, ma sempre sotto il rigido controllo non solo della mano quanto della materia formante. Lo smalto diventa superficie e supporto esso stesso, accentua la memoria della pittura esistenzialista sostenuta da un critico come Giovanni Testori, ma rivisitato alla luce, sempre scura, della levigatezza della pittura Pop che comunque ha modificato la sensibilità contemporanea. Il nero dello sfondo è protagonista pari alle forme e alla vita che lentamente appare. Nei lavori più recenti il nero lucidato da un effetto a specchio che non solo rende perfettamente lucida la superficie, ma riflette l’immagine dello spettatore che si trova coinvolto percettivamente nell’opera.
La coppia di artisti tedeschi Kubach & Kropp taglia i marmi i graniti con macchine di precisione secondo forme e geometrie da loro ideate. Gli stessi materiali prodotti dai tagli vengo riassemblati in altre opere che costituiscono una sorta di negativo delle precedenti. In entrambi i casi sia con il vuoto che con il pieno, la luce da singolarità alle opere, la loro percezione cambia a seconda degli angoli di visuale e di incidenza della luce, della sorgente luminosa e del tipo di luce stessa. Un’operazione che mette insieme una concezione della scultura classica in cui però il “togliere” michelangiolesco, diventa anche una operazione molto contemporanea di recupero degli scarti e di un loro riutilizzo artistico. Kubach & Kropp operano su di una concezione astratta della scultura usando la tecnologia come fa Tony Cragg, ma privilegiando forme più geometriche, lontano da neo barocco dell’artista inglese. L’idea di scavare la materia scultorea fa esaltare le proprietà visive e tattili del marmo o della pietra, mette in luce la bellezza insita nella loro struttura. In questo si avverte anche un richiamo a delle forme organiche, ma alla ricerca si accompagna alla modularità dei componenti di recupero che spesso sono degli elementi cilindrici che si sommano e si compongono in forma scalare, proprio per recepire maggiormente le variazioni di luce.