Daniela Porro – Prendimi per Mano

Padova - 22/03/2014 : 27/04/2014

Mostra personale. In collaborazione con l’ Archivio Monografico dell’Arte Italiana.

Informazioni

Comunicato stampa

“Le sue tele, della cui unità tematica si è detto, è quasi d'obbligo assegnarle al tronco robusto dell'impressionismo dal quale, come sappiamo, si diramarono molte tendenze dell'arte moderna. Ma sulla matrice impressionista dei ritratti della Porro non dobbiamo equivocare, come fosse soltanto un lascito del passato

Il riferimento va inteso piuttosto tenendo presenti i significati che Emile Zola aveva assegnato sul nascere all'école impressioniste: superamento del naturalismo con il gioco incrociato degli effetti della luce con lo sguardo del pittore, rapporto forma colore come elemento costitutivo della raffigurazione, interpretazione dal vero tramite procedure di stilizzazione dei segni e via dicendo. In questo senso, più che a Monet, Pissarro, Manet o Renoir, portati al paesaggio o a rappresentazioni en plein air, la pittura di Daniela Porro rinvia semmai a Degas per la predilezione degli interni, di figure femminili sorprese nella quotidianità del vivere o delle danzatrici, non tanto idealizzate o sensualmente evocate quanto colte nella spontaneità di un atteggiamento e nella loro confidente intimità.

Indicato questo più specifico riferimento a Degas, è giusto però sottolineare anche quel quid di femminilità che in maniera originale e inconfondibile traspare dai ritratti raccolti su queste pareti; e qui è d'uopo ricordare il fascino che nel periodo della sua formazione ha esercitato sulla Porro un'altra artista del tardo Ottocento francese, Camille Claudel. Per comprendere le affinità elettive che le uniscono, si pensi a una delle opere più celebrate della Claudel, La Valse (intorno alla quale Octave Mirbeau scrisse una bella pagina quando fu esposta al Salone di Parigi nel 1893), e la si confronti con i ritratti della Porro direttamente ispirati alla danza, o in cui i giovani corpi di donna sono sul punto di realizzarsi nella grazia di un qualche aereo movimento: si capirà come ilbronzo nell'una e la pittura nell'altra anelino alla stessa leggerezza della materia trasfigurata dall'arte. ” Ugo Ronfani