Daniel Libeskind – Sonnets in Babylon

Venezia - 06/06/2014 : 23/11/2014

Biennale Architettura 2014: Studenti Iuav protagonisti del Padiglione Venezia con Daniel Libeskind. Il racconto dei futuri architetti. 100 fotografie degli studenti Iuav saranno esposte in una sala laterale del padiglione, in dialogo con i disegni di Daniel Libeskind.

Informazioni

Comunicato stampa

Biennale Architettura 2014:
Studenti Iuav protagonisti del Padiglione Venezia con Daniel Libeskind.
Il racconto dei futuri architetti

“Sonnets in Babylon”
di Daniel Libeskind
alla 14.a mostra internazionale di Architettura La Biennale

inaugurazione:
6 giugno 2014, ore 16.30
Padiglione Venezia,
giardini della Biennale

“Se non ti aspetti l’inaspettato, non lo troverai; è difficile da ricercare e complesso”.
Con queste parole di Erodoto si apriva l’invito che Daniel Libeskind ha rivolto agli studenti dell’Università Iuav di Venezia, d’intesa con il curatore prof

Renzo Dubbini, chiamandoli a partecipare alla realizzazione dell’installazione “Sonnets in Babylon” da lui ideata per il Padiglione Venezia in occasione della prossima Biennale di Architettura.
Per il suo appassionante progetto, Libeskind ha voluto creare un ponte con Venezia e con le giovani generazioni,​

​ ​invitando gli studenti di architettura a scegliere uno dei disegni della serie “Sonnets in Babylon”, ispirata ai sonetti di Shakespeare, e a camminare per Venezia cercando corrispondenze inaspettate tra il disegno e la realtà dello spazio fisico. Alla scoperta soprattutto di equivalenze poetiche, per realizzare una sorta di “opera architettonica in forma di sonetto fotografico” che richiamerà i temi sollevati dal Padiglione: Venezia, l’anima, i sogni, la realtà.
100 fotografie degli studenti Iuav saranno esposte in una sala laterale del padiglione, in dialogo con i disegni di Daniel Libeskind. Non è una Venezia da cartolina, quella che emerge dal lavoro degli studenti: ognuno di loro ha cercato di ritrovare nella realtà emozioni e sensazioni facendosi guidare dai disegni e dunque, indirettamente, dalla poesia che li ha ispirati.

“È stata un’esperienza incredibile – racconta Marcin Dabrowski, uno dei 27 studenti selezionati – , Libeskind è uno dei motivi per cui ho scelto di studiare architettura ed è una fonte di ispirazione costante per me. Lavorare per lui e poi esporre in Biennale, ancora da studente, è stato il massimo a cui io potessi aspirare. Il nostro lavoro lo ha entusiasmato. Non sono solo fotografie, per noi è molto di più. È stato imparare a vedere Venezia con sguardi nuovi e sempre diversi”.

“Questa esperienza mi ha aperto un mondo – racconta Valentina Lovisetto -: scoprire che anche un grande studio, come quello di Libeskind, non lavora solo con la tecnica, ma soprattutto con la creatività e l’immaginazione, è stato illuminante. Non avrei immaginato che in certi ambienti si potesse lavorare così liberamente. Così non ci siamo posti limiti neppure nel nostro lavoro. E gli elementi apparentemente più marginali della nostra fantasia si sono rivelati i più importanti.”

“Abbiamo seguito gli studenti fin dall’inizio – spiega l’architetto Luca Guido, che ha curato il coordinamento tra Iuav e lo studio milanese di Libeskind, – preparandoli con seminari intensivi e seguendo gli incontri con Lev Libeskind. Il Padiglione Venezia sarà in rapporto dialettico con i “fundamentals” che ispirano la Biennale di Koolhaas: si tratta, per Libeskind, dei “fondamentali” immateriali, all’origine del pensiero e della creatività. Molta della sua produzione è un lavoro sull’uomo, che include tutte le arti. Poesia, musica, fotografia…”

“Grazie al coinvolgimento degli studenti di questa bellissima Scuola di Architettura” – ha dichiarato Daniel Libeskind – abbiamo creato un legame, un collegamento con la città. Chi studia a Venezia è diventato partecipe del padiglione e potrà rispondere alle domande della città”.

http://www.iuav.it/Ateneo-cal/2014/Gli-studen/index.htm