Dall’archeologia della Sapienza riparte il dialogo nel Mediterraneo

Roma - 18/03/2015 : 19/03/2015

Le collezioni tratte dai principali scavi nella regione del Vicino Oriente esposte insieme per la prima volta nelle sale museali del palazzo del Rettorato. Negli spazi rinnovati anche il Museo Laboratorio di Arte Contemporanea e l’Info-Point del Polo museale.

Informazioni

Comunicato stampa

Dall’archeologia della Sapienza riparte il dialogo nel Mediterraneo
Le collezioni tratte dai principali scavi nella regione del Vicino Oriente esposte insieme per la prima volta nelle sale museali del palazzo del Rettorato

Negli spazi rinnovati anche il Museo Laboratorio di Arte Contemporanea e l’Info-Point del Polo museale

Mercoledì 18 marzo 2015
ore 11.30 – PREVIEW PER LA STAMPA
Museo del Vicino Oriente, Egitto e Mediterraneo; Museo Laboratorio di Arte contemporanea
palazzo del Rettorato
piazzale Aldo Moro 5, Roma

Giovedì 19 marzo 2015
ore 10.30 - cerimonia ufficiale di inaugurazione alla presenza di autorità italiane e straniere
ore 17.00 - apertura al pubblico


Mercoledì 18 marzo alle ore 11.30 l’archeologo Lorenzo Nigro, direttore del Museo del Vicino Oriente, Egitto e Mediterraneo, condurrà una visita guidata a favore dei giornalisti per illustrare i reperti esposti per la prima volta nei locali rinnovati del palazzo del Rettorato. Seguirà un aperitivo nel foyer antistante il Museo Laboratorio di Arte Contemporanea diretto da Giuseppe Di Giacomo, che propone in questi giorni la mostra “Il Mattone: 6 Outsider”.

Nelle nuove sale museali del Rettorato sono ospitati reperti dai principali luoghi di scavo in cui gli archeologi della Sapienza sono stati negli ultimi 60 anni: una vetrina per ogni Paese, ma un linguaggio comune per i circa 4.000 pezzi, tra piccoli e grandi, che restituiscono il formarsi della nostra civiltà. Per la prima volta insieme reperti dall’Iran, l’Iraq, la Turchia, la Siria, la Palestina, la Giordania e l’Egitto. Ma anche Sudan settentrionale, dalla Tunisia, dall’Algeria, dal Marocco, per arrivare a Malta e Cipro, cui si devono aggiungere la Sicilia e la Sardegna.