Dalla partecipazione all’ambiente come sociale attraverso i documenti dell’Archivio Enrico Crispolti
Una mostra che ricostruisce le fasi, i processi, le sperimentazioni che, dagli anni Settanta al Duemila, hanno costituito le principali tappe teoriche del percorso critico di Enrico Crispolti sull’arte nello spazio urbano.
Comunicato stampa
In occasione della Notte degli Archivi – Archivissima 2026, il 5 giugno, l’Archivio Crispolti APS ha
inaugurato – nella propria sede – la mostra Dalla partecipazione all’ambiente come sociale attraverso
i documenti dell’Archivio Enrico Crispolti a cura di Anna Mazzanti, realizzata con il sostegno
della Regione Lazio nell’ambito dell’Avviso pubblico finalizzato all'assegnazione di contributi per i
Servizi Culturali 2025 e con il patrocinio del Politecnico di Milano.
Visitabile fino al 5 settembre 2026, la mostra vuole evidenziare, per l’attualità dei temi trattati e il
nesso funzionale che li unisce, due modi di fare arte nello spazio urbano, già a suo tempo segnalati
da Crispolti nei primi anni Settanta. Il primo di questi riguarda la rilevanza strategica offerta dalla
modalità partecipativa e d’animazione dell’intervento estetico sul territorio, inteso come momento
di coinvolgimento empatico e di avvicinamento dell’arte a un pubblico variegato. Il secondo, invece,
riguarda il metodo con il quale intervenire proficuamente nella qualificazione dell’ambiente urbano
attraverso la presenza di opere d’arte permanenti, condivise con i cittadini e, pertanto, da loro stessi
tutelate e valorizzate. Crispolti inizia a elaborare questi contenuti attraverso pubblicazioni ed
esposizioni a livello nazionale che, tuttora, a distanza di oltre cinquant’anni generano interesse e
dibattito. Quindi una volta nominato Commissario del Padiglione Italia alla Biennale di Venezia del
1976, ne propone, per la prima volta anche a livello internazionale, una sintesi teorica, trasformando
il tema Ambiente, indicato dalla Biennale, in Ambiente come sociale, ovvero come «contesto umano»,
come «luogo d’intervento non gerarchico», dove l’opera d’arte costituisce una «presenza attiva nel
processo di sviluppo identitario del territorio» e ne conserva la memoria.
La mostra, mediante lo spoglio e la selezione di fonti archivistiche (appunti, corrispondenze,
fotografie, libri, contributi audio e video), molte delle quali inedite, ricostruisce per la prima volta con
attenzione storica e filologica le fasi, i processi, le sperimentazioni che, dagli anni Settanta al Duemila,
costituiscono le principali tappe teoriche del percorso critico di Crispolti sull’arte nello spazio urbano:
da Volterra ‘73 alla Biennale di Venezia del ‘76; da Campo del Sole (1985-1986-1989) al Concorso di
idee per Piazza Augusto Imperatore (2001), passando per Operazione Arcevia comunità esistenziale
(1972, 1975), la Casa del Popolo di Ponticelli (1974-1975) e il Processo partecipato della Cooperativa
Alzaia (1976-1980).
Associazione Archivio Enrico Crispolti Arte Contemporanea APS Via Livenza, 2 - 00198 Roma Italia
[email protected] [email protected] www.archiviocrispolti.it
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APS
In ciascuna di queste manifestazioni artistiche, si conferma come il centro dell’attenzione critica abbia
sempre, per Crispolti, riguardato la crisi della città, la perdita di dimensione umana e le contraddizioni
della metropoli. In questo senso l’Archivio intende presentarsi come soggetto agente, intenzionato a
dialogare a più livelli con la società, il territorio e le amministrazioni.
L’esposizione dei documenti è accompagnata da contenuti multimediali e da un podcast sull’Arte nello
spazio urbano che accompagnano il pubblico nella comprensione dei temi trattati.