Dacosanascecosa

Genova - 21/04/2012 : 21/04/2012

Secondo della serie di tavoli di lavoro aperti rivolti ad artisti, architetti, curatori, critici ed operatori del contemporaneo ospitato dal Museo D’Arte Contemporanea Villa Croce all’interno delle iniziative legate al progetto cartabianca, che con scadenza mensile propone una mostra dedicata alla scena artistica delle principali città italiane.

Informazioni

Comunicato stampa

DACOSANASCECOSA _2 contemporanea villa croce
è il secondo della serie di tavoli di lavoro aperti rivolti ad artisti, architetti, curatori, critici ed operatori del contemporaneo ospitato dal Museo D’Arte Contemporanea Villa Croce all’interno delle iniziative legate al progetto cartabianca, che con scadenza mensile propone una mostra dedicata alla scena artistica delle principali città italiane



In questo secondo appuntamento saranno presentati parte dei progetti per le residenze d’artista sviluppatesi dall’interazione con le precedenti mostre dedicate a Bologna e Milano:

Fuori T’Oracolo, di Antonello Grezzi

E tu gliel’hai lasciato fare, di Emanuele Serafini




Fuori T’Oracolo

Progetto per residenza a Genova
per cartabianca, a cura di Silvia Cini in collaborazione con Francesca Serrati
Villa Croce, Museo di Arte Contemporanea di Genova

Concept

E’ un problema mai risolto, un viaggio mai concluso. Nella stessa maniera nell’antica Grecia si cercavano risposte e quando non si trovavano o quando si aveva proprio una domanda importante da non fidarsi di se stessi, si partiva da dovunque si fosse, attraverso montagne, sfidando la siccità, per arrivare a Delfi dove un Oracolo avrebbe dato una risposta che non risolveva affatto i dubbi.

La volontà è soprattutto quella di far riflettere la gente su quello che fa nel quotidiano.
In ogni momento compiamo delle azioni ed ogni azione è una scelta, ogni scelta ha un significato e delle conseguenze.


Svolgimento

In T’Oracolo ogni visitatore trova un foglietto sul quale viene invitato a scrivere la sua domanda.
La sua risposta sarà lì, tra i vari foglietti, la sceglierà e sostituirà il foglietto con quello sul quale ha scritto la domanda, così che sarà poi la risposta per qualcun altro.

Esposizioni

T'Oracolo è un progetto che continua nel tempo e nello spazio, mappando diversi luoghi, persone e domande.

E’ stato presentato in occasione di:
Camminart Bergamo,, 2010
Festival dell'Arte, Trento, 2011
Villa Croce, Genova, 2012
Sarajevska Zima, Sarajevo, 2012

Per ogni città e ogni situazione T’Oracolo cambia forma adattandosi al luogo e si costruisce di materiali trovati.

Residenza a Genova

Quando T’Oracolo è stato presentato in occasione di cartabianca_bologna l’intento era quello di far entrare le persone al museo, metterle in relazione con lo spazio e dare vita ad un lavoro che coinvolgesse chi il museo lo vive come lavoratore, chi lo frequenta dall’esterno senza conoscerne la funzione, chi lo evita, chi non lo conosce. Per dare al museo e all'arte l'importanza che merita, un'aura quasi religiosa con il potere di aiutare le persone a trovare risposte o, per meglio dire, per farsi domande.
Durante quei giorni abbiamo conosciuto persone stupende sia dentro che fuori e abbiamo visto il museo stesso, un palazzo che potrebbe essere meraviglioso in un luogo che è già fantastico.
La possibilità di una residenza a Genova rende possibile una seconda fase del progetto, nella quale il museo esce dalla sua costruzione e va incontro alla città.
Continua lungo le strade che portano al centro e magari va oltre, nei paesi limitrofi, in altri luoghi della regione che vivono un momento ben preciso, nei cantieri navali, nelle scuole nelle aziende, negli uffici, in tutti i luoghi in cui riusciremo ad andare a chiedere una domanda e a portare il museo ai cittadini perchè il museo è loro.

Domande

T’Oracolo s’era costruito e ha potuto iniziare grazie alle domande che i custodi, i curatori, i tecnici, gli artisti che hanno popolato il museo prima dell’inaugurazione hanno voluto regalare senza avere una risposta in cambio. Poi è potuto partire e andare incontro a quello scambio continuo che offriva l’installazione.
Le domande raccolte al museo sono il punto di partenza per far iniziare l’interazione nella strada.
La maggior parte di esse finirà nelle tasche delle persone, nelle loro case, questi foglietti si disperderanno nella città e a noi rimarremo con l’esatto numero con cui avevamo iniziato, ma sapendo che ognuno si è potuto chiamare artefice, fruitore e collezionista.

E tu glel’hai lasciato fare di Emanuele Serafini
Progetto per residenza a Genova
per cartabianca, a cura di Silvia Cini in collaborazione con Francesca Serrati
Villa Croce, Museo di Arte Contemporanea di Genova

L'auto è il più interessante baluardo della proprietà privata del XX secolo, spazio privato immerso in uno spazio pubblico.
Ognuno di noi, crescendo, ha imparato a riconoscere il valore, le possibilità, lo status che l'automobile genera e rappresenta quotidianamente. Il prendersi cura dell'oggetto è utile e necessario per poter soddisfare i propri bisogni sia fisici che mentali. Sempre la cura della nostra automobile ci permette di renderla un'estensione di noi stessi, un'estensione della nostra proprietà e del nostro spazio privato.
La personificazione di se stessi nell'auto che si possiede è da sempre l'apoteosi dell'illusione della proprietà privata, pensare che questa proprietà possa essere violata da estranei è incredibilmente fastidioso e di difficile concezione.
Su queste basi mi sono posto una domanda: “Se vi chiedessi di rigarmi l'automobile, la mia automobile, in quanto privato cittadino nel pieno delle mie facoltà di intendere e di volere, quanti lo farebbero?”.
Il risultato è stata “Speech about crysis” (Speech about crisis, Ottobre 2011), l'azione che è stata realizzata sulla mia automobile, una Dacia Logan del 2008.
Una richiesta semplice, tesa allo stravolgimento di una consuetudine radicata nelle nostre vite, l'intoccabilità di un bene privato, che rappresenta il nostro status nella società.
Speech about crysis, (speech about crisis) è nata da uno sfregio e dalle potenzialità che un atto del genere porta con se. Ho messo a disposizione la mia automobile in un happening a Bologna, chi vi ha partecipato si è trovato davanti auto, chiavi, e la richiesta di compiere uno sfregio sull'auto. Nei mesi a seguire l'auto è stata usata quotidianamente per gli spostamenti, generando ogni volta reazioni differenti con le persone col quale entrava in contatto.

“la società occidentale è sull'orlo del collasso, non per il crimine, la violenza, la follia, - come molti possono credere – ma bensì per il suo tirarsi indietro. Ritirata dall'intero sistema di valori ed obblighi che è storicamente stato alla base del pubblico, della comunità e della vita familiare.”
Pawley M.
Speech about crysis è stata successivamente segnalata da Roberto Daolio ed inserita nella mostra collettiva cartabianca_bologna curata da Silvia Cini presso il Museo d'Arte Contemporanea di Villa Croce a Genova. Nel confronto che si è generato in maniera spontanea i giorni precedenti l'inaugurazione e vista la possibilità che si è aperta di poter lavorare sul territorio ligure è nata l'idea che ha portato a realizzare questo progetto.
“e tu gliel'hai lasciato fare”
(pubblica amministrazione + auto blu + chiavi + cittadini)
“..e se un giorno ci fosse la possibilità per chiunque di graffiare liberamente un'auto blu?”
Cosa succederebbe davanti ad una possibilità del genere? L'auto blu è un oggetto, si può vedere, si può toccare, è il simbolo del privilegio di chi ricopre una carica importante nell'amministrazione pubblica, ed è un'auto di rappresentanza e in quanto tale, rappresenta lo Stato, ci rappresenta. Poter avere un'auto di rappresentanza a disposizione del cittadino, che può graffiarla liberamente, è una concessione politica alla cittadinanza, è mettere in gioco il privilegio politico, un'esporsi ad un'apertura nei confronti dell'elettore. Dalla parte opposta, invece, c'è il cittadino qualunque, che si trova a subito dinanzi ad una possibilità imprevista di rivalsa sulla politica, ma che deve fare i conti con quello che è il simbolo che ricopre l'auto messa a disposizione. Un'automobile usata da politici che ha votato, ai quali ha affidato la rappresentanza del suo pensiero, come ho detto prima, un'auto che in primis rappresenta il cittadino.
“e tu gliel'hai lasciato fare” è un’azione di condivisione sociale, effimera, totalmente legata al gesto che è graffiare un'auto blu della pubblica amministrazione.
E' un'azione sul confine della proprietà privata, in quanto l'ente che possiede l'auto è appunto un'entità costituita da più persone, nella quale viviamo tutti giorni, è un'azione nella quale il concetto di possesso personale viene meno, un'azione dove il sentimento di possesso collettivo avrà una possibilità di essere esercitato.

Iter
1. L'amministrazione pubblica provvede a mettere a disposizione un'auto blu del
suo parco auto per tutta la durata dell'azione.
2. L'auto blu potrà essere graffiata sulle sue parti in metallo della carrozzeria senza
l'applicazione di censure riguardo i contenuti.
3. L'auto blu potrà essere graffiata esclusivamente con chiavi.
4. L'amministrazione pubblica provvederà al mantenimento e al reintegro dell'auto
dopo l'azione, nel suo parco auto, alla sua riverniciatura o protezione, nonché si
impegnerà ad usarla quotidianamente.

cartabianca è un progetto di Silvia Cini
in collaborazione con Francesca Serrati