Cultura+Libertà=Legalità

Torino - 24/11/2011 : 18/12/2011

“Parlate della mafia. Parlatene alla radio, in televisione, sui giornali. Però parlatene” dal monito di Paolo Borsellino, prende vita quest’esposizione d’arte, partendo all’inconsueto da Nord a Sud d’Italia con lo scopo di parlare delle “mafie”.

Informazioni

  • Luogo: MUSEO REGIONALE DI SCIENZE NATURALI
  • Indirizzo: Via Giovanni Giolitti 36 - Torino - Piemonte
  • Quando: dal 24/11/2011 - al 18/12/2011
  • Vernissage: 24/11/2011 ore 17
  • Curatori: Roberta Di Chiara
  • Generi: arte contemporanea, collettiva
  • Orari: tutti i giorni: 10 – 19 Chiuso il martedì
  • Biglietti: € 5,00 intero - € 2,50 ridotto
  • Email: Museo.mrsn@regione.piemonte.it
  • Patrocini: patrocinio del Dipartimento della Pubblica Sicurezza - Polizia di Stato, della Regione Piemonte, Regione Sicilia, Provincia di Torino, Città di Torino, Comitato Italia 150 , dell’Accademia Albertina delle Belle Arti di Torino.

Comunicato stampa

Il Museo Regionale di Scienze Naturali presenta, a partire dal 25 novembre 2011, la mostra “Cultura+Libertà=Legalità, l’arte contro le mafie”.
“Parlate della mafia. Parlatene alla radio, in televisione, sui giornali. Però parlatene” dal monito di Paolo Borsellino, prende vita quest’esposizione d’arte, partendo all’inconsueto da Nord a Sud d’Italia con lo scopo di parlare delle “mafie”


La mostra, ideata da Arte INdivisa, un’associazione nata dalla volontà di un gruppo di artisti appartenenti al Dipartimento del Pubblica Sicurezza, con l’obiettivo di creare attraverso l’arte una mediazione tra realtà sociale e Istituzione Polizia di Stato, parte non a caso dal Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino, prima capitale nel 150° anniversario dell’Unità d’Italia. L’esposizione approderà nel gennaio 2012, in occasione del ventennale delle “stragi di Capaci e Via d’Amelio”, al Museo della Mafia di Salemi, riprodotto nel Padiglione Italia della 54° Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia.
Una mostra che narra storie, che insegna attraverso le emozioni, ricollegandosi al passato, con lo scopo di mantenere viva la memoria, cercando di comprendere la catena di cause ed effetti, le trasformazioni e la continuità della storia e del tempo: la cultura quale strumento di libertà, che “aiuti a non abbassare la testa”…

Per questo scopo, si sceglie il linguaggio dell’arte, immediato e profondo, che mette a confronto prospettive diverse. Da un lato le opere realizzate da un gruppo di artisti-poliziotti Claudio Lia, Antonio Scarpelli (pittura), Giulio Cardona, Maurizio Geraci (fotografia), Angelo Langè (writer/performer), Giorgio Bisanti (scultura), con la visione di chi vive ogni giorno la dimensione sociale indossando un’uniforme.

Dall’altro, artisti del panorama italiano, Angelo Barile, Marica Fasoli, Riccardo Mannelli, Silvio Porzionato, Davide Puma, Paolo Troilo (pittura), Gianni Busso, Dario Tironi – Koji Yoshida (scultura), Francesco Cito, Giovanni Presutti (fotografia), Filippo Maria Selvaggio (video-installazione), che riflettono il punto di vista della “società civile”.


Una simbiosi di pittura, scultura, fotografia, installazioni, performance artistiche, che fanno sì che la cultura diventi vettore di quei significati su cui poggia il principio di legalità, che si manifesta come strumento di libertà attuale e futura.

“La formula scelta da Roberta Di Chiara, poliziotta e curatrice del progetto” racconta il Prefetto Giuseppe Maddalena, Dipartimento della Pubblica di Sicurezza, sostenitore del progetto “sta ancora una volta a testimoniare l’impegno professionale e civile degli appartenenti alla Polizia di Stato che nella duplice veste di poliziotti ed artisti “scortano” una mostra ricca di valori e di idealità, da proteggere, custodire, per restituirli ai nostri figli, simbolo di un ponte fra un recente tragico passato, ma che sembra lontano, ed un presente inquieto ed in cui appaiono svaniti quei principi, quegli ideali che hanno ispirato e guidato poliziotti, magistrati insieme a molti protagonisti della vita civile fino al sacrificio della vita.”
L’iniziativa è arricchita da un programma vario di eventi a latere che vedrà l’intervento di esponenti delle Istituzioni, del mondo della cultura e dell’arte, partendo dal convegno “Le mafie oggi” che aprirà l’esposizione torinese.

La diffusione dei contenuti della mostra trova importante supporto nel catalogo delle opere, pensato e realizzato con la struttura di un libro divulgativo.

I contenuti artistici vedranno l’intervento del Prof. Vittorio Sgarbi, che scrive “non posso che essere orgoglioso e compiacermi, di una iniziativa che vuole, letteralmente e metaforicamente mostrare «l’arte contro le mafie»”, e del critico d’arte Luca Beatrice.
Il catalogo sarà integrato da un excursus nella storia di “Cosa nostra”, a cura della giornalista Anna Germoni che da anni si occupa di cronaca giudiziaria antimafia e del Dirigente Superiore della Polizia di Stato Piernicola Silvis, scrittore “in divisa”, impegnato nel corso della carriera in operazioni antimafia.
Il progetto, ha ottenuto il conferimento da parte del Presidente della Repubblica della medaglia "Premio di rappresentanza", il patrocinio del Dipartimento della Pubblica Sicurezza - Polizia di Stato, della Regione Piemonte, Regione Sicilia, Provincia di Torino, Città di Torino, Comitato Italia 150 , dell’Accademia Albertina delle Belle Arti di Torino.