Cultissimi Mitissimi Bellissimi

Bologna - 03/06/2020 : 11/07/2020

La mostra CULTISSIMI - MITISSIMI - BELLISSIMI presenta una selezione di 30 fotografie di scena del cinema Pop italiano degli anni ’60-’70 tratta da una collezione più ampia di 300 stampe originali d’epoca presenti in galleria.

Informazioni

  • Luogo: SPAZIO E IMMAGINI
  • Indirizzo: via Solferino 6/A 40124 - Bologna - Emilia-Romagna
  • Quando: dal 03/06/2020 - al 11/07/2020
  • Vernissage: 03/06/2020 no
  • Curatori: Matteo Giacomelli
  • Generi: documentaria, fotografia
  • Orari: DAL MARTEDI’ AL SABATO: 15.30-19.00 SI CONSIGLIA COMUNQUE DI FISSARE UN APPUNTAMENTO E’ CONSENTITO L’INGRESSO IN GALLERIA A UNA PERSONA PER VOLTA MUNITA DI MASCHERINA

Comunicato stampa

La mostra CULTISSIMI - MITISSIMI - BELLISSIMI presenta una selezione di 30 fotografie di scena del cinema Pop italiano degli anni ’60-’70 tratta da una collezione più ampia di 300 stampe originali d’epoca presenti in galleria. La mostra si focalizza sulla qualità della fotografia di scena e di alcuni autori tra i quali Divo Cavicchioli, Antonio Casolini, Mario Mazzoni e altri, attivi in questo ambito con film esemplari del cinema di genere e della commedia italiana degli anni ’60 -’70


Un gioioso inno alla vita in costumi d’epoca emerge dalle fotografie dei film del filone Boccaccesco, inaugurato da Pasolini con il Decameron. Si tratta del Decameroticus, o delle Sollazzevoli Storie di Mogli Gaudenti e Mariti Penitenti e ancora del Metti lo Diavolo Tuo ne lo Mio Inferno tutti e tre film del 1972, dove la commedia storica viene letta secondo un clichè scollacciato e grottesco. Gli anni ’70 superano così felicemente l’etichetta di Anni di Piombo rivendicando l’appartenenza a un’ era di gambe lunghissime e di seni gioiosamente esibiti. Le bellissime Laura Antonelli, Il Merlo Maschio - 1971, Edwige Fenech, La Pretora - 1976, Gloria Guida, L’Affittacamere- 1976 e Sydne Rome, La Sculacciata -1974 vengono immortalate dall’obbiettivo dei fotografi di scena sui set della Commedia Sexy all’italiana, contribuendo con queste immagini a costruirne il mito.
L’altrove, come dimensione del desiderio finalmente raggiungibile, fa fiorire un filone di cinema esotico come nelle Seychelles di Laura Gemser in Free Love -1974, o nei Caraibi di Nadia Cassini ne Il dio Serpente -1974. Proprio in questo film, la fotografia mostra luoghi paradisiaci abitati da forze animistiche, come nella foto di scena a colori evanescente in cui il corpo della Cassini si fonde con la sabbia marina.
Nel 68 la politica entra prepotentemente in scena come nei film Sai cosa faceva Stalin alle donne? - 1968 e Italiani! E’ severamente proibito servirsi della toilette durante le fermate- 1969, giocati tra nostalgie resistenziali, crisi del comunismo e consumi indotti dalla nuova industria culturale.
Un caso a sé, resta il film Blue Movie -1978, di Alberto Cavallone affrontato attraverso le immagini del corpo-merce dove la fotografia di scena a colori immortala lattine di bibite emblema del consumismo. Il film drammatico Blue Nude del 1977, offre al regista Scattini lo spunto per indagare gli ambienti e i volti del cinema a luci rosse americano mentre il film , Il Mulino delle donne di Pietra, del 1960 costituisce un esempio felice di creatività di genere come primo film horror- fantastico italiano a colori. Questo Mondo Proibito -1960, invece, documentario-inchiesta firmato da Salvatore Quasimodo e Alba De Céspedes, risente dell’eco dei Mondo-Movie di Jacopetti e Prosperi e la lettura colta di alcuni aspetti della vita sessuale moderna filmati in presa diretta viene restituita da una fotografia di scena consapevole del reportage fotogiornalistico d’assalto.
La fotografia di scena ci restituisce i caratteri peculiari degli interni dell’epoca spesso a colori e risulta essa stessa opera d’arte, che ha fissato sulla carta baritata una certa società italiana ormai lontana e forse perduta. Si tratta di fotografie dove gli interni strizzano l’occhio agli oggetti e alle mode del design italiano che in questi anni conquisterà il mondo. Qui l’esuberanza di corpi ancoranature ci viene restituita se non come libertà assoluta almeno come grazia in deshabillé. Questi fotografi di scena lavorando sia nel cinema impegnato ma anche per quello Pop, hanno fissato in immagini di grande valore un cinema semplice all’apparenza ma che a una più attenta analisi risulta muoversi tra invenzione di generi e sperimentazione di linguaggio senza soluzione di continuità.