Cristiano Carotti – Redux

Napoli - 16/12/2015 : 06/02/2016

A cura di Lorenzo Respi, la rassegna - un corpus di circa 20 opere tra dipinti di grandi dimensioni e sculture, teche e carte - è la ricostruzione simbolica di un memoriale postatomico, fatto di esplosioni di colore e di manichini in gesso, in cui le sculture prendono le sembianze di residuati bellici e i dipinti testimoniano lo svolgersi dei fatti cruenti.

Informazioni

Comunicato stampa

Da mercoledì 16 dicembre (inaugurazione ore 18), Black Swallow-V14 (12x1,6,x2,2 m), la gondola armata di Cristiano Carotti, esposta a Venezia durante l’ultima Biennale d’Arte, approda a Napoli, alla Galleria Al Blu di Prussia (Via Filangieri 42 - Napoli) - lo spazio multidisciplinare di Giuseppe Mannajuolo diretto da Mario Pellegrino - che accoglie l’imponente installazione site specific come fulcro ideale di “Redux”, il nuovo progetto creativo dell’artista umbro



A cura di Lorenzo Respi, la rassegna - un corpus di circa 20 opere tra dipinti di grandi dimensioni e sculture, teche e carte - è la ricostruzione simbolica di un memoriale postatomico, fatto di esplosioni di colore e di manichini in gesso, in cui le sculture prendono le sembianze di residuati bellici e i dipinti testimoniano lo svolgersi dei fatti cruenti.

Nucleo portante dell’allestimento è l’opera Black Swallow-V14, una gondola veneziana originale che, adeguatamente armata da Carotti per la guerra, porta sullo scafo - scrive il curatore Lorenzo Respi - “i segni della battaglia combattuta all’ultima Biennale di Venezia, per spronare il sistema dell’arte a ritrovare quella passione d’amore che non sottostà alle leggi del mercato, ma che ci spinge a salvaguardare - anche con l’uso delle armi - la nostra umanità”. Intorno alla gondola, Redux (busto in gesso policromo a penna blu e matita, realizzato con tecniche ortopediche e dipinto a mano) “rappresenta la battaglia dell’uomo per la vita, mossa dalle passioni e dall’amore, e sancisce l’unione simbolica della frattura tra le immagini archetipiche e le iconografie ispirate al “Sè cosciente” junghiano”; i tre enormi dipinti della serie Explosion nei quali Carotti coglie in progressione l’attimo della deflagrazione con lampi di colore in tutte le direzioni e i funghi atomici che s’innalzano nel cielo infuocato.