Cristian Iotti – Giochi di Gaggia al circo Togni

Pesaro - 19/02/2013 : 19/02/2013

Negli ambulatori della Nuova Medicina Nucleare dell’Azienda Ospedaliera Marche Nord, presidio di Muraglia sono state installate sei opere fotografiche di grandi dimensioni di Cristian Iotti. Una nuova pagina del Progetto diretto da Roberta Ridolfi,“Arte in Ospedale”.

Informazioni

Comunicato stampa

Il circo, un mondo magico e sfavillante, in cui convivono mille anime vestite dei colori dell’arcobaleno è l’universo che l’artista emiliano Criastian Iotti ha focalizzato nel proprio obiettivo fotografico. Iotti ha partecipato al progetto di donazioni “Arte in Ospedale” con grande entusiasmo e disponibilità, intuendo che il mondo circense potesse essere l’estremo possibile da offrire a coloro che si trovano nella non piacevole condizione di paziente.

Lo ha fatto, cogliendo l’energia che un tema simile può scatenare, trasformandosi in metafora di vita

Le opere selezionate per questo progetto espositivo sono sei, di medie dimensioni, appartenenti al ciclo intitolato “Giochi di Gaggia al circo”, lavoro datato 2012.

Il tutto nasce dalla spiritosa collaborazione professionale tra i due artisti (Giovanni Gaggia e Cristian Iotti) che hanno deciso di interpretare la bellezza della vita del circo prestando reciprocamente qualcosa al lavoro: Gaggia offrendosi come modello o figurante della scena, Iotti il proprio talento creativo e la propria abilità tecnica.

Il risultato conseguito è un lavoro vivace e aperto alla libera interpretazione, poetico e incantato, eccentrico e favolistico. Un concentrato di sensualità e commistione culturale che rende le singole opere “opera d’arte”.

Il segno prevalente che pervade ogni immagine fotografica è l’uso del colore e l’incidenza della luce, calibrate in modo tale da creare quasi una scena teatrale, un palcoscenico in cui è di scena la vita.

Nell’incrocio di sensibilità e storie si incontrano e convivono, come in una fiaba, figure umane e animali, reali o semplicemente accennate per mezzo di un disegno o una scultura in carta pesta. La semplicità degli elementi presenti nella scena delle immagini contrasta con la gestualità enfatizzata dal soggetto, con l’espressività del volto, con la forza dello sguardo che fissa l’obiettivo.

Un tentativo ben riuscito di restituire un pezzo di un universo straordinario che possa permettere di volare, idealmente, fuori dalle mura ospedaliere.