Crash Toys – Pieces from globality

Milano - 05/03/2013 : 16/03/2013

L’evento è dedicato ai vincitori della collettiva Contemporaneità figurativa, e consolida la sinergia tra le due associazioni volta alla promozione e valorizzazione della cultura in tutte le sue eterogenee e molteplici forme espressive.

Informazioni

  • Luogo: CENACOLO DI BAGUTTA
  • Indirizzo: via Mauro Macchi 28 - Milano - Lombardia
  • Quando: dal 05/03/2013 - al 16/03/2013
  • Vernissage: 05/03/2013 ore 18,30
  • Autori: Crash Toys
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: mar-dom 16-20

Comunicato stampa

L’associazione culturale Cenacolo di Bagutta e il movimento artistico in-flusso, fondato dal Maestro Gino Masciarelli,

inaugurano il giorno 5 marzo 2013 la mostra Pieces from globality di Crash Toys,

pseudonimo dietro cui si celano gli artisti Dario Tironi e Koji Yoshida. L’evento è dedicato ai vincitori della collettiva Contemporaneità figurativa, e consolida la sinergia tra le due associazioni volta alla promozione e valorizzazione della cultura in tutte le sue eterogenee e molteplici forme espressive



La ricerca artistica di Crash Toys trae ispirazione in maniera polivalente dalle dinamiche culturali e sociali del mondo contemporaneo,
fatto di mutamenti sempre più rapidi e dirompenti, che entrano con prepotenza nelle vite delle persone modificandone le strutture sociali.
I confini ora sono sempre più labili, l’Oriente entra nella vita dell’Occidente, i saperi si mescolano, le società sono sempre più uniformate e in esse coesistono tradizioni locali e conoscenze che arrivano da lontano, portate da persone che sono sempre più cittadini del mondo. Attraverso un intreccio di contaminazioni cominciato all’alba della storia, la cultura umana evolve verso la globalizzazione.

La mostra presenta una serie di opere realizzate con oggetti e materiali che assumono il valore di simbolo di quest’epoca, oggetti presi dal quotidiano che dialogano con elementi tradizionali di diverse culture; compare un dragone orientale composto da moderni oggetti di materiale plastico, una decorazione antica emerge dal contrasto tra polvere d’oro e polvere da sparo, oggetti che come tasselli di un mosaico “costruiscono l’uomo stesso”, fino a prenderne l’essenza e le sembianze. Gli oggetti diventano parte dell’uomo, come fossero pillole del benessere, motore della cultura capitalista dove il consumo diviene l’anima che ne permette l’esistenza.

In questo gioco di significanze traspare l’idea di cultura come organismo pulsante in continua trasformazione, “cultura liquida” che crea inaspettati orizzonti e da vita a nuovi linguaggi. I due artisti riflettono sulla necessità della società di sapersi evolvere in maniera diversa da quella dettata dall’ideologia del progresso, in una continua metamorfosi della cultura che guarda al globale ma che riconosce tuttavia l’importanza delle specificità tradizionali.