Cosmologie

Informazioni Evento

Luogo
ATENEO VENETO
Campo San Fantin 1897, Venezia, Italia
Date
Dal al
Vernissage
07/04/2023

ore 17

Curatori
Martina Cavallarin, Antonio Caruso
Generi
arte contemporanea, performance - happening, collettiva
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Un’esposizione – evento di Arte Contemporanea e azioni performative, un progetto che coniuga linguaggi, imbastisce dialoghi, connette generazioni e pratiche artistiche.

Comunicato stampa

Unlike Events è onorata di presentare COSMOLOGIE, un’esposizione - evento di Arte Contemporanea e azioni
performative, un progetto che coniuga linguaggi, imbastisce dialoghi, connette generazioni e pratiche artistiche. La
mostra COSMOLOGIE è riuscita a creare fattivamente un ponte Italia Cina, grazie alla promozione di GO FAR Irecoop
Veneto che ha consolidato legami tra aziende del commercio cinese con realtà del mondo del vino italiane fra cui,
Cantina Beato Bartolomeno di Breganze, Cantina Pertinace, Cantina Morellino di Scansano, Cantina Valpolicella di
Negrar e l’azienda leader nella produzione di tappi in sughero Amorim Cork Italia. A sostegno dell’iniziativa anche
alcune realtà del veneziano tra cui Confcooperative Venezia, Cooperativa Ducale di Venezia, Cooperativa Trasbagagli e
realtà che hanno compreso l’importanza sociale e culturale del progetto come Echo Neutra, Obbiettivo Giardino,
Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia, Marval Collection e Dyaloghi-Spin-off Università degli Studi di Padova.
COSMOLOGIE intende sottolineare anche un decisivo passo, essendo il tempo di ribaltare le direzioni di un rapporto
millenario, di ripercorrere con intenti e direzioni trasversali quelle che furono la Via della Seta e le Vie del Turismo tra
Cina e Italia. Ed è proprio così si espande questo progetto corale per voci sole, organismo che riunisce gli universi dei
cinque artisti, Tong Yanrunan, Xing Dong, Silvia Canton, Jingge Dong e Shengyi Chao.
COSMOLOGIE apre inoltre l’orizzonte sociale alla macro sfera di Arte e Impresa, quel territorio magico nel quale lo
sguardo prismatico e visionario dell’artista, la sua ricerca e le pratiche di costruzione dell’opera d’arte, sono sempre al
servizio della materia, dei suoi reconditi poteri inespressi. Arte e Impresa, e in senso lato Cultura e Impresa, sono due
dimensioni storicamente sempre in dialogo tra loro. La connessione e l’interazione tra creatività e progettazione
finalizzate alla produzione, hanno sempre generato cultura, elevato le coscienze e incrementato l’economia.
Dal greco KÒSMOS, mondo e LOGÌA da LÒGOS, discorso, trattato, la Cosmologia è la scienza delle leggi generali, su
cui si regola il mondo fisico. E la Cosmologia messa in scena dal progetto intende osservare il dialogo e la connessione
possibili tra universi culturali distanti come la Cina e l’Italia, mediante linguaggi artistici e modalità di creare che non si
limitano all’appartenenza etnica né alla destinazione geografica, tra le quali gli artisti orbitano come satelliti. Il dialogo
intergenerazionale e interculturale si intrecciano promuovendo una rinnovata visione di queste connessioni, interpretate
attraverso differenti linguaggi e soggettive poetiche, secondo una pratica di abbattimento delle barriere e trasmissione
dei saperi che solo l’Arte è in grado di veicolare e diffondere.
PERCORSO ESPOSITIVO
Ciascuno dei cinque artisti invitati si esprime in una singola stanza, per un percorso dedicato e silenzioso, ma al
contempo un elogio delle differenze e un’apertura alla relazione che l’Arte aiuta sempre a tenere aperte e flessibili.
La partenza è scandita dal gesto lirico di Xing Dong, che narra dello spazio e del tempo attraverso la presenza di
archetipi formali appoggiati sulle campiture azzurre delle pareti a stucco. Varcando la soglia della seconda stanza si
entra nel cosmo fiabesco di Shengyi Chao, composto da immagini lampo, abbagli edulcorati della realtà vissuta
dall’artista tra recupero, rielaborazione e incontro della tradizione. L’artista di caratura internazionale Tong Yanrunan
porta i ritratti, sua cifra stilistica, di un mondo di personalità che si possono intravedere solo anelando al contatto con la
figura umana, prima che con la persona. Le astrazioni di Jingge Dong, raccordano Occidente e Oriente, chiave solo
apparentemente astratta di due mondi non realmente lontani, che sta a noi avvicinare, con un accordo dolce. Per tale
motivo il viaggio attraverso questi universi si conclude con il ciclo “InDivenire. La metamorfosi del sughero” di Silvia
Canton. Questi suoi lavori sono nati da una precisa necessità espressiva che, coniugata con le competenze dell’azienda,
ha portato all’impiego di un materiale originale e consegnato al riuso quale il sughero, straordinariamente adatto a
rendere materica ed espressiva la ricerca dell’artista veneta attraverso un’applicazione diretta sulle opere e negli
allestimenti.
Le stanze di Palazzo Pisani Revedin si fanno dunque teatro delle cosmologie dei cinque artisti, che durante la loro
ricerca hanno operato o vissuto a Venezia. Le opere esposte sono create o pensate per l’Italia come scambio e dono
simbolico per un’inversione di rotte di pensiero, attraverso uno spazio temporale breve, o lungo migliaia di chilometri.
COSMOLOGIE è il tentativo di mettere in scena la rappresentazione di un Cosmo umano, tanto vasto e variegato, ma al
cui interno si stabiliscono sempre dialoghi attraverso la cultura, perché dove c’è cultura c’è sempre elogio delle
differenze e relazione. Spetta agli artisti vagare in questo universo cogliendone i segni invisibili per tradurli grazie a
quel meraviglioso dispositivo di connessione che è l’opera d’arte.
Altro satellite di COSMOLOGIE è costituito da un’incursione urbana costruita ad hoc, a cura di Teatro Frida. Pratiche
di movimento, di improvvisazione, di danza vanno a fondersi con l’architettura terracquea circostante. Percorsi che
seminano tracce. Corpi che orbitano attorno ad altri corpi.
L’8 e il 9 aprile è tempo di un altro satellite ancora, Made514, con il suo intervento site e time specific che ha luogo nel
suggestivo Campo Manin, cuore di Venezia sul quale si affaccia il palazzo. Made514 compie un’azione di Street Art il
cui risultato è installato presso la porta d’acqua di Palazzo Pisani Revedin, per un passaggio senza soluzione di
continuità tra spazio esterno e spazio interno.
BIO e STATEMENT ARTISTI
TONG YANRUNAN
Tong Yanrunan (Jiujiang, 1977) è un artista di fama internazionale. Fin dall’infanzia studia pittura ad olio, pittura
cinese e calligrafia. Si forma negli atelier della China Academy of Arts, di cui è oggi Professore Associato e PhD. Nel
2016 è Direttore Artistico della main venue in occasione del vertice G20 di Hangzhou. L’anno successivo ricopre lo
stesso incarico per la main venue del Vertice BRICS a Xiamen.
La ricerca artistica di Tong Yanrunan è fortemente caratterizzata dal ritratto. L’artista esegue ritratti di personalità
significative del luogo, opere realizzate face to face, in un rapporto operativamente intenso e allo stesso tempo straniato
– le differenze linguistiche rendono impossibile la comunicazione verbale – che dunque si trascende in un’operazione
d’astratta, potente misura pittorica calata nel tempo dell’esecuzione.
Per Tong Yanrunan l’atto artistico è un’avventura alla scoperta della vera essenza del soggetto. L’artista cinese è
guidato da un costante desiderio di connessione con l’animo umano e la natura, dando vita a un ritratto lontano dalla
forma, ma che, come le nature morte di Giorgio Morandi, crea una sorta di relazione costantemente appagante
attraverso un’apparente semplicità. Il soggetto abita la tela nell’essenza della non-distinzione, ogni volto è vivido e
insostituibile, ogni immagine un mondo nuovo e ricco. Al pittore non interessa la vera storia dei suoi personaggi.
Estraniandosi dal loro passato riesce a creare un ponte di connessione tra la propria anima e quella del soggetto, una
reale e nuda comunicazione.
Osservare i ritratti di Tong significa lasciarsi governare da un calmo magnetismo, abbandonarsi alla visione di soggetti
immobilizzati dalle dinamiche pennellate del pittore su tele di formato leggermente più piccolo del reale busto di una
persona che creano immutabili Forme del tempo. I soggetti scelti per l’esposizione COSMOLOGIE ritraggono
personalità e professionisti della vita culturale veneziana, realizzati in occasione della sua partecipazione al Padiglione
Nazionale della Costa d’Avorio alla 58ma Biennale di Venezia del 2019 May You Live In Interesting Times.
XING DONG
Xing Dong (Fuzhou, 1963) è un artista residente in Cina le cui opere sono state esposte a livello nazionale e
internazionale. Ha numerosi anni di esperienza nel mondo dell’arte e nella gestione di eventi culturali. Ha partecipato
attivamente all’Art Expo e promuove l’arte contemporanea cinese all’estero. Nel 1999 è stato invitato a Parigi, Berlino
e Amburgo nel quadro di programmi artistici di scambio e interazione. Nel 2002 ha partecipato a una residenza diffusa
in 13 città della Germania. Nel 2019 ha collaborato con Giuseppe La Bruna, allora Direttore dell’Accademia di Belle
Arti di Venezia, per un altro progetto di residenza e sviluppo dei rapporti culturali. È Presidente Onorario della China
Fujian Graphic Design Association, Direttore Artistico del Mansion Art Museum e dello Xiamen Ximind Culture
Center.
Xing Dong è artista dalla pratica e dalla poetica assolutamente singolare, nutrendosi, la sua opera, prevalentemente
dello strumento linguistico dell’inchiostro impiegato per transitare nei territori magici dello spazio, dell’umana
apparizione esistenziale, e del tempo. Il suo percorso si è arricchito negli anni attraverso viaggi multidisciplinari in
differenti luoghi geografici, orientali ed europei. Il risultato si è tradotto in opere che, pur mantenendo un forte e
indispensabile aggancio con le radici culturali del suo Paese di origine, sono unità potenti che racchiudono pieghe di
natura universale, libera e altamente espressiva.
Artista maturo, nei suoi raffinati lavori a parete si coglie appieno un’intensa riflessione sulla vita, sullo scorrere
dell’esistenza e dell’umana natura. Si tratta di indagare un divenire tradotto - nel senso di tradere, trasportare - che va
dal soggettivo al collettivo, e ritorno. L’unione tra la superficie pellicolare della tela e l’impiego dell’inchiostro
producono una trama lirica e chirurgica dallo stile unico e assoluto. Le sue creazioni sono globi in cui apparizioni e
sparizioni sono costituite da luce e aria e organismi prolifici, fusioni in cui il positivo e il negativo generano rinnovate
possibilità, opere che trasformano il luogo in cui si collocano e si appoggiano, non senza interrogativi, non senza
generare confronti.
L’artista coniuga la pittura a inchiostro tradizionale cinese con la pittura occidentale: di entrambe Xing Dong ha
studiato sistematicamente gli elementi portanti, le coniugazioni, le possibilità e i fallimenti, le amplificazioni e i magici
errori. Per la mostra COSMOLOGIE l’artista espone una serie di sei lavori in bianco e nero eseguiti a inchiostro su
carta di riso.
SILVIA CANTON
Silvia Canton (Conegliano, 1974) è un’artista veneta formatasi presso l’Accademia di Belle Arti di Roma. Dal 2007
sviluppa la passione per la pittura. Nel 2018 è coordinatrice degli eventi d’arte contemporanea della Fondazione Villa
Emo Onlus. L’anno successivo è scelta dal Gruppo Amorim per sviluppare una ricerca pittorica basata sul riciclo del
sughero vergine. Le opere risultanti da tale processo sono esposte nella personale “InDivenire. La metamorfosi del
sughero”, curata da Alessandra Redaelli, supportata da Amorim Cork Italia e Patrocinata dalla Fondazione Benetton
Studi Ricerche. Nel 2023 riceve la Menzione Speciale ARS - Arte Riuso Sostenibilità del premio Arte Laguna.
La ricerca di Silvia Canton è dettata dall’esigenza di trovare un elemento nuovo che possa conferire matericità al suo
linguaggio pittorico e alla sua ricerca artistica, che sempre prende spunto dagli elementi naturali.
Grazie ad Amorim Cork Italia inizia la sua sperimentazione con il sughero. Materiale proveniente dalla Madre Terra, il
sughero è una delle più sorprendenti e straordinarie risorse che la natura offre, non nella sua essenza più pregiata, bensì
in una struttura irregolare ed estremamente dura, il sughero vergine.
Meravigliose cortecce, grezze, nodose e talvolta ricoperte di vita vegetale. I tagli irregolari si concedono in una trama
spessa, rugosa, aspra e a tratti leggera, sinuosa o forata come un delicato pizzo, suggerendo di volta in volta la nuova
sembianza che porta questo sughero a diventare opera d’arte proprio come, in origine, Natura lo ha
creato. Nell’esposizione COSMOLOGIE, la presenza di Silvia Canton rappresenta la macrosfera Arte e Impresa grazie
a un dialogo intenso e continuativo con Amorim Cork Italia, azienda attenta ai temi della sostenibilità e del riuso
JINGGE DONG
Jingge Dong (Beijing, 1989) è un pittore di origine cinese. Dopo aver conseguito gli studi accademici presso la Chinese
National Academy of Art, si trasferisce in Italia per frequentare l’Accademia di Belle Arti di Venezia. Nel 2019 viene
selezionato come artista residente presso la Fondazione Bevilacqua La Masa, dove espone alla 101ma Collettiva
Giovani Artisti. Nello stesso anno partecipa a “An Open House featuring student paintings”, curato da Céline
Eidenbenz, evento collaterale della 58ma Biennale di Venezia, May You Live In Interesting Times. Consegue diversi
premi di carattere nazionale tra Roma, Venezia e il Veneto.
Il suo percorso tende a unire due realtà pittoriche diverse come l’Oriente e l’Occidente, con grandi e piccole tele che
raccontano uguaglianze e diversità in chiave astratta di due mondi così lontani e allo stesso tempo più vicini di quanto
non si pensi. Come suggeriscono i titoli di alcuni dei suoi dipinti, la distanza tra la pittura orientale e quella occidentale
è “così vicina e così lontana”: “Lontano” è evidente, perché i due mondi sono così diversi in termini di cultura, storia,
stile di vita ed estetica. Di conseguenza, i dipinti orientali e occidentali hanno una prospettiva, una struttura e un
approccio narrativo distinti. Tuttavia, quando li riesamina con una visione estetica contemporanea e fresca, l’artista
percepisce alcune somiglianze; dietro i dettagli, si possono trovare caratteristiche comuni come la combinazione di
elementi solo apparentemente astratti e delicate relazioni di colore. Jingge Dong si è formato alle tecniche pittoriche
tradizionali occidentali per quasi 10 anni in Cina, costruendosi una base solida di abilità plastica, conoscenza dei
materiali e prospettiva. In seguito, quando il giovane artista si è trasferito in Italia, che ha scelto come patria d’adozione,
trovandosi in un ambiente culturale estraneo, ha sviluppato un rinnovato punto di vista sulla sua cultura d’origine. La
Cina è profondamente radicata nel suo cuore, e fonte incessante di intuizioni e ispirazioni. Dal suo studio veneziano,
Jingge Dong ha iniziato a riavvicinarsi alla pittura tradizionale cinese, cercando di introdurre nella sua pratica artistica
le forme d’arte e il pensiero estetico in essa presenti. Gradualmente, mediante un processo di decostruzione e
ricostruzione del mondo orientale e occidentale, ha individuato un suo proprio linguaggio, elaborato un suo stile,
costruito un profilo che tende all’unicità e riconoscibilità.
Nella mostra COSMOLOGIE, Jingge Dong espone alle pareti di Palazzo Pisani Revedin una tela di grandi dimensioni
che dialoga con alcuni lavori di diverso orientamento e formato.
SHENGYI CHAO
Shengyi Chao (Henan, 1993) è una giovane artista cinese che vive e opera in Italia. Sin dall’infanzia studia pittura a
inchiostro e calligrafia. Dopo il diploma al liceo artistico, si trasferisce in Italia per frequentare l'Accademia di Belle
Arti di Venezia. Nel 2022 è premiata per la migliore proposta grafica per 104ma Collettiva Giovani Artisti della
Fondazione Bevilacqua La Masa. Nello stesso anno è vincitrice del bando "La mia scuola va in classe A" del Comune
di Venezia ed è selezionata dall’Ufficio Progetto Giovani del Comune di Padova per il progetto "Step by Step". Inoltre,
partecipa al progetto del Centro Internazionale della Ricerca sulle Arti Contemporanee della Biennale di Venezia.
La pratica artistica di Shengyi Chao esplora i concetti visivi come specchio del modo di agire contemporaneo e si
esprime attraverso immagini lampo, abbagli edulcorati della realtà vissuta. I lavori di Shengyi Chao offrono
principalmente la visione di un mondo fiabesco che va a nutrire l’immaginario degli adulti. La sua attenta ricerca si
rivolge in principio alle tinte, ai giusti bilanciamenti tra i toni caldi, volti a contrastare quelli scuri e freddi, e offre
un’occasione di conforto tramite la riduzione della saturazione e l’aumento della luminosità e della trasparenza del
colore. L’utilizzo dei toni delicati rende l'immagine dolce, fresca e vivace, ricercando effetti visivi onirici, estro,
innocenza e giovinezza che inevitabilmente restituiscono il suo sguardo entusiasta, che anela alla vitalità. Ma dietro
questo sguardo si celano una maturità e una consapevolezza degli strumenti che si traducono nelle tecniche
sperimentate e nei materiali impiegati dall’artista. Alla necessità di confronto tra maniera tradizionale e processi attuali,
la risposta è l’impressione di immagini su una seta, usata nella tradizione cinese che Shengyi Chao ha appreso nel corso
della sua formazione in patria, e che le giunge proprio dalla Cina a Venezia. Al desiderio di esplorare liberamente
nuove forme di espressione, senza dover rispondere alle categorie di pensiero attese, la risposta è il ritratto di un mondo
pulito che viene dall’applicazione su carta lucida di momenti fotografici catturati dall’esame girovago dell’artista.
Nella mostra COSMOLOGIE, Shengyi Chao espone una serie di lavori concepiti per l’occasione, che incorporano
l’estetica e le caratteristiche di Palazzo Pisani Revedin
MADE514 514
Nato a Padova, Made514 nella sua ricerca sulle lettere usa la tag come veicolo di studio, la gestualità del movimento
come espressione della volontà, l’evoluzione del lettering come costrutto risultante. Nei suoi lavori una tensione in
equilibrio precario eppure perfetto, crea visioni psichedeliche e sintesi sistemiche, portando alla luce una dimensione
onirica dinamica e multidimensionale. Il suo lavoro lo ha portato a dipingere ed esporre in molte città italiane ed estere.
TEATRO FRIDA
Il Teatro Frida è un centro di formazione permanente sulle discipline performative a indirizzo contemporaneo; una
realtà innovativa e di ricerca che coinvolge le discipline sportive e le arti sceniche dalla danza al circo contemporaneo,
dalla musica al teatro ai linguaggi multimediali, e che vuole promuovere e diffondere la conoscenza e la cultura dei
linguaggi performativi contemporanei nelle loro diverse forme.
COSMOLOGIE
Tong Yanrunan, Xing Dong, Silvia Canton, Jingge Dong, Shengyi Chao
Made514 / Teatro Frida
Progetto di Christian Leo Comis
Curato da Martina Cavallarin and Antonio Caruso
Promosso da GoFar - Irecoop Veneto
Organizzazione di Unlike Events
Palazzo Pisani Revedin
San Marco 4013A, 30124 Venezia
7 - 16 aprile 2023, h 10.30 - 18.00
Free entry
Conferenza Stampa in Ateneo Veneto e anteprima della mostra
6 aprile, h 11.30
Inaugurazione e performance di Teatro Frida in Campo Manin
7 aprile, h 17.00
Performance di Made514 in Campo Manin
8 / 9 aprile
Testi di Martina Cavallarin, Antonio Caruso, Christian Leo Comis
Graphic concept di Zeppelin Studio
Contenuti video di Grands
Allestimenti di Marina Brandes
Si ringrazia:
Jing Li
Associazione Culturale Paolina Paulon
Galleria L'Ariete artecontemporanea, Bologna
Marco Agostinelli
Samuel Baghdassarian
Giuseppe La Bruna
Stefano Yang
Grazie a:
Fondazione Bevilacqua La Masa
Marval Collection