Così lontano così vicino #3 – Albedo

Santa Croce sull'Arno - 13/12/2014 : 11/01/2015

Albedo è un progetto pensato appositamente per gli spazi di Villa Pacchiani. Una mostra in cui i lavori di Yuki Ichihashi e Studio ++ (Fabio Ciaravella, Umberto Daina, Vincenzo Fiore) si articolano all’interno del primo piano della Villa e dialogano costantemente tra loro.

Informazioni

  • Luogo: VILLA PACCHIANI
  • Indirizzo: Piazza Pier Paolo Pasolini - Santa Croce sull'Arno - Toscana
  • Quando: dal 13/12/2014 - al 11/01/2015
  • Vernissage: 13/12/2014 ore 17,30
  • Autori: studio ++, Yuki Ichihashi
  • Curatori: Ilaria Mariotti
  • Generi: arte contemporanea, doppia personale
  • Orari: dal venerdì alla domenica ore 17.00-20.00; chiuso 26 dicembre
  • Patrocini: Promotori: Comune di Santa Croce sull'Arno. Assessorato alle Politiche ed Istituzioni Culturali Sponsor: Cassa di Risparmio di San Miniato, Fondazione Cassa di Risparmio di San Miniato,

Comunicato stampa

Sabato 13 dicembre alle ore 17.30 presso il Centro Espositivo Villa Pacchiani di Santa Croce sull’Arno si inaugura la terza tappa del progetto Così lontano così vicino, un’iniziativa del Comune di Santa Croce sull'Arno. Assessorato alle Politiche ed Istituzioni Culturali con la sponsorizzazione di Cassa di Risparmio di San Miniato, Fondazione Cassa di Risparmio di San Miniato.

Il ciclo di mostre vede esposto all’interno del Centro Espositivo il lavoro di artisti del territorio che partecipano attivamente ad iniziative di livello nazionale condividendo percorsi culturalmente significativi nel panorama dell’arte presente


Albedo è un progetto pensato appositamente per gli spazi di Villa Pacchiani. Una mostra in cui i lavori di Yuki Ichihashi e Studio ++ (Fabio Ciaravella, Umberto Daina, Vincenzo Fiore) si articolano all’interno del primo piano della Villa e dialogano costantemente tra loro.
Un percorso, questo, che si è sviluppato nel corso di alcuni mesi di confronto tra gli artisti con l’obiettivo di costruire una riflessione che, partendo da un tema comune, si coniugasse dipendentemente dalle sensibilità peculiari a ciascuno.

Albedo, secondo la definizione dell’enciclopedia Treccani è il rapporto fra l’intensità della radiazione riflessa da un corpo e quella con cui è stato irraggiato. Quindi l’albedo indica il potere riflettente delle superfici e dunque la capacità del nostro occhio di vedere gli oggetti. Nel processo alchemico, poi, il secondo degli stadi fondamentali è costituito dall’albedo, o opera al bianco, stadio in cui la sostanza si purifica, sublimandosi passando dallo stato solido ad aeriforme senza tuttavia passare dallo stato liquido.
La luce è l’elemento centrale attorno al quale ruota tutta la mostra e che ha costituito il punto di partenza per la condivisione della riflessione. Luce intesa come fenomeno fisico, come elemento centrale nella simbologia religiosa, come sinonimo di vita, come generatore di movimento, come elemento generatore di poesia. L’uomo ha messo a punto dispositivi attraverso i quali la luce del sole diventa energia che entra nelle nostre case e fa parte della vita di tutti i giorni.
Per Studio ++ - in continuità con l’interesse dello Studio su come la tecnologia, in quanto strumento di conoscenza sia capace di modificare sensibilmente la percezione del tempo e dello spazio - anche gli oggetti simbolici posti in luoghi ben visibili a comunità del passato e oggi quasi dimenticati possono essere oggetto di un processo di ri-appropriazione e di riconfigurazione del loro ruolo simbolico attraverso la tecnologia contemporanea. In mostra la videoproiezione SunDay Firenze Ventisette Aprile Duemilaquattordici (2014).

I rosoni nelle cattedrali romaniche e gotiche lasciano filtrare la luce in spazi ora oscuri ora illuminati da innumerevoli altre aperture. Il rosone concentra elementi simbolici e, la luce filtrata da essi acquista, all’interno delle chiese, un peso denso di spiritualità. In mostra, dalla serie Rosoni: Chartes, Reims, Notre Dame, Laon (2014) realizzati con cellette fotovoltaiche. Essi si presentano come aperture, elementi decorativi (il blu intenso delle cellette che ricorda le decorazioni di certe ceramiche o porcellane europee e non), ma sono elementi che favoriscono la trasformazione della luce del sole in energia elettrica.

Albedo (2014) è un lampadario che ricorda quelli magnifici e potenti che si trovano in tante moschee, soprattutto a Istanbul. La struttura sostiene luci da camera oscura (luci inattiniche). Alle pareti fogli di carta fotosensibile su cui si depositeranno le tracce di luce che filtreranno nella stanza in maniera occasionale (apertura delle porte e passaggio delle persone).

L’approccio di Yuki Ichihashi agli eventi della natura la colloca in un ruolo di osservatrice ben consapevole di essere parte di un mondo complesso e meraviglioso in continuo movimento e cambiamento dove il sole, oltre che premessa di vita, è responsabile di gran parte dei cambiamenti di stato degli elementi e delle evoluzioni della natura.
La dinamicità con cui gli elementi di natura cambiano stato è al centro dell’opera Un giardino solare. Una macchinina costruita artigianalmente si muove incessante lungo un cerchio disegnato a terra, alimentata da pile attivate dalla luce solare poiché il tettino della macchina è costituito da un pannellino solare. Al centro del cerchio e nella stanza il pavimento è cosparso di sale, elemento che (soprattutto nei processi produttivi più antichi di sale marino) diventa materiale in seguito ad un cambiamento di stato e ad agglomerazioni successive.
La luce riflessa da uno specchio è il metodo utilizzato dall’artista per porre nuova attenzione sulla natura e sul paesaggio. Il disegno, in quanto strumento di rappresentazione della realtà attraverso il segno, è praticato da Yuki Ichihashi quale strumento conoscitivo: un raggio di luce riflesso da uno specchio accarezza il paesaggio, fa emergere i contorni e i particolari di un albero, diventa fiore luminoso. L’artista si muove nella natura e i tre video raccolti in Racconti mettono al centro la capacità di immergersi in un contesto naturale, di sentirsi parte di esso tentando la conoscenza attraverso strumenti scelti per sensibilità.
Riflessione è una serie di 47 disegni di nuvole, una fotografia a colori e una proiezione: tutti tratti a matita e carboncino segnano un fenomeno atmosferico che si presenta per via di cambiamenti di temperatura. Tra di essi, unico elemento a colori dalla consistenza di una pittura, un cielo azzurro segnato da un potente arcobaleno.
Tutti elementi transitori, evanescenti e ingovernabili, testimoni della potenza della luce e del sole essi diventano elementi su cui si concentra l’attenzione dell’artista che osserva e registra consapevole della selettività dell’osservazione di fronte a fenomeni perenni, immutabili nel generale ma mutevoli nel particolare.
Sui temi del tempo (solare), dello spazio e degli effetti e i giochi della luce sul muro insiste An Eternal Play una serie di nove fotografie che hanno come soggetto la luce che filtra da una finestra scattate in orari diversi e in periodi diversi dell’anno sempre nella medesima posizione. Una riflessione sull'astrazione geometrica attraverso i disegni effimeri (ma che si ripetono eternamente) del sole e della terra. Nello spazio espositivo per gli spettatori il gioco del sole e terra diventa un gioco dello spazio e dell’immagine.


Yuki Ichihashi è un’artista giapponese di base a Firenze. Arriva in Italia nel 2004, si è formata all'Accademia di Belle Arti di Firenze. Vive e lavora tra Firenze ed Osaka. I suoi lavori evidenziano, nella giusta posizione degli elementi, le zone di contatto fra realtà e immaginazione, fra fisicità e anima, fra esperienza umana e natura. Tra le principali mostre collettive a cui ha partecipato: Incontri Tenuta Dello Scompiglio, Vorno (LU), 2013; Madein_filandia, Pergine Valdarno (AR), 2012; Shodoshima Air (tre mostre personali) Shodoshima Island, (Giappone); Carta Bianca, Museo di Villa Croce, Genova, 2012; Landscapes/(confini in disordine), Galleria Magazzino, Roma, 2010; Niente da vedere tutto da vivere, evento parallelo di XIV Biennale Internazionale di Scultura di Carrara, Istituto del marmo Pietro Tacca, Carrara, 2010; Per adesso noi siamo qua, Villa Romana, Firenze, 2008.

Studio ++ (www.studioplusplus.it) è costituito da Fabio Ciaravella (1982), Umberto Daina (1979) e Vincenzo Fiore (1981). La ricerca si concentra sulla formulazione di un metodo di analisi e rappresentazione della realtà in stretto e simbiotico legame con i concetti di ‘relazione di limite’ e ‘tempo rinviato’. L'attività del collettivo si è rivolta inoltre a fornire, attraverso un confronto con il mondo accademico, un contributo nella discussione contemporanea sul paesaggio e sullo spazio pubblico, ponendo il linguaggio dell'arte come possibile mediazione tra l'impostazione scientifico-oggettiva e quella estetico-percettiva dello spazio.
Tra i progetti recenti si ricordano le mostre personali Breathing as a revolutionary message, Cortile della Dogana di Palazzo Vecchio, Firenze 2014; Come un quadrato nel mare, Project wall Galleria Francesco Pantaleone, Palermo, 2014; 1+t Gam, Galleria d’Arte Moderna, Palermo, 2013; Display, Museo Marino Marini, Firenze, 2010; Italian Wave, Artissima 15, Torino, 2008; e la partecipazione a numerose mostre collettive in spazi istituzionali e realtà di ricerca in Italia e all’estero.