Corrado Veneziano – ISBN. Codici in lettere

Roma - 29/05/2015 : 29/06/2015

Dal Manifesto del Partito Comunista a “L’uomo senza qualità”: i codici di identificazione dialogano con le opere letterarie attraverso il linguaggio della pittura.

Informazioni

  • Luogo: HOME GALLERY
  • Indirizzo: Via Reno, 18/a - Roma - Lazio
  • Quando: dal 29/05/2015 - al 29/06/2015
  • Vernissage: 29/05/2015 ore 19
  • Autori: Corrado Veneziano
  • Generi: arte contemporanea, personale

Comunicato stampa

Dopo il successo delle mostre di Bruxelles e di Bari, Corrado Veneziano torna ad esporre le sue tele a Roma. L’artista di Tursi raccoglie un’antologia di lavori della sua ultima fase di ricerca in una mostra dal titolo “ISBN. Codici in lettere”, allestita in un nuovo spazio per l’arte contemporanea nel cuore del quartiere Coppedè: “Home Gallery”.
ISBN è un codice di identificazione applicato al commercio letterario

“Ma la struttura del codice Isbn – dice Corrado Veneziano - è oggettivamente attraente: linee verticali snelle e limpide separate tra loro da pochissimi millimetri di spazio”
Si tratta, tecnicamente, di algoritmi numerici; eppure “queste barre tra loro sequenziali – prosegue l’artista - si rendono disponibili a più astratte e poetiche interpretazioni.”
L’idea figurativa di Corrado Veneziano mette insieme queste suggestioni. Recupera testi di indubbio valore storico e “classico” - appartenenti al mondo antico, moderno, contemporaneo - e li connota con il proprio incipit: le frasi iniziali del testo dialogano con le barre Isbn. In alcuni casi, le parole sono nitide e decifrabili; in altri sono sgranate e scomposte.
E dunque se il Manifesto del Partito Comunista di Marx ed Engels riposa su un fondo rosso con una striscia ascendente verde, il testo “senza qualità” di Musil è immerso in un grigio uniforme e non riscattabile; se, ancora, il celeberrimo “Call me Ishmael” galleggia su un fondo blu e nero (con un codice Isbn chiaramente ispirato a denti aguzzi e incombenti), quello dell’antico Testamento danza infinito e lapidario in un universo dorato, favoloso e non formato. E così via.
“In se stesso il codice a barre – ha affermato il sociologo Derrick De Kerckhove - è un oggetto banale ma qui, nella reinterpretazione di Corrado Veneziano, la sua messa in scena diventa un'apoteosi. Guardandolo a lungo, si iniziano ad avere visioni fantasiose e a riconoscere un cilindro al posto di un codice apparentemente, semplicemente bidimensionale. Il messaggio simbolico che si potrebbe trarre è che siamo effettivamente in presenza di una indubbia “regalità”, o almeno di un potere dominante.
È questa ricerca dello “sguardo di chi guarda” che mi intriga in Veneziano. L’educazione allo sguardo e dello sguardo è propria dell’arte visiva. Ma pochi artisti contemporanei lo fanno deliberatamente, pittori o fotografi, scultori o registi.
Veneziano chiede allo spettatore di creare il quadro con lui: per distinguere forme sfocate, e per perseguire una proposta visiva ulteriore. Oppure, come nel caso del quadro del codice QR, per legare e correlare una moltitudine di ombre fluide, appena riconoscibili tra singole tessere. Un quadro luminoso e ricco di speranza: come molte altre opere di questo artista.”