Corrado Uccello – Presente Continuo

Napoli - 21/11/2012 : 04/12/2012

L'immagine fotografica è indubitabilmente sospensione del tempo nel suo, presunto, successivo fluire ed è frammento di rapina del suo divenire. Nelle opere di Corrado Uccello tale assioma si declina in suspense, nella propria e piena definizione del suspensus latino di indeciso e inquieto, nell'immobilità di queste immagini c'è l'ineffabile tempo del presente continuo.

Informazioni

  • Luogo: PRIMOPIANO
  • Indirizzo: Via Foria 118 - Napoli - Campania
  • Quando: dal 21/11/2012 - al 04/12/2012
  • Vernissage: 21/11/2012 ore 19
  • Autori: Corrado Uccello
  • Curatori: Antonio Maiorino
  • Generi: fotografia, personale
  • Orari: dal martedì al giovedì dalle 16:00 alle 19:00 o su appuntamento

Comunicato stampa

Presente continuo

L'immagine fotografica è indubitabilmente sospensione del tempo nel suo, presunto, successivo fluire ed è frammento di rapina del suo divenire. Nelle opere di Corrado Uccello tale assioma si declina in suspense, nella propria e piena definizione del suspensus latino di indeciso e inquieto, nell'immobilità di queste immagini c'è l'ineffabile tempo del presente continuo.
E' il presente il fulcro e il ritmo centrale intorno al quale il mestiere dell'artista Corrado Uccello disegna il suo miracolo, lo stupore che finalmente diventa mistero soffocando l'effetto che sembra, a primo acchito, prevalere. Presente che annienta il sofisma dell'inesistenza del tempo


L'azione fotografica e la maestria compositiva di Uccello hanno il vigore necessario e ci persuadono: non esiste altro che il presente continuo che è vita, quanto accadrà, se mai accadrà, non ci riguarda perché esso è il vuoto. La lettura di questo vuoto è sottilmente ironica, un utile segno che consente di disfarci di un'aderenza pedissequa con la superficie dell'immagine. Quel vuoto ha il suono beffardo di un frame di Hitchcock. Nell'opera 'Toward what' v'è un palindromo spezzato che infrange l'infinito di Escher per trasformarsi in presente progressivo surreale. 'Goodbye everybody' è un enigma con risposta multipla, come non sorridere della caduta della sposa, 'The Bride', che forse immagina il suo incombente o avvenuto assenso all'unione come un buco nero (e qui mi verrebbe di citare Ionesco ma vi risparmio).
Corrado Uccello ci guida in un labirinto intricato di strade e rimandi, di ricordi e sollecitazioni, conservando sempre il giusto equilibrio (non sono forse opere in bilico?) e la sana ironia che storna le fobie. La paura dell'imponderabile è allora moltiplicata da quel presente continuo e dal concedere a chi guarda un'altra soluzione possibile, una nuova interpretazione, un sovvertimento dell'immagine stessa. 'Going Down' è un esempio lucidissimo di questa molteplicità visionaria: il titolo suggerisce una caduta ma non è ben chiaro se la caduta è quella già avvenuta, il crollo delle Torri gemelle, o è invece questo infante che discende dal cielo come un angelo che però potrebbe invece essere in ascesa, con quei sandali blu, dello stesso colore di cui si dipinge il viso il Pierrot le fou di Godard nel momento della morte. Going down diventa allora l'opposto e doppio benedetto della terribile immagine di quell'uomo che si lancia da una delle torri nello scatto di Drew, una volontà di esorcizzare l'orrore della barbarie. In 'Wrong Way' la serena escursione in auto di una famiglia borghese sulla costa si trasforma in un incubo che ha come orizzonte finale un panorama meraviglioso; nel titolo l'intrigo, nel punto di ripresa il cinismo, nella supposta presenza dell'autore all'interno dell'abitacolo il surreale.
Il compito dell'arte è quello di rappresentare le verità superiori che abitualmente sembrano essere diritto esclusivo della filosofia, della religione o della psicologia, Corrado Uccello, con ironica salubre insolenza ci conduce in questa sua ansia che è la sua porzione divina.