Conversazione sul Collezionismo – Giorgio Vigna

Torino - 13/01/2015 : 13/01/2015

Giorgio Vigna racconta a Francesca Taroni, direttore di Living, la sua passione per l’alluminio.

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Comunicato stampa

Giorgio Vigna racconta a Francesca Taroni, direttore di Living, la sua passione per l’alluminio.

Le raccolte di Giorgio Vigna, costruite in quasi 40 anni, hanno la particolarità di non essere scientifiche o storiche ma cercano sempre un valore artistico.
Sono tutti lavori realizzati in alluminio, riciclato da varie provenienze e lavorato con tecniche molto diverse tra loro: sbalzo, fusione.
La raccolta più estesa è quella tribale: circa 2400 oggetti tra maschere, gioielli, statuaria, oggetti d'uso comune etc…che provengono da vari continenti e da varie etnie


Dall'Africa all'Asia, dal Triangolo d'oro all'India e così via in un viaggio tra culture e mondi apparentemente lontani.
Questa collezione ha delle sotto-collezioni più specifiche come quella di maschere che provengono dall'Himalaya o di statue africane.
Una selezione di questa collezione è stata esposta al Museo del Design di Helsinki, alla Fondazione Watteville a Martigny e nelle sedi svizzere della BSI, che per l'occasione ha pubblicato anche un libro.
Negli ultimi anni, per vari motivi, Vigna ha iniziato una nuova collezione di quasi 2000 manufatti realizzati da prigionieri o soldati durante la prima e la seconda guerra mondiale. Una raccolta di “memoria” importante per l’impatto sociale ed emotivo senza mai tralasciare il valore estetico e artistico.
Questi lavori vanno da scatole per sigarette (più di mille), tabacchiere, anelli, gioielli, portafoto, tagliacarte etc…, tutti realizzati con materiale di riciclo di origine bellica.
Una selezione di questa collezione è stata esposta alla Fondazione Watteville a Martigny e al Museum of Modern Art and Design di NY nella mostra Multiple Exposure che ha approfondito il tema tra gioiello e fotografia. Per questa occasione ha prestato una decina di gioielli in alluminio con fotografie che hanno suscitato un grande interesse per una materia quasi sconosciuta. Nella recensione del New York Times viene citata la collezione con il termine Trench Art.
Vigna è un collezionista appassionato e instancabile e la sua raccolta continua anche con una nuova collezione: una serie di caschi da lavoro in alluminio, sbalzati e decorati a mano in Indonesia per i lavoratori delle piattaforme petrolifere.