Conversazione sul collezionismo – Franco Maria Ricci

Torino - 24/10/2013 : 24/10/2013

Nell'ambito del ciclo Conversazioni sul collezionismo il collezionista Franco Maria Ricci racconta a Marco Riccomini la sua collezione.

Informazioni

Comunicato stampa

Franco Maria Ricci è editore, grafico, bibliofilo e collezionista illuminato e svela la sua passione per l'arte e per le carte, vecchie e nuove.Ho discusso di labirinti tutta la vita, con Italo Calvino, con Roland Barthes, con Jorge Luis Borges. Lui ne era ossessionato, li citava continuamente nei suoi racconti, come nel Tema del traditore e dell’eroe, dal quale Bernardo Bertolucci trasse il suo La strategia del ragno. Borges rimase ospite a casa mia venti giorni, negli anni Ottanta, e fu allora che iniziai a pensare di costruire un labirinto vero


Nei 40 anni in cui si è occupato della sua casa editrice e della storica rivista FMR (acronimo del suo nome), ha costruito una raccolta d’arte unica ed eccentrica: circa cinquecento opere tra cui sculture di Gian Lorenzo Bernini, Antonio Canova, Adolfo Wildt, dipinti di Francesco Hayez, Antonio Ligabue, Ludovico Carracci, Bodoni… Quest’ultimo, parmense come Ricci, fu il più importante tipografo neoclassico che tanto ha ispirato i suoi celebri volumi nero e oro; di Bodoni Ricci colleziona tutto, in modo maniacale, e conserva la sua produzione quasi completa in una preziosa biblioteca.
Priva di una tematica circoscritta, o di un soggetto dominante, la collezione d’arte è nata seguendo il caso. Incontri fortuiti e colpi di fulmine hanno allineato uno accanto all'altro busti marmorei barocchi e neoclassici, gisants rinascimentali e sculture wildtiane, danzatrici crisoelefantine e allegorie manieriste, ritratti di dame della Parma borbonica e di gentiluomini del Lombardo-Veneto…
Oggi questa collezione sta per essere riunita nel grande complesso culturale che Franco Maria Ricci sta portando a termine nella sua proprietà di campagna, a Fontanellato, dove ha piantato il più grande labirinto esistente al mondo, interamente realizzato con piante di bambù. Aprirà al pubblico nel 2015.

Biografia L'inatteso successo che accolse i novecento esemplari di quella ristampa avrebbe deciso il futuro dell'impresa. Il gusto per la bellezza del corpo della scrittura, per le proporzioni e l'armonia dell'impaginazione, per tutto quanto fa la "veste" di un oggetto di lettura è all'origine delle più famose collane di FMR di questi quarant'anni: Grand Tour, I segni dell'uomo, Morgana, Quadreria, Luxe calme et volupté, La Biblioteca di Babele, Artefatto, Colletta, Antichi Stati, Parma, Signorie & Principati, La biblioteca blu, Top Symbols and Trademarks of the World, Guide Impossibili, Vaticano... Etichette sotto le quali si allineano volumi e formati di natura diversa che accolgono tanto la saggistica quanto la narrativa; la seta nera riveste le copertine e la carta azzurra di Fabriano ospita le pagine di Borges, Barthes, Eco, Calvino, Arbasino, Manganelli... Franco Maria Ricci è editore, designer e collezionista d'arte e bibliofilo. Il suo primo titolo fu un'opera di scrittura nel senso letterale del termine: la ristampa del Manuale Tipografico di Giambattista Bodoni, direttore della Stamperia Ducale di Parma negli ultimi decenni del Settecento e creatore di caratteri ricercati e assai stimati per la loro eleganza e leggibilità. Nel 1982, accanto ai libri, nasce la rivista FMR la cui copertina nera è inconfondibile e le sue edizioni in quattro lingue (italiano, francese, inglese, spagnolo) che subito si conquista la qualifica di rivista più bella del mondo: la Perla Nera, come la chiamava Federico Fellini.
Dal 2005 Franco Maria Ricci si è dedicato alla costruzione a Fontanellato, nella campagna vicino a Parma di un maestoso labirinto, uno spazio aperto al pubblico e guidato da una fondazione. Ospiterà un museo, un ristorante e un'area per esposizioni temporanee e una libreria.

Quaderni del collezionismo La conversazione verrà registrata e sarà pubblicata nei Quaderni del collezionismo, progetto editoriale frutto della collaborazione tra Johan & Levi e Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli, che raccoglie le testimonianze dei collezionisti: passioni, motivazioni, approfondimenti sulle conseguenze sociali del collezionismo contemporaneo, storie curiose e avvincenti, ma anche gli aspetti più “intimi” e “segreti” del vero collezionista, ovvero il gusto artistico, l’amore e talvolta l’ossessione per gli oggetti collezionati.