contemporary cluster #02 feat. Mustafa Sabbagh

Roma - 28/01/2017 : 15/04/2017

Mustafa Sabbagh (Amman, 1961) sceglie Roma - e la Fluxhall intermediale di Contemporary Cluster, concept espositivo che eleva l’Arte e ne esalta il Feticcio - per consacrare Onore al Nero, serie fotografica che lo ha reso celebre nel panorama artistico internazionale.

Informazioni

  • Luogo: CONTEMPORARY CLUSTER
  • Indirizzo: Via Luigi Robecchi Brichetti 12 - Roma - Lazio
  • Quando: dal 28/01/2017 - al 15/04/2017
  • Vernissage: 28/01/2017 ore 18-21
  • Autori: Mustafa Sabbagh
  • Generi: fotografia, personale
  • Orari: Tuesday - Wednesday 10:30 - 20:00 Thursday - Saturday 10:30 - 0:00 Monday and Sunday: closed

Comunicato stampa

L’arte è malattia. Un virus che infetta, un profumo che si inietta, il cortocircuito di una sedia elettrica, innescato da una carica erotica. Eros + Thanatos. Magnificat di una paralisi temporanea: un collare ortopedico diventa crisalide. L’elettroshock vivificatore di una sinfonia che indaga il dolore, composta dall’Artista Totale e remixata in groove electro-dub. Denso, ancestrale, come un moto ondoso; perché l’Arte, quella vera, è Nera


Reduce dal recente successo della sua prima mostra antologica, che gli è valsa il conferimento della cittadinanza onoraria di Palermo, e dal trionfo della pièce teatrale dedicatagli dalla trentennale compagnia performativa NèonTeatro, Mustafa Sabbagh (Amman, 1961) sceglie Roma - e la Fluxhall intermediale di Contemporary Cluster, concept espositivo che eleva l’Arte e ne esalta il Feticcio - per consacrare Onore al Nero, serie fotografica che lo ha reso celebre nel panorama artistico internazionale, e per scavare più a fondo del suo Nero, iniettandolo di lavori inediti e concepiti ad hoc per Cluster.
In [contemporary cluster #02 feat. mustafa sabbagh], l’artista coniuga il delirio visionario del Demiurgo al rigore clinico del Chirurgo, nella perfetta economia di un post-barocco sorprendentemente, sapientemente minimal. L’unico senso possibile è il non-sense dell’ossessione: la morbosità del dettaglio diventa padronanza di ogni fase della creazione, dalla raffinata ossatura scenica nella cui composizione è maestro, alla capacità di immergersi e fare suoi, attraverso il gesto artistico che lo connota, territori inesplorati o mai rivelati – scent, jewel, furniture e sound design, in collaborazione diretta con eccellenze di ognuno dei settori di appartenenza.
Sabbagh non si sottrae alla sfida, che lancia innanzitutto contro se stesso, per uscirne vincitore certo e fiero vinto. Guaritore Ferito e portatore sano. Perché l’arte, quando è dentro, è malattia.

Visioni espanse. Mustafa Sabbagh a Roma

Contemporary Cluster, Roma – fino al 15 aprile 2017. Lo spazio di Giacomo Guidi si sposta in un vecchio edificio del Pigneto con un progetto sinestetico. Capace di mettere i sensi al servizio della creatività.