Collezioni in Collezione
Il MAMbo si fa luogo di incontro con il collezionismo privato tra opere e storia, per celebrare l’arte come spazio di relazione e condivisione
Comunicato stampa
Prosegue al MAMbo - Museo d'Arte Moderna di Bologna del Settore Musei Civici del Comune di Bologna il progetto Collezioni in Collezione, un ciclo di appuntamenti, a ingresso libero, dedicato all'incontro tra la dimensione pubblica del museo e il mondo delle collezioni private, che nasce dal desiderio di valorizzare le relazioni con collezionisti e collezioniste vicini al territorio e di offrire al pubblico l'opportunità di accedere a opere raramente visibili, spesso custodite in ambiti privati, ma profondamente coerenti con le linee di ricerca e i temi affrontati dal museo.
Dopo il primo incontro, che ha visto come protagonista Francesco Carone (Siena, 1975) con l'opera Ybris (2015), il secondo con Margherita Moscardini (Donoratico, 1981) con al centro del dibattito il lavoro Grand Hotel Majestic (2017-2018) e il terzo che ha coinvolto Cristian Chironi (Nuoro, 1974) con Table (Berlin Drive Version) (2020) e FIAT 127 Special (Camaleonte) - Apt. 258 UH Berlin version, Berlino (2020), il quarto appuntamento, in programma giovedì 19 marzo 2026 alle ore 18.00, presso la Biblioteca MAMbo | Museo Morandi, vedrà in dialogo le artiste Eugenia Vanni (Siena, 1980) e Arianna Zama (Lugo, 1998) con Lorenzo Balbi, direttore del MAMbo, e i collezionisti Anna Grazia Stefani e Francesco Tampieri.
L'opera presentata da Eugenia Vanni è Ritratto: come un pennello piccolo imita un pennello più grande (2016). Secondo l'artista, il dipinto rappresenta un ritratto di tre pennellate su una tela realizzato attraverso l'utilizzo di un piccolo pennello (usato solitamente per la realizzazione dei dettagli) protagonista di numerosi gesti che all'apparenza sembrano essere pochi. Di solito una pennellata non si dipinge, si fa. La differenza tra farla o ritrarla sta proprio nell’utilizzo di un pennello molto più piccolo rispetto a quello che si adopererebbe abitualmente.
Queste pennellate esistono nello spazio vuoto della pittura, come soggetti lontani, e mantengono la potenza dell’inizio ma anche la nostalgia della fine.
«Nel periodo di realizzazione dell'opera - racconta Eugenia Vanni - stavo ragionando molto sull’idea di ritratto, inteso come la somma tra la sensibilità intrinseca e vibrante dell’oggetto e l’occhio dell’artista. Considero il ritratto dunque, non una categoria, ma un modo di vedere le cose».
I lavori proposti da Arianna Zama sono i dipinti Auxilio (un bacio sulla mia bocca sdentata) (2022), Pinocchio degli Inferi (2022) e Ulises ha la scabbia (Ulises Lima) (2023).
I volti raffigurati nelle opere sono per l'artista i suoi «travestimenti, nascondimenti, negazioni o tutto il contrario esasperazioni posticce». Zama, attratta da frammenti, pezzi e scarti,
colloca le immagini che raffigura in luoghi indefiniti, domestici e alieni, potenzialmente nella stanza accanto e al tempo stesso in un mondo lontano come la Cina.
«Volti granguignoleschi, nasuti, piante inesistenti cresciute nel giardino sotto casa. Sono furti in qualche modo, di ciò che vedo, ascolto e trattengo. Libri, sogni altrui – mi riesce difficile, quasi impossibile, ricordare i miei sogni – e sapori» scrive Zama, chiarendo quali siano le fonti di ispirazione della sua arte. Le opere compongono un albero genealogico al quale la pittrice dà gradualmente una forma simbiotica e imperfetta, mutata geneticamente.
Le opere di Eugenia Vanni e Arianna Zama saranno esposte fino a metà giugno all'interno del museo ed entreranno nella collezione permanente del MAMbo sulla base di un comodato.
Eugenia Vanni è un’artista che vive e lavora a Siena, la cui pratica artistica esplora la pittura come sistema autoriflessivo. La sua ricerca si concentra sui processi pittorici e sulla costruzione dello spazio pittorico, interrogando la percezione attraverso gli elementi tecnici, materiali e strutturali del mezzo espressivo. Il suo lavoro è stato presentato in istituzioni quali: Istituto Italiano di Cultura di New York (New York), Museo Marino Marini (Firenze), Museo della Musica del Settore Musei Civici del Comune di Bologna (Bologna), MAN - Museo d'Arte Provincia di Nuoro (Nuoro), Casa Masaccio (San Giovanni Valdarno), MAC - Museo d'Arte Contemporanea (Lissone), Centro di Attività Espressive Villa Pacchiani (Santa Croce sull’Arno), Museo d'Arte Contemporanea di Villa Croce (Genova), Museo Santa Maria della Scala (Siena); la Fondazione Il Bisonte (Firenze), Galleria FuoriCampo (Siena).
È vincitrice del PAC - Piano per l’Arte Contemporanea 2022-2023 promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.
Insieme all’artista Francesco Carone, ha co-fondato il Museo d’Inverno a Siena.
Arianna Zama è una pittrice e artista visiva che vive e lavora a Bologna. Si è diplomata presso le Accademie di Belle Arti di Ravenna e Bologna. Agli studi accademici ha affiancato una lunga collaborazione con il Museo Civico Luigi Varoli (Cotignola, RA).
Il suo lavoro è stato presentato all’interno di diverse mostre e fiere, tra cui: The Odyssey of Recollection, Patrizia Pepe HQ (Capalle, FI, 2026), Artissima, Galleria Fuocherello (Torino, 2025); Il giardino delle risonanze. La Pinacoteca di Bologna incontra il MAMbo, Pinacoteca nazionale di Bologna (Bologna, 2025); Arte Fiera, Galleria Fuocherello (Bologna, 2025), Avvicinare le distanze, P420 (Bologna, 2022).
Collezioni in Collezione intende essere un ponte tra la dimensione pubblica del museo e il mondo delle collezioni private, un’occasione per riflettere sul ruolo della collezione come atto di cura, selezione e visione critica del presente artistico.
Il progetto ha inaugurato con la collezione di Anna Grazia Stefani e Francesco Tampieri, appassionati collezionisti italiani che da anni sostengono la scena artistica contemporanea dando particolare attenzione alle artiste e agli artisti italiani delle ultime generazioni. Il loro approccio si distingue per l’intensità del rapporto personale instaurato con artiste e artisti: relazioni che, fondate sulla condivisione di idee, sulla partecipazione attiva ai processi creativi e sul sostegno concreto alla produzione delle opere, sono durature nel tempo.
Tra i promotori del progetto online Collection of Collections APS, piattaforma che rende accessibili al pubblico e agli studiosi le opere e le storie dietro numerose collezioni private, i coniugi Tampieri rappresentano un esempio virtuoso di collezionismo inteso come pratica culturale aperta, generosa e profondamente impegnata.